Colleferro. Progetto “Oltre Roma”. Primo incontro al Museo Archeologico dedicato a “I conti. Una famiglia baronale tra Roma e la Campagna”

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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Si è tenuta, nel pomeriggio di Sabato 14 Maggio presso il Museo Archeologico Comunale del Territorio Toleriense, la prima di un ciclo di conferenze realizzate dal Sistema Museale Territoriale Museumgrandtour nell’ambito del Progetto “Oltre Roma”, finanziato dalla Regione Lazio.

L’iniziativa è dedicata alla conoscenza delle grandi casate nobiliari che nel corso dei secoli si sono contese il potere nel territorio del Grand Tour, illustrando le vicende dei principali esponenti di ciascuna casata, le loro committenze artistiche ed il rapporto instaurato nel corso dei secoli con il territorio.

La conferenza al Museo di Colleferro è stata dedicata a “I Conti. Una famiglia baronale tra Roma e la Campagna”, protagonisti assoluti della storia del nostro territorio per almeno quattro secoli.

Erano presenti il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, il Consigliere comunale Luigi Moratti ed il Direttore del Museo Dr. Angelo Luttazzi che ha introdotto gli illustri relatori: il Dr. Luca Calenne dell’Archivio storico diocesano Innocenzo III di Segni e la D.ssa Manuela Gianandrea dell’Università La Sapienza di Roma, che hanno dedicato i loro interventi alla committenza artistica della famiglia Conti sia nel territorio che a Roma.

L’intervento del Dr. Luca Calenne, che ricordiamo artefice, insieme al Dott. Alfredo Serangeli scomparso nel 2020, del rinvenimento del prezioso incunambolo, che ha dato una nuova datazione per il ritrovamento del Laocoonte, è stato imperniato sull’importanza dell’arte, che soprattutto nel Medioevo e relativamente alla storia dei Conti dal XII al XV secolo ed oltre, veicola messaggi più della parola scritta.
All’arte i regnanti del tempo ed i Conti come feudatari e signori di queste terre hanno dato quindi enorme rilievo.
È stata poi proposta una carrellata di opere, prodotte su commissione dirette o su disposizione dei Conti, sia architettoniche che artistiche, soffermandosi soprattutto sui dettagli e scoprire quanto siano rivelatori.
Artefice della fortuna della famiglia Conti, che estese il suo dominio su tutta la valle del Sacco, fu la salita al soglio pontificio di Papa Innocenzo III, figlio di Lotario, uno dei più grandi papi del Medioevo (Gavignano, 22 Febbraio 1161 – Perugia, 16 Luglio 1216).
Il Castello di Colleferro è stato la prima foto proiettata evidenziando le arcate che lo caratterizzano e che ritroviamo anche nei disegni della torre Conti a Roma. Senza dubbio Papa Innocenzo III aggiorna il panorama architettonico dell’Urbe , ispirandosi all’esperienza dei monaci cistercensi.
Dopo un breve cenno a Palazzo Conti di Montefortino, l’attuale Artena, il relatore ha messo in risalto la bellezza dell’Abbazia di Rossilli, ai piedi del colle di Gavignano, ormai in stato di completo abbandono.
Qui Innocenzo III passò con tutto il suo seguito e rivolse la sua protezione. All’interno del sacro luogo venne costruito un portale dai “marmorari romani” e ritroviamo una lunetta della stessa fattura nella Cattedrale di Civita Castellata e ad Anagni. Infine a Segni, nel cosiddetto Quartiere della Giudea, la Chiesa di S. Sefano che nulla ha oggi della sua fase antica, ma osservando un disegno di un canonico segnino, ritroviamo la struttura di una chiesa gotica anche se non abbiamo alcuna sicurezza che sia opera commissionata dalla Famiglia Conti.
Un’ultima visione è stata poi rivolta ai dipinti di Palazzo Conti rinvenuti in seguito ai lavori di riparazione del tetto. In conclusione è stata tratteggiata la figura di Alto Conti, braccio armato di Papa Martino V, che fu insignito della Rettoria della Provincia di Campagna e a Stefano Conti Sforza che nei dipinti, nella Sala degli Antenati a Palazzo Conti, inserisce il ritratto di Innocenzo III, pur non essendo un suo antenato, per dare testimonianza del passaggio dal vecchio potere, nel segno della continuità.

Il secondo intervento è stato dedicato, dalla D.ssa Manuela Gianandrea dell’Università “La Sapienza” di Roma, a “I Conti nel centro del potere: la committenza a Roma nel corso del Medioevo”, ponendo in evidenza la politica affermazione e di romanizzazione della Famiglia Conti, che dall’insediamento di Innocenzo III si attua attraverso una politica nepotistica, urbanistica ed artistico-architettonica che lascerà la sua impronta nella Roma medioevale. Imponente la torre dei Conti alta, all’epoca della costruzione nel cuore dei Fori Imperiali, tra i 50 e 60 metri. Rinnova il mosaico absidale di S. Pietro chiamando gli artisti che avevano lavorato nei cantieri normanni di Palermo e Monreale.
È stata poi illustrata la figura di Stefano Conti, nominato con altri due cardinali nel 1244, dopo l’esilio di Papa Innocenzo IV in Francia, Vicarius Urbis e Reggente Patrimonium Petri. È di questo periodo la sua committenza presso il Complesso dei Quattro Coronari sul piccolo Celio. È quindi seguita una attenta descrizione delle modifiche apportate: con l’aggiunta di due torri a fortificazione del Complesso. Stupende sono la Stanza del Calendario e la Cappella di S. Silvestro riccamente dipinta e testimonianza della supremazia del potere spirituale su quello temporale, della Chiesa sull’Impero.

Il Dr. Luttazzi, prendendo la parola, ha preannunciato che la bolla papale di Innocenzo III, facente parte della collezione del Museo, donata dall’indimenticato Silvano Tummolo, sarà esposta, nel prossimo mese di Settembre, in una grande mostra dedicata al Medioevo che si terrà a Roma, un ulteriore motivo di orgoglio per la nostra città ed il nostro museo archeologico.

In chiusura di manifestazione è intervenuto il Sindaco Pierluigi Sanna che ha espresso la sua profonda soddisfazione per la riuscita della manifestazione e rivolto il suo personale ringraziamento alla d.ssa Monica De Gregorio, sottolineando che mai scelta fu più corretta come quella dell’adesione al Sistema Museale Territoriale Museumgrandtour.
Ha poi sottolineato come «solo una società più nobile dal punto di vista della conoscenza può curare i mali della solitudine, della violenza, dell’isolamento, dell’alienazione che non solo i giovani vivono in questo momento storico».
Ha poi aggiunto di «sperare che l’immenso patrimonio culturale della città, grandemente aumentato, dalla Sala Ripari alla Biblioteca e all’Aula di Alta Formazione, dal Teatro all’Auditorium siano considerati come “casa vostra”, luoghi accoglienti ed utili al miglioramento della vita dei cittadini».

Poi tutti in visita al Castello di Colleferro, guidati dal Dr. Angelo Luttazzi.
Iniziative, come quella proposta e realizzata dal Sistema Museale Territoriale Grandtour, possono realmente rappresentare la base per un rilancio culturale, sociale turistico del nostro territorio.