Colleferro. “NO alla Guerra in Ucraina”. Il “Popolo della Pace” è sceso in Piazza Italia con i Sindaci di Colleferro, Labico, Montelanico, Segni e Zagarolo

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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Domenica 27 Febbraio a Colleferro tante persone di ogni età, bandiere e striscioni colorati, sono scesi in Piazza Italia per dire “No alla Guerra” e partecipare al Presidio della Pace, organizzato dall’Anpi La Staffetta Partigiana di Colleferro, cui hanno aderito le sezioni Anpi Labico “Raffaele Aversa e Camilla Ravera”, Anpi Palestrina, Anpi Velletri “Edmondo Fondi” e Anpi Zagarolo “Antonio Fabrini” e le associazioni: Cornelia, Crescendo Insieme, Cuori in Ballo, Emergency Colleferro, Circolo Legambiente Anagni, Oltre il ponte, Pax Christi – Punto Pace Velletri – Segni, Resta, Scaffale ambientalista, Arci ’Na Radice, APS-Socialmente Donna, Retuvasa, Cgil di Roma e Roma Sud Pomezia Castelli, la Chiesa Evangelica Valdese di Colleferro, le Parrocchie dì Colleferro, la Comunità del Movimento dei Focolari della Diocesi Velletri-Segni.

Erano presenti i Sindaci: Pierluigi Sanna – Colleferro, Danilo Giovannoli – Labico, Sandro Onorati – Montelanico, Piero Cascioli – Segni ed Emanuela Panzironi – Zagarolo. Presenti anche i componenti di Giunta e Consiglio Comunale di Colleferro.

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Amalia Perfetti – Presidentessa della locale sezione Anpi, nel suo breve intervento ha ringraziato quanti hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa per testimoniare il rifiuto deciso alla guerra e alla violenza e quanto sia importante fare sempre più rete sul territorio.
Un percorso, che ricordiamo, è iniziato il 5 Settembre 2021 con la manifestazione “In Cammino Verso”, sensibilizzando contro ogni forma di violenza ed operando per la giustizia sociale.

Intenso è stato l’intervento del Sindaco Pierluigi Sanna che ha sottolineato come l’escalation delle tensioni fra Nato e Russia ai confini dell’Ucraina, abbia oggi portato alla dichiarazione di una guerra rifuggendo la via del dialogo.
La mobilitazione nella città di Colleferro, come quelle che si stanno attuando in tante città italiane e nell’Europa tutta, vuole essere il rifiuto delle logiche di potere e dominio che portano a tragici sacrifici di vittime sempre più civili, oggi in Ucraina, ma in molti parti del mondo si registrano conflitti spesso ignorati, forse perché lontani da noi, concentrati per lo più in Africa.

Amalia Perfetti ha poi introdotto le letture, che hanno costituito il fil rouge dell’evento.
Emozionanti e coinvolgenti i messaggi letti dai bambini e dalle bambine dell’Azione Cattolica della Parrocchia S. Barbara che chiedevano pace, amore, sorellanza e fratellanza, ma soprattutto speranza che le armi tacciano ed in Ucraina si torni ad una vita serena e che i bambini possano rientrare a scuola e giocare nelle vie e piazze delle loro città. Altri giovani studenti hanno dato vita ad un momento di grande intensità alzando verso il cielo le loro manine di cartoncino chiedendo pace, pace, pace!

Anche i vari rappresentanti delle Associazioni o semplici cittadini hanno arricchito con le loro letture la mattinata: dalla poesia di Wisława Szymborska al pensiero di Gino Strada sulla Guerra, dagli stupendi versi della canzone argentina “Solo le pido a Dios” (Solamente chiedo a Dio) scritta nel 1978 da León Gieco al testo di due lettere scritte dagli alunni della Scuola Media Albio Tibullo di Zagarolo indirizzate ai presidenti Biden e Putin, principali protagonisti di una guerra senza senso, dalla poesia di S. Quasimodo “Uomo del mio tempo” al messaggio di Papa Francesco che indica la pace come il solo cammino di speranza ed invita tutti a deporre le armi, perché “la guerra è un fallimento della politica e dell’umanità, una resa vergognosa, una sconfitta di fronte alle forze del male”.

Un lungo applauso della piazza ha segnato la fine della manifestazione, che prevederà, come ha anticipato Amalia Perfetti, ulteriori momenti di condivisione perché, mai come ora, dobbiamo impegnarci per la pace con il fermo richiamo ai principi fondamentali della nostra Costituzione che all’art. 11 enuncia: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa della libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace”.