Colleferro. Incontro conclusivo del progetto “Un ponte verso la scuola media: incontriamoci”. Il testo scelto era “I fiori di Kabul” di Gabriele Clima
COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Venerdì 2 Febbraio, al Teatro Vittorio Veneto di Colleferro si è tenuto l’incontro conclusivo del progetto “Un ponte verso la scuola media: incontriamoci”, che ha come finalità quella di favorire la lettura e la riflessione critica attraverso la lettura ed incrementare il confronto tra alunni, studenti e docenti appartenenti a diversi gradi di istruzione.
Il libro scelto dai docenti aderenti all’iniziativa per l’anno 2023/2024 è stato “I fiori di Kabul” di Gabriele Clima (2021) – editore Einaudi Ragazzi – ed ha visto la collaborazione della Libreria CC Catena e la partecipazione degli Istituti di Colleferro: Istituto Comprensivo “Margherita Hack” – Scuola Media Leonardo da Vinci le Classi 3B, 3C, 3F e 3G, accompagnati dalle Prof.sse Gisa Messina, Patrizia Colaiacomo ed Emanuela Briganti; Istituto Comprensivo Alfredo Vinciguerra le Classi 3A (Sez. Distaccata di Gavignano), 3B, 3C e 3E accompagnate dalle Prof.sse Monica Masiello, Serena Taraborelli, Donatella Piacentini, Azzurra Di Giulio, Letizia Ceraldi, Maria Carla Arrigo, Laura Colaiacomo, Flavia De Angelis e dal Prof. Luigi Bartolini; l’Istituto di Istruzione Superiore – Liceo Scientifico (1A e 1E), Classico (1S e 3S), con il Prof. Vincenzo Gentile, ideatore del Progetto anni fa, e le Prof.sse Sara Lanna, Laura Vinciguerra, Annalisa Santucci e Sara Trulli, che dal palco ha presentato lo scrittore e coordinato gli interventi delle classi partecipanti.
Era presente in sala anche il Dirigente Scolastico I.I.S. di Via della Scienze Antonio Sapone.
Il romanzo, le cui vicende si svolgono in Afganistan e precisamente a Kabul, racconta le storia di Maryam che, come tante altre ragazze afgane, ha un padre fedele alla tradizione ultraconservatrice diffusa nel Paese che nega alle donne ogni forma di libertà.
Nata da una storia reale, quella dell’attivista americana, autrice, viaggiatrice e produttrice di film che, nel 2010 fu la prima ad attraversare i 225 chilometri della valle del Panjshir, e che nel 2014 fu l’allenatrice della squadra di mountain bike femminile afgana ai giochi asiatici. Maryam ha 13 anni che rimane molto compita dalla forza e dal coraggio di queste ragazze che, sfidando il divieto di andare in bicicletta, hanno deciso comunque di pedalare, fare sport in pubblico, uscire di casa solo se accompagnate e si unisce a loro.
Maryam anno dopo anno prende consapevolezza della sua situazione, del suo desiderio di libertà così da decidere di ribellarsi ed intraprendere un cammino che può portare al cambiamento: «Una piccola rivoluzione silenziosa attraverso uno dei Paesi con la più alta discriminazione di genere».
Abbandona la sua casa, la sua vita per intraprendere un nuovo cammino in nome della libertà: «Kabul non si vedeva, ma era lì, da qualche parte, in quella direzione o in altre mille, dipendeva soltanto dalla via che avrei scelto di seguire. E ce n’erano tante da percorrere. Presi un respiro, poggiai i piedi sul pedale. E mi misi in strada».
Un incontro emozionante e coinvolgente nel quale gli alunni delle scuole medie e studenti del Liceo hanno dialogato con lo scrittore sulle tematiche del libro con specifiche domande di approfondimento.
Si è parlato di sfide, di etica, di libertà, di diritti umani e di discriminazione.
Tante anche le curiosità su come nasce un romanzo e la necessità di tradurre in parole le immagini, la differenza tra la prosa che racconta in tantissime parole una storia, mentre la poesia la condensa in poche, la bellezza della fotografia che attraverso uno scatto è capace di comunicare una vicenda diversa per ogni persona, modi diversi per coinvolgere e far riflettere «sui vari ambiti del pensiero antico e moderno, cercando di comprendere la complessità del nostro tempo».
In risposta alla domanda di una studentessa se ci fosse un futuro per l’Afganistan, Gabriele Clima ha risposto che sicuramente c’è un futuro per questo Paese, ma il suo futuro dipende anche da noi che possiamo aiutare l’Afghanistan attraverso , non soltanto aiuti economici sovvenzionando le varie associazioni umanitarie che lì operano, ma anche grazie ad una sensibilizzazione costante sulle sue problematiche politiche, sociali ed economiche.
«Questo incontro “è già fare un qualcosa” perché noi siamo un tamburo, più battiamo su questo tamburo e più la nostra voce arriva all’opinione pubblica globale, facciamo arrivare la nostra voce direttamente in Afghanistan affinché la popolazione senta che il mondo parla di loro e da questo acquisiscano forza e consapevolezza».
Ha poi sottolineato come sicuramente il futuro in Afghanistan dovrà passare necessariamente attraverso una rivoluzione culturale, non solo politica, il Paese è indietro dal punto di vista dell’ evoluzione storico-sociale e deve avere il tempo di sedimentare i valori di democrazia che noi abbiamo fatto nostri. Occorrerà un tempo ed un percorso molto lungo, ma sicuramente l’Afghanistan cambierà anche grazie a quello che stanno facendo i ragazzi e le ragazze afghane.
L’autore, dopo un lungo e caloroso applauso, ha concluso la sua presenza autografando le copie del libro di ognuno dei ragazzi. ,
Gabriele Clima è scrittore, illustratore e formatore, ha pubblicato moltissimi libri per diverse fasce d’età. Nel 2017 ha vinto il Premio Andersen con “ Il sole fra le dita, nel 2018 è stato candidato al premio Strega Ragazzi con La stanza del lupo, e ha vinto il Premio Minerva Letteratura e impegno civile con Continua a camminare.
Nel 2021 ha vinto il Best Children’s Book Price del Banco del Libro Venezuela con La stanza del lupo (miglior libro straniero). Nel 2020 è stato candidato al premio Campiello Giovani con Fiori di Kabul e nel 2021 al premio Bancarella Ragazzi con Fiori di Kabul e Alibel, la Malastriga .






















