Colleferro. Importanti incontri con gli scrittori all’Istituto di Istruzione Superiore di Via delle Scienze (Liceo Marconi)

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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Due importanti incontri con scrittori del panorama culturale italiano hanno caratterizzato il mese di Novembre per gli studenti dell’Istituto di Istruzione superiore di Via delle Scienze di Colleferro.

Il primo, svoltosi il 22 Novembre nell’ambito del progetto “Persefone e i figli del male” – che intende sviluppare un dialogo tra le materie umanistiche e scientifiche su tematiche di grande attualità che investono la società moderna – ha visto protagonista lo scrittore Maurizio Cotrona ed il suo libro “Il figlio di Persefone” Elliot Editore.
Ad introdurre l’autore il responsabile del Progetto Prof. Vincenzo Gentile con i docenti: A.M. Cesaritti, M. Coira, C Rossi, M. Saccucci, A. Santucci e L. Zaghi ed ha interessato gli studenti delle classi 2^E, 3^T, 4^C, 4^F, 5^F e 5^T.
Presente il Dirigente Scolastico Prof. Antonio Sapone.

Nella già vasta letteratura sull’Ilva di Taranto, questo libro offre un diverso approccio alle problematiche del polo siderurgico, dialogando tra un lontano passato di cui restano le vestigia in un “santuario della sorgente” proprio dedicata a Persefore, ed un presente dove incombe il mostro a cui tutto è sacrificabile, anche la salute dei cittadini tarantini.
“Il figlio di Persefone” è la storia di due fratelli determinati a far chiudere l’Ilva di Taranto. In un’ambientazione mutevole – che tocca le coste ioniche, popolate dai miti della civiltà magno-greca, l’area industriale e i paesaggi metropolitani – si svolge l’iniziazione all’amore e all’odio di Giulio e Alessandro. Nelle loro fantasie infantili identificano lo stabilimento siderurgico con Ade, il signore degli inferi tornato sulla terra, le cui propaggini abbracciano, asfissiandola, la città che lo aveva accolto speranzosa.
È lui il mostro che ha rapito la madre, dolce e dolente come una moderna Persefone, e fatto nascere Giulio con una menomazione al braccio. Ma ha anche dato ad Alessandro un talento che potrebbe trasformarlo nel suo più pericoloso nemico, l’unico in grado di distruggerlo. Queste fantasie crescono con i fratelli, seguendoli nell’età adulta, fino alla resa dei conti.
Un romanzo dallo stile lieve ma affilato, nel quale l’autore trasfigura la nostra società attraverso un’immaginazione che si nutre di miti millenari per parlare di speranze e inquietudini contemporanee.

L’autore, dopo una profonda riflessione soprattutto sul mito di Persefore, rapida dal dio Ade e costretta poi a vivere parte dell’anno sulla terra e parte negli inferi, con grande disponibilità ha risposto alle tante domande degli studenti che, con grande interesse, hanno interagito su una tematica davvero non facile e che in queste settimane occupa le prime pagine dei quotidiani.

Martedì 26 Novembre, è stato invece dato il via al Progetto Libri Liberi, lo storico torneo di lettura a squadre giunto alla sua undicesima edizione.
Il tema scelto quest’anno “Diventare adulti: crescere oltre il buio”, incentrato sulle problematiche legate alla crescita adolescenziale ed in modo particolare alla formazione della persona, nella piena consapevolezza ed accettazione delle fragilità ed insicurezze.
Il primo incontro del progetto è stato con Tommaso Fusari, ed il suo “Quello che non siamo diventati”, edito da Mondadori.
Ad introdurre il progetto e l’autore, alla presenza del Dirigente Scolastico Prof. Antonio Sapone, la Prof. Annalisa Santucci con i docenti S. Lanna, C. Santelli, M. Saccucci, R. Mataloni, R. Cipriani, L. Vinciguerra.
Sono state interessate le classi 3^A, 2^F, 3^L, 2^S, 3^S e 4^S.

Simpatico e travolgente l’approccio con l’autore, classe 1992, che ha apertamente dichiarato di amare fortemente Roma, da cui trae spunto per i suoi romanzi, ricordiamo che il suo libro d’esordio, sempre edito per Mondadori, è stato “Tempi duri per i romantici”.

In “Quello che non siamo diventati” è narrata la storia di due fratelli Sara e Michael cresciuti sereni e inseparabili finché un tragico evento irrompe nelle loro vite, portandoli ad allontanarsi sempre di più, fino a divenire quasi insuperabile, una distanza fatta di frasi non dette, di rimpianti, di silenzi, di abbracci non dati… e quando sembrano perdersi definitivamente riescono, faticosamente a ritrovarsi e far entrare la luce nelle ferite della loro vita, trovando il coraggio di superare gli ostacoli e guardare con fiducia al futuro.

Un romanzo di formazione che ha dato spunto ad un dialogo intenso con l’autore, dimostrazione dell’interesse che il romanzo ha suscitato.

Prossimo appuntamento il 28 Gennaio con il romanzo “Come una notte a Bali” di Gianluca Gotto, edito per Mondadori.

 

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