Colleferro. Presentato in Biblioteca comunale il libro dal titolo “Stranizza” di Valerio La Martire

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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – È stato presentato, nella stupenda Biblioteca comunale “Riccardo Morandi” di Colleferro Venerdì 7 Giugno il libro di Valerio La Martire dal titolo “Stranizza”.
Ha dialogato con l’autore Roberta Bruno, che sta decisamente viziando il pubblico con eventi di grande impatto emotivo.

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Il libro, già pubblicato nel 2013 per Bakemono Lab., è stato in seguito inserito nella Collana DMBlanco edita da David and Matthaus, 2016 e per questa edizione ha ricevuto il patrocinio della Sezione italiana di Amnesty International.
Ora è nuovamente in libreria edito da Rizzoli (2013), a riprova dell’interesse verso questo libro che prende ispirazione dalla storia di Giorgio Giammona ed Antonio Galatola, due vissuti a Giarre in Sicilia e che il 31 ottobre del 1980 , furono trovati morti abbracciati. Un delitto ancora avvolto dal mistero e rimasto irrisolto , a più di quarant’anni dalla sua esecuzione.

Nel libro i due protagonisti prendono il nome di Nino e Marco. Nino è un sedicenne proveniente da una famiglia agiata e molto temuta in paese. Marco invece è vissuto lontano da casa, con una madre dedica all’alcol ed un padre naturale che lo ignora. La sua esistenza è trascorsa tra il collegio e gli ultimi sei mesi in carcere. Basta uno sguardo per far comprendere ai due giovani la nascita di un sentimento bellissimo ed appassionato. Il loro sogno è un futuro insieme, protetti dal loro amore….

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Purtroppo la realtà sarà ben diversa, scomparsi per 14 giorni, furono trovati esamini , sotto un enorme pino marittimo.
È la triste fine che fecero i due giovani, protagonisti si di un delitto irrisolto, ma che ha segnato una svolta storica per la rivendicazione dei diritti civili.
A Giarre infatti la comunità locale e gli attivisti Lgbtl* provenienti da tutta Italia manifestarono nella piazza principale e dopo circa un mese fu costituito il primo circolo Arcigay a Palermo.

Presente il Sindaco Pierluigi Sanna che nel suo intervento ha rimarcato come sia necessario capire ed approfondire la nostra capacità di studiare, leggere e capire i fenomeni che compongono e differenziano la nostra società da altre società che invece questa caratteristica non hanno.

Ha poi proseguito evidenziando come questa nostra Italia sia fatta di tanti luoghi e persone e come sia grado di affrontare, grazie a libri come quello di La Martire, temi che se da un parte appassionano tanto chi è in grado di discuterne, mettono tanto in imbarazzo chi invece, per tante ragioni non riesce a farlo e non vuole comprendere i cambiamenti che la società impone ad una società moderna.,

Roberta Bruno nel salutare il pubblico presente ha sottolineato come il libro prenda il titolo dalla canzone di Battiato “Stranizza d’amuri” e tocca un argomento in parte scottante, anche se forse nel 2024 non dovrebbe esserlo, l’amore tra due ragazzi che non viene ben visto e , come gli amori non facili, viene contrastato ed è quindi doloroso.

«La cosa che ti preoccupa di più quando racconti una storia realmente accaduta – ha esordito l’autore – è di rispettare quella storia, quell’avvenimento, quelle persone che hanno vissuto una vicenda poi così terribile che ha portato alla fine della loro vita. Una delle mie preoccupazioni era rispettare quella storia e non ingannare nessuno e per questo sono partito dai fatti di cronaca, cioè la morte di due ragazzi , cominciando così il libro dalla loro fine perché era il punto da cui sono partito anch’io quando li ho incontrati. La fine di due vite così giovani non può trovare mai giustificazioni, soprattutto per un motivo così stupido come l’amarsi ed essere odiati per questo!».

Uccisi per lavare nel sangue l’onta inaccettabile dell’omosessualità!

Da qui un susseguirsi di riflessioni sulle tematiche affrontate dal libro, primo fra tutti il nostro giudicare con troppa facilità gli altri, di dare importanza al pettegolezzo, al “cuttigghiu”.

Ogni volta che imponiamo il nostro sguardo sugli altri limitiamo la libertà di quella persona di rappresentarsi liberamente, dimenticando che mentre giudichiamo siamo a nostra volta giudicati.

Questo processo di giudizio continuo è ogni presente in quello che facciamo, e forse non è possibile non farlo, ma c’è un’accortezza che possiamo prendere nel guardare gli altri, fare le nostre valutazioni e poi andare oltre, cercando di accogliere quelle cose che guardiamo e non comprendiamo del tutto, non fermandoci solamente alla superficie dell’aspetto più semplice delle persone che incontriamo .

Un incontro intenso, un dialogo emotivamente ricco con un autore di grande disponibilità e simpatia che ha saputo trattare con grande intelligenza un tema non certo facile.

Sempre perfetta l’organizzazione degli incontri in Biblioteca a cura di Elisabetta ed un ringraziamento a Roberta Bruno per la professionalità e l’ottima scelta degli autori.