Colleferro. Il plauso di una lettrice per lo straordinario lavoro svolto dall’ufficio servizi dimissioni pazienti fragili dell’Ospedale Parodi Delfino

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Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo la lettera di ringraziamento di una nostra lettrice al “Servizio Dimissioni dei Pazienti Fragili” dell’Ospedale Parodi Delfino di Colleferro.

Estate a Teatro

«Gentilissima redazione, mi chiamo F.C. e sono una parente stretta di un paziente che nelle settimane scorse ha purtroppo avuto la spiacevole situazione di ritrovarsi ricoverato per gravissimi problemi di salute presso l’Ospedale Parodi Delfino di Colleferro.

Una situazione che è precipitata dall’oggi al domani e che, senza dubbio, ci ha lasciati tutti senza parole: nella nostra famiglia non eravamo pronti ad affrontare quello che dal momento successivo al ricovero è successo!
E non parlo assolutamente solo della situazione clinica, umana ed affettiva, che abbiamo accolto con estremo dolore e con sconforto, ma di tutta una serie di informazioni dateci e apprese, decisioni da prendere velocemente, carte, documenti e autorizzazioni da fornire alla Asl e agli organi predisposti appunto per l’imminente trasferimento del nostro caro amato familiare fragile in una struttura idonea fuori dai reparti ospedalieri.

Dal momento in cui abbiamo appreso l’intera situazione, in casa non facevamo altro che chiederci da dove avremmo iniziato questo presunto iter burocratico necessario e fondamentale per poter, in futuro, dare al nostro malato un posto idoneo nel quale poter vivere dignitosamente e essere curato nel migliore dei modi.

Tutto questo per dire che, in prima persona e anche a nome di tutta la mia famiglia, sento il dovere di dover ringraziare le dottoresse del “Servizio dimissioni pazienti fragili” dell’Ospedale di Colleferro che mi hanno anzi, ci hanno guidati passo dopo passo in quella giungla caotica fatta di mail, contatti, recapiti, informazioni e iter burocratici; ci hanno consigliato e aiutato in un momento difficile nel quale non sapevamo neanche da dove iniziare, lo hanno fatto con gentilezza e umanità andando spesso anche oltre il loro ambito.

Con loro è stato fondamentale il dialogo perché lo ricordo, siamo al cospetto di pazienti terminali, con grandi disabilità e non autosufficienti.
Credo sia doveroso elogiare e ringraziare ogni singola dottoressa (credo tra l’altro che siano solo in due ma svolgono il lavoro per 10 persone) perché troppo spesso sentiamo parlare delle cose che non funzionano, della maleducazione e della grande insensibilità che talvolta medici e infermieri riservano ai pazienti e ai loro familiari ma in questo caso, un mio plauso, va diretto a questo meraviglioso servizio offerto in ospedale del quale, non lo nego, non avevo mai sentito parlare.

Spero che queste mie parole giungano non solo a tutto il team di questo piccolo ma grande ufficio ma anche a tutti coloro che si trovano nella stessa drammatica situazione nella quale ci siamo trovati noi e che riescano ad avere, anche loro, un valido aiuto umano e materiale.»

 

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