Colleferro. Processo per gli inceneritori, fissata al 4 Marzo la prossima udienza

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Veduta aerea dei termovalorizzatori di Colleferro
Veduta aerea dei termovalorizzatori di Colleferro

COLLEFERRO (RM) – Era prevista per ieri l’altro, al Tribunale di Velletri, la prima udienza sui fatti illeciti presso gli inceneritori di Colleferro sequestrati nel marzo del 2009 dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri. Il processo è stato rinviato, per mancata notifica ad alcuni imputati; i cittadini che hanno subìto danni a causa dell’inquinamento ambientale sono ancora nei termini per costituirsi.
La data prevista per il dibattimento del processo sarà, infatti, il prossimo 4 marzo.

I reati contestati vanno dal traffico illecito di rifiuti, a reati informatici atti a cancellare, alterare e sopprimere informazioni e dati relativi alle emissioni dei fumi, violazione dei valori limite delle emissioni in atmosfera, accesso abusivo a sistemi informatici.
All’udienza erano presenti anche l’Associazione Codici, in rappresentanza di tutti quei cittadini che a causa degli illeciti perpetrati hanno manifestato problemi di salute, e rappresentanti dell’Associazione ambientalista Ugi. Assenti gli imputati, la maggior parte in contumacia ed alcuni assenti.

Il Segretario Nazionale del Codici Ivano Giacomelli
Il Segretario Nazionale del Codici Ivano Giacomelli

«Siamo fiduciosi che la giustizia seguirà il suo corso, mettendo finalmente un punto su una questione che va avanti ormai da diversi anni – ha commentato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Ci auguriamo che a marzo la Legge dia finalmente un segnale certo, nella direzione della legalità a tutela della salute e dell’ambiente». 

Tra le parti civili anche l’Ugi che scrive in un comunicato:

«Saremo presenti ad ogni udienza, reclameremo chiarezza su quanto avvenuto negli inceneritori e se verranno accertati i reati sostenuti dall’accusa pretenderemo che i responsabili paghino per aver messo a rischio un’intera comunità, vittima di scelte scellerate e di crimini contro la vita che hanno  fortemente inquinato  l’ambiente, calpestando il diritto alla salute e rubando le possibilità di vivere in un territorio salubre.
Non è ammissibile mantenere attivi questi due impianti dopo un sequestro per smaltimento illecito di rifiuti e dopo l’allarmante fotografia tracciata dalla ricerca epidemiologica Eras che accusa gli inceneritori di aver aumentato il numero di ricoveri ospedalieri per malattie polmonari cronico-ostruttive. Non dimentichiamo né il fermo di un camion di Cdr (Combustibile da rifiuti) sospetto avvenuto il 17 giugno 2010, né l’incendio nell’impianto del 23 luglio scorso.
Gravissimi impatti ambientali, scarsità di sicurezza, un processo penale in corso e nessun beneficio».