Colleferro. Nella Chiesa di San Bruno, l’ultimo saluto all’Isp. Sup. Giuseppe Rubino della Polizia di Stato

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COLLEFERRO «Era una persona buona, una persona gentile…». Lo ha detto Don Nando Brusca che ha officiato in una gremita Chiesa di San Bruno, le esequie dell’ispettore superiore della Polizia di Stato Giuseppe Rubino.

A soli 53 anni, un malore, un’emorragia cerebrale, non gli aveva dato scampo, venerdì scorso mentre era in servizio presso il Commissariato di Colleferro [qui l’articolo •>].

Il drammatico evento ha lasciato sgomenti la moglie Ornella, la famiglia, i colleghi, noi della stampa e la città intera.
Una città che oggi, nell’ultimo saluto, si è stretta intorno alla sua salma.
C’erano il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, il Sindaco di Artena Felicetto Angelini, il Commissario Capo Angelo G. Vitale, Dirigente del Commissariato di P.S. di Colleferro, il Vice Questore Aggiunto Paolo Gigli che ha declamato alcune letture della SS Messa e che è stato predecessore di Vitale, il Cap. Ivan Cesare, Comandante la Compagnia della Guardia di Finanza di Colleferro, e poi ancora rappresentanti dei Carabinieri, dei Vigili del Fuoco, della Polizia Locale e delle Associazioni d’Arma.
Alle spalle dei quattro agenti, schierati intorno alla bara sulla quale era steso il vessillo della Polizia di Stato, c’erano tantissime persone: parenti, colleghi, amici e tantissimi concittadini che hanno voluto essere presenti, nonostante il caldo all’ultimo saluto per Giuseppe.
Una persona buona. Una persona gentile.

Nel salutare l’amico Giuseppe Rubino anche noi della Redazione e della Direzione di CronacheCittadine.it, ci uniamo idealmente alle parole pronunciate all’altare dall’Isp. Sup. Sost. Uff. Massimo Bruni.

«Caro Giuseppe
sono ben oltre vent’anni che ti conosco e un amico come te non si può dimenticare: un amico come te si ricorda tutti i giorni a tutte le ore perché sono quelli come te a rendere bella l’amicizia, a far sentire speciali le persone che amano, a dar valore anche alla singola ora passata assieme.
Un amico come te insomma è per sempre, e se dovessi scegliere di tornare indietro e rivedere una persona importante, ebbene, Caro Giuseppe, quella persona saresti tu.
Sì perché sei tu che più di ogni altro mi manchi.

Ma non voglio abbattermi e non demordo: me lo hai insegnato tu. Mi dicevi sempre di guardare la vita con il sorriso e con la speranza, di viverla a pieno perché in fondo prima o poi tutto finirà.
E allora vivrò così sorridendo e divertendomi, affinché ogni mia risata permetta al tuo volto di risplendere sul mio.

Ti ringrazio per tutto ciò che abbiamo condiviso, ma soprattutto voglio esprimere gratitudine per aver avuto il privilegio di conoscerti, di essere stato tuo amico.
Ti voglio bene
Ciao Giuseppe».

R.I.P.

 

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