Colleferro. Sull’emergenza idrica interviene anche Ina Camilli del Comitato Residenti Colleferro

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Comitato Residenti Colleferro - Ina Camill
Comitato Residenti Colleferro – Ina Camill

COLLEFERRO (RM) – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato sulla questione dell’acqua a firma di Ina Camilli del Comitato Residenti Colleferro.

«I Consiglieri comunali di opposizione e l’Associazione Rete per la tutela della valle del Sacco hanno dato voce alle proteste dei Cittadini di Colleferro per la mancanza di acqua nelle abitazioni, ma non abbiamo sentito quella del Sindaco che richiamava il gestore, Società Rete Gas spa, alle sue precise responsabilità contrattuali.
L’interruzione dell’erogazione idrica, le condizioni dell’acquedotto, lo stato delle condotte e della rete di distribuzione sono il vero problema della città di Colleferro, insieme a quello dei suoi Amministratori comunali, a cui il voto degli elettori attribuisce la cura della cosa pubblica.
La precarietà di questo servizio, più di altri disservizi, colpisce tutti allo stesso modo: i cittadini, le scuole, forse l’ospedale, i ristoranti, le (poche) imprese, le industrie, gli esercizi commerciali, l’agricoltura; per fortuna, in questi giorni l’acqua piove dal cielo! In verità anche questo è un problema, come ci scrivono i cittadini: “… perché le fogne non ricevono più e l’incrocio del bar Garden, domenica 19 febbraio, intorno alle ore 16.00, si è allagato a causa delle violenti piogge, cui abbiamo assistito, bloccati all’interno del locale.
Sono anni che questo si verifica e sono anni che l’Amministrazione comunale promette che provvederà, ma quando? Cosa dobbiamo aspettare e soprattutto quanto tempo ancora dobbiamo aspettare per mettere in sicurezza quell’incrocio? Un Comune di oltre 21.000 abitanti non ha mezzi o competenze per fare ciò?  Quest’incrocio  riceve almeno un terzo del traffico in entrata ed in uscita da Colleferro più il traffico locale di un quartiere con circa 8.000 persone. L’Assessore alla viabilità cosa o chi sta aspettando? Richiamiamo l’attenzione di chi è preposto alla  sicurezza pubblica e all’incolumità delle persone e sollecitiamo urgentemente un intervento risolutore prima che qualcuno si faccia male”.

Sono trascorsi quasi tre anni dalle ultime elezioni amministrative ed il bilancio delle problematiche affrontate, risolte e avviate a soluzione dalla Giunta Cacciotti, in particolare per l’acqua, non è positivo. Il tipo di problematica tecnica che si ripresenta di volta in volta ci ha fatto maturare la consapevolezza e la coscienza che il disservizio nella quantità e qualità della erogazione idrica non è imputabile all’Amministrazione comunale, ma lo è per il modo in cui viene essa affronta, che si risolve nel non sapere e non volere stare dalla parte degli utenti, che chiedono al Sindaco la capacità di governare le criticità di territori urbanizzati come il nostro.
Come è facile verificare presso altri Comuni italiani, infatti, il Sindaco e l’assessore di settore, in rappresentanza dei loro cittadini, inviano una nota di protesta ai vertici della società di gestione del servizio idrico, per ripristinare entro un tempo prestabilito l’erogazione alla città. Perchè il Sindaco Cacciotti non informa la cittadinanza sulle responsabilità del disservizio e si limita a fornire i dettagli dell’intervento con un burocratico comunicato? Ha informato il Prefetto che l’immagine dell’Amministrazione comunale ne esce danneggiata? Ha chiamato la Rai, come ha fatto in altri casi? Ha detto al Prefetto che i cittadini di Colleferro protestano per la mancanza di acqua e per il pagamento di un servizio di cui non usufruiscono da anni? 
Oppure siccome l’acqua non è un diritto, ma una merce come le altre, si compra e si vende e gli utenti devono solo garantire facili utili al gestore? 

