Colleferro. Pestaggio in Corso Turati. Oggi l’interrogatorio di garanzia. “Gogna mediatica” e cultura, non solo della legalità

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COLLEFERRO – Inizio di settimana particolarmente difficile per una città che si è svegliata ancora scossa da quanto accaduto nel pomeriggio di Sabato 17 Aprile in pieno centro città.

Il pestaggio di Lorenzo C., 17enne di Segni, rimasto vittima dell’aggressione da parte di due ragazzi di un anno o due più grandi di lui, ha fatto ripiombare la città nello sconforto dal quale non si era ancora risollevata dopo la tragica morte di Willy Monteiro Duarte.

Questa volta, fortunatamente, l’epilogo è stato diverso: Lorenzo C., nonostante sia malconcio, non è in pericolo di vita, la prognosi è stata sciolta e ben presto tornerà a casa.
Anche la posizione di Lorenzo Farina e Christian Marozza – che saranno sottoposti all’interrogatorio di garanzia in videoconferenza dal carcere di Rieti davanti al Gip ed al Sostituto procuratore del Tribunale di Velletri – non è quella dei fratelli Bianchi.
Non lo è. Non solo perché il pestaggio non ha causato conseguenze estreme, ma anche perché sono incensurati e non sembra fossero “avvezzi” a comportamenti del genere.
L’accusa della quale devono rispondere non è “omicidio volontario”, è “lesioni gravissime” in concorso e per “futili motivi”.
Forse già domani ci sarà l’udienza di convalida.

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Tutto questo non deve distogliere l’attenzione dalla gravità del fatto, ma deve farci interrogare sulla direzione che stanno prendendo i nostri ragazzi, che rappresentano il futuro e la parte più preziosa della nostra società.
Se eventi del genere provocano scalpore, e “fanno notizia”, vuol dire che la stragrande maggioranza della società stigmatizza e prende le distanze da simili comportamenti. E qui non parliamo dell’“opinione pubblica” tout court, né tantomeno del tritacarne mediatico dei social network (ne abbiamo lette tante in queste ore).
Parliamo del senso comune, del diritto naturale, dell’interpretazione del significato più intimo del fatto che l’essere umano sia un animale sociale…

La cosa che sconcerta è che la tragedia di Willy non sia stata abbastanza per comprendere la gravità e la potenziale pericolosità di usare le mani, e i piedi – educati o meno alle arti marziali – per dirimere controversie per giunta di poco conto, riconducibili a… “futili motivi”.

C’è chi punta il dito contro le famiglie, ma seppure la famiglia, come cellula fondamentale della società, effettivamente ha il ruolo più importante nell’educazione dei figli, sappiamo bene tutti che la loro formazione dipende anche dalla scuola, dalle frequentazioni, dai “miti” del momento.

Questa sera i poliziotti potrebbero venire a casa nostra perché nostro figlio è stato coinvolto in una situazione del genere.
Non limitiamoci a sperare, umanamente, di non essere al posto dei genitori di Lorenzo C.
Auguriamoci soprattutto di non trovarci al posto dei genitori di Lorenzo Farina e Christian Marozza.
Non preoccupiamoci dell’inevitabile conseguente “gogna mediatica”, preoccupiamoci piuttosto della correzione di determinati valori, soprattutto di fronte a giovani la cui maggiore età, evidentemente, non è garanzia di posatezza…

Intanto la città di Colleferro torna nuovamente alla ribalta delle cronache nazionali per un pestaggio.
E se qualcuno a settembre ha pensato che la città sia stata solo “teatro” della tragedia (di Artena gli aggressori e di Paliano la vittima), oggi si rende conto che il “campanile” non è dirimente.
E non si creda che Colleferro sia una città peggiore delle altre, meno sorvegliata e quant’altro.
Ricordare qui fatti analoghi accaduti in altre città, suonerebbe come un “mal comune, mezzo gaudio” sul quale non vogliamo appiattirci.
La patologia è trasversale, sia geograficamente che dal punto di vista del livello socio-economico.
Va curata con la cultura, e non solo quella della legalità…

Sul fronte delle indagini, gli investigatori della Polizia – che tutt’ora presidiano il luogo del pestaggio – stanno ricostruendo quanto avvenuto prima, durante e dopo l’aggressione.
Lo stanno facendo raccogliendo le testimonianze e vagliando i video delle telecamere di videosorveglianza della zona.
Anche dai telefonini degli aggressori, sequestrati – insieme agli abiti indossati durante il pestaggio – gli inquirenti sperano di trovare elementi utili alla ricostruzione dell’accaduto e non si esclude che possano essere acquisite ed utilizzate anche riprese eventualmente effettuate dai passanti.

 

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