Colleferro. In una conferenza in Sala Ripari presentato il volume “Il complesso cimiteriale paleocristiano di Colle San Quirico (Paliano)”

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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – È stato presentato nel pomeriggio di Sabato 25 Giugno, in Sala A. Ripari di Colleferro, il libro dal titolo “Il complesso cimiteriale paleocristiano di “Colle San Quirico” presso Paliano (Frosinone) – Contributo alla conoscenza di un agglomerato secondario nella tarda antichità” scritto a quatto mani da Vincenzo Fiocchi Nicolai – Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana ed Angelo Luttazzi – Direttore Scientifico del Museo Archeologico Comunale di Colleferro.
Il volume è edito dal Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, Città del Vaticano.

Erano presenti, oltre agli autori, il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, la Vice sindaco e Assessora alla Cultura del Comune di Paliano, Valentina Adiudori ed il Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra (P.I.A.C.) Mons. Pasquale Iacobone.

In Aula erano presenti anche l’Ass. Francesco Guadagno, i Consiglieri comunali Luigi Moratti e Umberto Zeppa, il Vice Presidente del Consiglio Metropolitano Roberto Eufemia, il Vice Presidente Unitre di Colleferro Leonello Bianchi con il Direttore dei Corsi Luigi Frattolillo, la Consigliera Pro Loco città di Colleferro Anna Maria Bianconi, la Famiglia Proietti, proprietaria del terreno, alla quale è affidata la custodia, a titolo volontario, della catacomba, ed un folto pubblico.
Al Dott. Luttazzi è spettato il compito di presentare i relatori e coordinare gli interventi.

Come ha ben illustrato Mons. Iacobone nel suo intervento, la competenza sulle catacombe relativamente a tutela, scavo e conservazione, è della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, istituita da Pio IX nel 1852 e successivamente accolta nella Legislazione Italiana con il Concordato del 1929 e con l’aggiornamento dello stesso nel 1984, dove all’art. 12 è sancita la competenza della Santa Sede sulle catacombe cristiane.
Ha poi aggiunto come proprio in questi giorni è stata pubblicata la riforma della Curia Roma e Papa Francesco, proprio alla Commissione, ha dato un ulteriore specifico compito: quello di “studiare conservare, tutelare e valorizzare le catacombe cristiane in Italia, in cui le testimonianze di fede e di arte delle prime comunità cristiane continuano a trasmettere a pellegrini e visitatori il loro profondo messaggio”.
Intendendo che prima di qualsiasi attività oggi la Commissione debba mettere in atto, deve necessariamente partire da una piattaforma di studi sui documenti antichi, sugli studi già fatti ed intervenire così con competenza e nella maniera più adeguata sul monumento oggetto di intervento, che poi si esprime in un determinato tipo di restauro, in una tipologia di intervento conservativo, in una certa valorizzazione che porta ad un tassello importante nella storia, non solo in quella del cristianesimo primitivo, ma soprattutto un tassello nella storia locale per ricostruirne l’identità.

La Vice Sindaca di Paliano Adiutori ha evidenziato come nel corso dei decenni non si siano intraprese azioni necessarie per tutelare il Complesso cimiteriale paleocristiano di Colle San Quirico, e partendo proprio da questo incontro, ha preso l’impegno come istituzione «affinché questo luogo possa diventare un luogo di conoscenza, di studio e soprattutto fruibile e restituibile alla collettività perché c’è necessità di radici e di storia».

Intensi sono poi stati gli interventi degli autori:
Vincenzo Fiocchi Nicolai, da anni appassionato studioso dei monumenti paleocristiani del Lazio in rapporto con le trasformazioni delle città e del territorio nella tarda antichità e nell’alto medioevo, argomento cui ha dedicato numerosi articoli e alcune monografie;
ed Angelo Luttazzi che, fin dagli anni giovanili, si è dedicato con passione alla ricerca e allo scavo sul nostro territorio.

Nella loro relazione hanno tracciato, la storia della scoperta del monumento, a seguito dell’apertura di una cava di pozzolana, nell’aprile 1912, in un terreno di proprietà di Fabrizio Colonna, prospiciente la Via Prenestina, all’altezza dell’attuale km. 48,600, dei vari interventi che, sin da subito, vennero messi in atto a tutela del cimitero cristiano, ma che purtroppo non riuscirono a preservarlo da atti vandalici di inaudita gravità, tanto da far dire a Vincenzo Fiocchi Nicolai che questo è “uno di quei casi emblematici di come il genere umano si possa accanire su un monumento, veramente quello che è successo a questa catacomba di Paliano ha dell’incredibile”, nonostante l’accesso fosse particolarmente difficile ed impervio.

L’intento del libro è quello di ricostruire, attraverso uno studio accurato e dettagliato, grazie anche alle numerose foto di repertorio, la situazione del monumento al momento della scoperta, dando così l’idea di come si presentasse nell’antichità, la descrizione dei materiali, tante le epigrafi, che si sono trovati e che hanno permesso di datare l’insediamento, che  si compone di tre nuclei posti a differenti livelli rispetto al banco tufaceo, tra il IV e il V secolo e che doveva servire una comunità abbastanza ampia.
I materiali recuperati sono in mostra presso il Museo Archeologico del Territorio Toleriense di Colleferro.

La scrittura scorrevole e la facilità di linguaggio rendono la pubblicazione accessibile ad un pubblico appassionato di archeologia, desideroso di approfondire le tematiche legate ai reperti presenti sul territorio, ricordiamo anche le Catacombe di S. Ilario, antico cimitero paleocristiano alto medievale tra i più importanti nel Lazio, situato nella valle di Sant’Ilario (250 m sul livello del mare), nei pressi del Km 46 di via Casilina, costituito da Catacombe, scavate probabilmente tra la fine del IV secolo e l’inizio del V, sito anch’esso in totale abbandono.

A conclusione della conferenza, è intervenuto il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna il quale ha sottolineato come la politica e la sensibilità verso lo studio, la salvaguardia e la tutela del patrimonio storico e culturale del territorio sia fortemente aumentata ed oggi si pongono in essere azioni sempre più mirate e collaborazioni tra i diversi Comuni proprio in questa ottica.

Riallacciandosi a quanto Marco Santagata, italianista di altissimo livello, espresse in un suo intervento all’Università La Sapienza che “non dovevamo amministrare il patrimonio culturale ed artistico soltanto per far contenta una piccola élite di cittadini, auto dichiaratisi portatrice della conoscenza a prescindere, né tantomeno per far contente le agenzie turistiche che contavano il profitto in base all’occupazione dei ristoranti o dei posti letto nel week end” ha ribadito come unico obiettivo del percorso in atto “sia il miglioramento della qualità della vita delle città e delle comunità che le abitano”.

Approfondimento quindi delle conoscenze per un attento e culturale turismo di vicinanza, che abbiamo riscoperto anche a causa della pandemia che ci ha colpito, e che potrebbe portare ad un futuro sviluppo economico per tutto il territorio, “basato anche su rapporti di fraterna collaborazione tra tutte le amministrazioni comunali interessate”, anche in vista del prossimo Giubileo del 2025, facendoci trovare pronti con un’offerta turistica di qualità!