Colleferro. Presentato presso la Sala A. Lipari il libro “Scintille nella notte”, opera prima della scrittrice Matilde De Paola

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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – È stato presentato nella giornata di Sabato 18 Settembre, presso la Sala A. Ripari di Colleferro, il libro, opera prima della scrittrice Matilde De Paola, dal titolo “Scintille nella notte” edito da La Città del Libro.

Erano Presenti, oltre all’autrice, il Vice Sindaco Giulio Calamita, il Consigliere comunale Lorenzo Gangemi e la relatrice Prof.ssa Silvia Romano.

Il Vice Sindaco Giulio Calamita nel rivolgere, al numeroso pubblico presente, il suo benvenuto ed i saluti del Sindaco Pierluigi Sanna, impossibilitato ad essere presente, ha evidenziato l’importanza che la lettura riveste nell’arricchimento del proprio bagaglio culturale personale in tutti i campi sociale, etico morale e può, sicuramente, aumentare anche la creatività.
Ogni libro letto ci insegna qualcosa e ci suscita emozioni, sensazioni e in più arricchisce il nostro linguaggio.

A Silvia Romano è spettato il compito di introdurre la scrittrice, calabrese di nascita, ma che giovanissima si è trasferita a Roma, dove tuttora risiede, per frequentare l’Università e poi svolgere la sua attività lavorativa, senza mai dimenticare la terra d’origine che ama profondamente.

Un romanzo, tutto dedicato alla Calabria, se da un lato può essere definito un romanzo storico coprendo un arco di tre generazioni, dagli anni trenta agli anni sessanta, descrivendone l’ambiente, la vita, i costumi e le tradizioni, e, grazie ad una scrittura chiara e coinvolgente, porta il lettore ad immedesimarsi nelle vicende dei protagonisti, presenta anche una profonda analisi psicologica degli stessi che dall’autrice non vengono mai né giudicati, né criticati nei loro atteggiamenti ed azioni, ma solo resi umani.

Proseguendo, la relatrice ha evidenziato i temi trattati partendo dalla situazione italiana e soprattutto del Sud Italia nel dopoguerra: l’emigrazione che in Calabria ha visto lo spopolamento di intere zone, la piaga dell’alcolismo trattato con grande sensibilità, il dover dipendere dal solo lavoro agricolo come fonte di sostentamento inserendo, per meglio comprendere la problematica, un inserto storico che tratta della riforma agraria, il tema scottante del patriarcato e quello del proletariato, forza trainante delle famiglie. Grande risalto è stato dato all’istruzione femminile con uno spaccato sulle dure battaglie che le donne hanno dovuto affrontare per raggiungere il diritto all’istruzione e quindi la propria emancipazione.

È stato emozionante l’intervento dell’autrice, da sempre appassionata di scrittura, che dopo racconti e novelle, complice il lungo periodo di lockdown, ha deciso di cimentarsi nella realizzazione di questo suo primo libro per “parlare di cose che sentiva dentro di sé”, i personaggi come le storie sono frutto della sua fantasia, presi in prestito per parlare della Calabria, troppo spesso rassegnata al suo destino.

Allo scopo di portare il lettore nell’atmosfera della “sua terra”, l’autrice ha utilizzato tre registri di narrazione: il primo intimistico, ossia vicino ai personaggi, donne e uomini, che vivono le loro sfide, i loro amori, le loro sconfitte in una continua evoluzione, il secondo sociale con uno sguardo ad ampio raggio, soprattutto antropologico ed una parte storica, capace di dare forza al romanzo, narrando tutte quelle realtà che i personaggi si trovano ad affrontare, prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale.

Accattivante l’utilizzo del dialetto, o meglio l’inserimento di piccole frasi dialettali italianizzate, per dare più incisività al linguaggio.
Personaggi e storie che ben rappresentano il secolo “breve” del Novecento, in cui il progresso è stato accelerato in ogni ambito e che a guerra conclusa, hanno cercato di uscire dallo sfacelo e da un mondo oppressivo, sperando anche in migliori condizioni di vita che per il nostro Paese è stato rappresentato dal boom economico.

Per le donne protagoniste del romanzo, è il realizzarsi di una nuova condizione di vita, artefici del proprio destino, se infatti Rosaria è costretta al matrimonio con un uomo scelto dalla famiglia. sua figlia Antonia, eroina moderna della storia, ragazzina ribelle allo stato patriarcale, saprà realizzarsi come moglie, madre e donna del Sud finalmente “libera”.

L’autrice ha poi letto alcuni brani del libro, a cui ha fatto seguito un dialogo con i lettori ed il firma copie.

 

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