Se manca l’acqua il primo a protestare, a nome dei Suoi Cittadini, è il Sindaco, ma nel comunicato pubblicato sul sito istituzionale del Comune si legge semplicemente che ci troviamo in presenza di una “Momentanea carenza di acqua” (basterebbe cercare nel nostro sito le voci  Acquedotto comunale;  Chiuso il pozzo 6; L’acqua è tornata potabile; Lavori all’acquedotto BPD; Nuovo pozzo; Ordinanza sull’acqua per rendersi conto della periodicità del malfunzionamento).
Se poi l’acqua non manca, ma non è pura, limpida, insapore e inodore, il Sindaco deve farsi garante nei confronti degli elettori della sua potabilità, comunicando i dati di qualità, rendendo disponibili tutte le informazioni, numero civico per numero civico, come avviene in altri Comuni.
Nel quartiere di Colleferro Scalo l’acqua non si può bere, né può utilizzata per fare il caffè o per cuocere la pasta e la paghiamo due volte: con la bolletta e con la spesa al supermercato.
Non si deve certo sottovalutare che il gravissimo problema dell’acqua riguarda lo stato del sistema idrico, l’inefficienza della manutenzione ordinaria, la difficoltà delle ispezioni, la lunghezza del percorso, la precarietà della rete di distribuzione, le possibili contaminazioni, l’assenza della mappatura della rete e la rilevazione delle utenze, la indisponibilità di personale qualificato, di programmi di ammodernamento e di investimento o del piano per le emergenze, ma soprattutto è irrisolvibile perchè manca la volontà, la capacità politica e la responsabilità etica di garantire l’acqua potabile, non diversamente da altri servizi alla collettività.
Se tutti questi complessi interventi spettano al Gestore, alla Regione, alla Provincia, il Comune si vuole attivare per ottenere la loro messa in opera attraverso l’adozione di un piano pluriennale di intervento? Può dimostrare concretamente alla Cittadinanza la sua volontà di risolvere il problema? 

Il Comune di Colleferro ha adottato il Regolamento dell’utenza o di fornitura per disciplinare i rapporti tra gestore e utente? Ha approvato la Carta del servizio idrico sugli standard di qualità che il gestore si impegna a rispettare e sulle forme di tutela dell’utenza, pubblicando sul sito comunale le indicazioni o anche le modalità per presentare reclamo ed ottenere i rimborsi in caso di disservizio? Ha deliberato il Regolamento sul risparmio dell’acqua e sul recupero di quelle piovane, come fanno altri municipi?
C’è ancora molto da dire anche sui componenti chimici nell’acqua, in particolare sulle concentrazioni di  magnesio. A dicembre 2013 alcuni residenti del quartiere Colleferro Scalo hanno denunciato la presenza nell’acqua di sostanze inquinanti e la Asl RmG ha individuato la presenza di magnesio; l’esito delle analisi di verifica sono state trasmesse al Sindaco Cacciotti e all’Ente Gestore, invitando quest’ultimo a “a valutare l’opportunità di idonei interventi atti a ripristinare la qualità dell’acqua erogata”. Accertata la responsabilità di Rete Gas spa , il Sindaco Cacciotti non ha incontrato nè comunicato alcunchè agli abitanti e al gestore, ha chiesto di provvedere?

Sempre a dicembre anche il quartiere IV km di Colleferro per circa 20 giorni è rimasto privo di acqua e ora anche il resto della città.
E’ naturale domandarci se la responsabilità del gestore finisce al contatore. E dove comincia quella del Sindaco Cacciotti? I cittadini (a chi) pagano la bolletta? Chi è l’ufficiale sanitario in un Comune in caso di inquinamento dell’acqua? I cittadini hanno diritto di chiedere agli Amministratori comunali che vi sia la certezza della potabilità dell’acqua e che sia garantito il servizio?

Il Rapporto 2013 sull’Ambiente, a cura del Comune di Colleferro, che peraltro si limita ad esaminare il problema della qualità dell’aria, sottovalutando incomprensibilmente la questione acqua, si conclude così: “Viviamo tutti nella stessa città e l’aria che respiriamo è la stessa per tutti”:  anche l’acqua, purtroppo!
A seguito del comunicato e dell’operato poco rassicurante del Sindaco Cacciotti, che non difende neanche sulla carta gli interessi della cittadinanza, e delle numerose proteste degli abitanti le Associazioni e i comitati segnaleranno la questione alle Autorità competenti per una tempestiva e non più differibile indagine investigativa per verificare se sono stati eseguiti i doverosi controlli, individuare i responsabili con l’auspicio che ciò serve a sollecitare ed approntare i necessari interventi».
F.to Ina Camilli