17 Maggio 2026
Città Metropolitana di Roma

Colleferro. Nella Biblioteca Comunale, in scena la “Festa della Liberazione 1945-2025, Nel segno della Libertà”, organizzata da Anpi La Staffetta Partigiana

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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Grande successo a Colleferro per la “Festa della Liberazione 1945-2025, Nel segno della Libertà”, organizzata da Anpi La Staffetta Partigiana alla Biblioteca Comunale di Colleferro, con la presenza dei banchetti informativi di Anpi, Emergency Colleferro, Spi Cgil Lega Valle del Sacco con materiali per i 5 referendum che vedranno i cittadini andare alle urne l’8 e 9 Giugno e raccolta fondi Emergency per Gaza a cura degli studenti del Liceo G. Marconi di Colleferro.

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A dare il via alla kermesse pomeridiana sono stati gli interventi del Sindaco Pierluigi Sanna e di Amalia Perfetti, i quali hanno ribadito l’importanza della giornata: una data fondamentale della storia italiana, poiché coincide con la fine del ventennio fascista e la liberazione dai nazisti, avvenuta appunto il 25 Aprile 1945, insieme alla fine della seconda guerra mondiale.

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La “Festa di Liberazione”, fu istituita su proposta del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il 22 aprile 1946 da Re Umberto II che emanò un decreto: “A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale”. La ricorrenza venne celebrata anche negli anni successivi, ma solo nel 1949 è stata istituzionalizzata come festa nazionale, insieme al 2 giugno, festa della Repubblica.

Tanti sono stati gli interventi che si sono susseguiti nel corso del pomeriggio, tutti seguiti con grande interesse da un pubblico numerosissimo e caloroso.

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Aldo Pavia – Vice Presidente Aned-Etsi – i cui aderenti sono i sopravvissuti allo sterminio nazista, i familiari dei deportati e coloro che, dichiarando di accettare tutti i valori della lotta contro il nazismo e contro il fascismo, della guerra di Liberazione e della Costituzione, si impegnino ad attuare le finalità dell’Associazione, ha dedicato il suo intervento agli “Ottant’anni dalla liberazione. Storia di un’Italia che scelse di resistere”, uno spaccato per raccontare la Resistenza italiana e soprattutto romana, una resistenza che ha rappresentato un fenomeno plurale con la partecipazione di partigiani comunisti, socialisti, azionisti, cattolici, liberali, monarchici, anarchici, non solo uomini armati, ma anche semplici cittadini animati dal desiderio di rendere libero questo Paese, recuperando valori calpestati dalla dittatura per oltre un ventennio e renderle la dignità che meritava.

Ad Agnese Rossi – Vice Presidente Anpi La Staffetta Partigiana – è spettato il compito di illustrare il lancio di una ricerca e documentazione sulla “Resistenza territoriale”, tematica che oggi sta assumendo sempre più rilevanza anche alla luce delle ultime ricerche e testimonianze. Una rete di lotta partigiana molto attiva e presente che, purtroppo, sembrava essersi persa, ma che faticosamente e con grande impegno da parte dell’Anpi e intellettuali, giornalisti e scrittori dei paesi a sud di Roma sta cominciando ad emergere dall’oblio.
Ricordiamo il libro di Roberto Salvatori “Guerra e Resistenza a sud di Roma” che offre, ad oggi, la più informazione del movimento partigiano che settanta anni fa si sviluppò sui monti Prenestini e nell’alta Valle del Sacco.

Emozionante è stata la testimonianza di Venanzio Ricci, figlio di “Domenico Ricci, partigiano, martire delle Fosse Ardeatine, con la sua testimonianza sulla storia e sui ricordi legati al padre: una memorie che vive”, unitamente al reading di e con Ilaria Patania dedicato a questo “eroe” della Resistenza, ricostruita attraverso i ricordi della moglie.
Un momento di grande intensità e di i riflessione e memoria, affinché il sacrificio di coloro che hanno dato la vita per la nostra libertà sia ricordato.

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Quanto mai coinvolgente è stato l’intervento di Elena L. Pasquini, giornalista, esperta di interventi umanitari e conflitti, cooperazione internazionale e sviluppo. Si è occupata di politiche agricole globali. Da oltre vent’anni collaboratrice di testate italiane ed internazionali, tra cui Il Messaggero e Avvenire, già corrispondente per il gruppo editoriale Devex.

Ha seguito, negli anni, numerosi conflitti, in particolare in Africa, ma anche in Kosovo, sempre con la stessa determinazione nel volere raccontare i fatti con impegno e professionalità, convinta che solo un’informazione libera può essere utile al fine di contrastare la propaganda e la disinformazione.

In libreria con il suo libro “La Meccanica della Pace” edito da People nella Collana Storie (2022) la giornalista esprime la sua convinzione che la pace si può realizzare investendo su processi di pacificazione affrontando il problema alla radice e cercando una fondamentale negoziazione tra le parti.

Nel suo intenso intervento ha parlato delle tante guerre che insanguinano l’Africa , guerre troppo spesso dimenticate dai media, una particolare attenzione ha rivolto alla guerra ebreo-palestinese. Un pensiero forte ha rivolto “alle donne africane che sono lì, dove si combatte e si subisce la guerra.
È lì tra la gente, nella società civile, che le donne tessono o forse ricamano, con punti stretti e pazienti, quella pace che una firma da sola, non garantisce” come scrisse in un articolo del .2024.

A chiudere un pomeriggio davvero intenso il reading “Io voglio andare a fare la partigiana . Canzoni, voci e donne ribelli della Resistenza” , uno spettacolo portato in scena da tre fantastiche interpreti: Caterina Comingio, Carlotta Del Bianco, che cura anche la regia, e Anna Garano, alla chitarra.

Essenziale la scenografia: una chitarra, un tavolo, garofani rossi e libri, che nella nostra biblioteca davvero non mancano, un manichino da sarta, un cestino ed una vecchia radio a valvole in primo piano a rappresentare lo studio radiofonico di Bari, quello da cui la scrittrice Alba De Cespedes trasmetteva, nel dicembre 1943.

Hanno quindi preso l’avvio una serie di letture sceniche per raccontare la storia di tante altre donne: madri, figlie, nipoti, nonne. Donne che hanno dato la vita per la Libertà, per la Resistenza. Il reading è un susseguirsi di racconti tratti dai diari delle partigiane di piccoli e grandi paesi della nostra terra, ma anche poesie e canzoni, romanzi resistenti per riallacciare il filo della memoria con quegli anni tragici, intensi e ripercorrerne le tappe: dalle prime formazioni partigiane al referendum del 2 giugno ‘46, dalle donne della Costituente sino ai giorni nostri. E’ il racconto della determinazione delle donne nella lotta partigiana, la fatica per un riscatto dall’universo maschile nella vita pubblica e privata, i sogni di un futuro migliore per loro ed un lascito per le nuove generazioni, affinché guardando al passato, sappiano trovare la determinazione e la forza di lottare per la libertà, e non considerare mai scontati i traguardi raggiunti, ma sapere essere sempre vigili per mantenere sempre fresco il fiore della libertà.