Colleferro. Parte bene l’iniziativa “Letti al Bar” dell’Assessorato alla Cultura con “Il Principe che spostava le colline – Antonello Ruffo di Calabria” [FotoeVideo]

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COLLEFERRO (RM) – Presentato nel pomeriggio di Venerdi 13 Gennaio, nell’ambito dell’iniziativa promossa dall’Amministrazione Comunale “Letti al Bar”, presso l’insolita location del “Boccon di Vino” in Via Petrarca a Colleferro, il libro di Giusy Colmo, dal titolo “Il Principe che spostava le colline – Antonello Ruffo di Calabria”, Castelvecchi Editore.

L’autrice, torinese di nascita, romana d’adozione, laureata in lettere, giornalista e responsabile della comunicazione presso l’Auser, associazione per l’invecchiamento attivo che, con il nostro Sindaco Pierluigi Sanna in veste straordinaria di relatore, ha dato vita ad una presentazione avvincente, appassionata e di grande interesse che ha coinvolto il pubblico presente.

È una formula innovativa, con la quale l’Assessorato alla Cultura, tramite le esperienze d’autore, la valorizzazione degli scrittori emergenti e la passione per le buone letture, intende promuovere la cultura nella nostra città.

«Siamo molto soddisfatti della qualità di questo primo incontro e della partecipazione da parte dei cittadini – ha affermato il Sindaco ed Assessore alla Cultura Pierluigi Sanna -. Questo format rappresenta un modo diverso di leggere un libro e commentarlo, in un luogo diverso dalla biblioteca.
Sorseggiare una buona tazza di tè o di caffè ascoltando la presentazione di un libro e commentarlo insieme all’autrice Giusi Colmo è stato un vero piacere.
Per un momento abbiamo lasciato i problemi quotidiani fuori dalla porta. Ringrazio, naturalmente, Boccon di Vino per la calda ospitalità».

Il libro è la vita straordinaria di un principe, ma soprattutto di un uomo di grandi idee, un creativo geniale , un aristocratico fuori dagli schemi, figlio ribelle di uno dei più antichi casati italiani e fratello maggiore di Paola di Liegi, regina del Belgio.

Un incontro fortuito nella Pasqua del 2012 tra l’autrice ed il Principe Antonello Ruffo di Calabria, che decide di consegnare ad una giovane sconosciuta la sua incredibile ed avventurosa vita, ricca di successi, ma anche di tante sconfitte.

Le sue idee hanno prevaricato i tempi e si concretizzano inizialmente con l’ammodernamento dell’azienda agricola di famiglia, denominata la Selva di Paliano.
Ma il suo sogno è dare vita ad un grande parco e nel 1974 la grande svolta: nasce il Parco Naturale La Selva, primo parco ornitologico italiano,popolato da circa 200 specie di volatili esotici, che in breve diviene luogo frequentato da milioni di visitatori. In un periodo dove si parla solo di espansione industriale, Antonello Ruffo di Calabria ha ben chiara la necessità di salvaguardare quel luogo magico.
Egli investe capitali ingentissimi, mobilita un esercito di ruspe, sposta colline, scava laghi, pianta milioni di alberi. Prevede anche la costruzione di una ferrovia privata della lunghezza di sei chilometri per far transitare i suoi treni a vapore che sono la sua passione.
Il parco diviene luogo di incontro di artisti, scrittori e pittori che lo frequentano per anni e nel 1984 si girano alcune scene del film “Non ci resta che piangere” con R. Benigni e M.Troisi.

Purtroppo, come spesso accade, anche le idee più lungimiranti falliscono…. e l’anno 2003, segna la fine del Parco Naturale La Selva, tante le motivazioni, in primis i forti debiti accumulati, ma anche il tracollo economico del territorio. Da allora e per lunghi anni il degrado ha preso il sopravvento con il pericolo costante di una cementificazione selvaggia, scongiurato solo nel 2009 con l’acquisizione, da parte della Regione Lazio, dell’area del parco ed è iniziato un percorso di recupero che ha portato all’istituzione del Monumento Naturale Selva di Paliano e Mole di Piscoli”.

Un libro da leggere con attenzione non solo per approfondire la figura del Principe Antonello Ruffo di Calabria e della sua famiglia, ma soprattutto per riscoprire la storia del nostro territorio e del suo patrimonio naturalistico da amare, tutelare e salvaguardare .

Noi tutti cittadini del territorio siamo legati al “La Selva”. Ha rappresentato per anni un’attrattiva turistica unica con i suoi prati, i suoi laghetti che al tramonto si tingevano di rosso ed i sentieri odorosi di aromi mediterranei, ed in ognuno di noi è grande il desiderio che ritorni il luogo incantato che era, punto d’incontro tra arte e natura, tenendo presente che rappresenta la grande eredità di un uomo che ha saputo trasformare le sue idee in realtà!

Eledina Lorenzon

 

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