Colleferro. “Il Cielo degli Antichi”, interessante e ben riuscita iniziativa organizzata dal Museo Archeologico Comunale

Nola FerramentaNola Ferramenta

COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – È stato un grande successo di pubblico “Il Cielo degli Antichi”, iniziativa organizzata dal Museo Archeologico Comunale di Colleferro, in collaborazione con l’Associazione Cornelia – e con il Patrocinio del Comune, del Sistema Museale “Museum Grand Tour” e della Regione Lazio – che si è tenuta Domenica 12 Gennaio.

Ad aprire la manifestazione e presentare l’iniziativa, nella mattinata, sono stati il Direttore del Museo Angelo Luttazzi, il Consigliere comunale Luigi Moratti e Mario Silvestri, geologo ed esperto divulgatore scientifico che ha brevemente illustrato le finalità di “Stargate Planetarium”, nato nel marzo del 2019 per dare la possibilità, a studenti ed agli amanti dell’astronomia, di godere di un’esperienza unica.
Il planetario itinerante, installato a Colleferro, ha previsto l’utilizzo di una cupola di 6 mt di diametro e 4 mt altezza ed è ricostruzione della volta celeste quindi un cielo virtuale, ma molto realistico grazie ad una tecnologia laser 4K.

Due gli spettacoli proposti per la giornata il primo ha riguardato “Il Sistema solare”, con il sole ed i suoi movimenti apparenti tra solstizi ed equinozi, la stella polare, le costellazioni del nord e quelle tipiche del periodo, stelle, nebulose e galassie ed un fantastico viaggio tra i pianeti con video 3D sul sistema solare.
Il secondo, “Il Cielo degli Antichi” che ha dato il titolo alla manifestazione, è stato un autentico tuffo nello spazio completamente immersivo, alla scoperta del significato del cielo nel corso della storia dell’Uomo dalle costellazioni antiche e dai loro miti, ai fenomeni fisici che governano la vita delle stelle.

Emozioni a non finire per i giovani visitatori che con un po’ di timore si introducevano all’interno della cupola per prendere posto ed assistere a qualcosa di incredibile, accompagnati dalle narrazioni dal vivo di Giulia Botticelli e Mario Silvestri.

Pubblicità su Cronachecittadine.itPubblicità su Cronachecittadine.it

Ad accompagnare i visitatori e fornire informazioni logistiche, sono stati gli studenti dell’Itc “E. Gigli” di Valmontone – coordinati dalla Prof.ssa Benedetti – ed una rappresentanza di ragazzi dell’Associazione Crescendo Insieme, alla quale sarà devoluta una parte degli incassi.
Nel contempo l’Associazione Cornelia ha curato, con grande professionalità e passione, le visite guidate al Museo, gli ingressi al planetario ed i Laboratori per i bambini.

Nel pomeriggio due interessanti conferenze hanno visto la presenza di un pubblico numeroso ed attento.

Il Sindaco Pierluigi Sanna ha espresso la sua soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa che pone in rilievo l’opera di divulgazione e di coinvolgimento del Museo Archeologico che, con il suo “Elephas antiquus”, rappresenta un punto culturale di eccellenza.
Dopo il conferimento nel 2018 del titolo di “Colleferro Città della Cultura della Regione Lazio”, la città si appresta, nel 2021, a divenire “Città dello Spazio”, un evento a cui l’Amministrazione Comunale e la cittadinanza tutta deve prepararsi con grande impegno.

Il Direttore del museo Luttazzi ha brevemente esplorato il mondo delle popolazioni etrusche-italiche ed il loro modo di intendere i fenomeni che accadevano in cielo ed in terra associandoli alle divinità.
La parola guida del suo intervento è stata “Templum” una divisione dello spazio intesa come specchio del cielo.
Fin dai tempi più remoti le osservazioni ad occhio nudo del sorgere e del tramontare delle stelle brillanti vennero in qualche modo registrate, ma soprattutto gli allineamenti astronomici erano un modo di incorporare le conoscenze astronomiche nell’architettura, orientando gli assi o altri elementi significativi di templi o monumenti verso il sorgere o il tramontare del sole o di stelle brillanti e, molto spesso, la pianificazione urbanistica di molte città avvenne tenendo conto di criteri di orientamento astronomico.
Hanno fatto quindi seguito una serie di esempi di città che, alla luce di recenti studi, sono esempio di come lo schema del “templum celeste” sia stato utilizzato per la fondazione delle città antiche.

L’astrofisico Franco Leone (Space Event Organization), ha dedicato il suo intervento ad analizzare il cielo che vedevano gli antichi, una volta celeste decisamente libera da inquinamento luminoso e quindi ben osservabile.
Partendo da Stonehenge – il famoso circolo di grandi pietre che si trova presso Salisbury in Gran Bretagna – il viaggio è proseguito evidenziando le conoscenze degli Assiri ed Egiziani, e tutta una serie di ritrovamenti e di testimonianze di grande interesse che dimostrano come lo studio dei cicli terrestri fosse determinante nella vita dell’uomo antico e di come fosse connesso con la religione, le attività pratiche, quali la semina o il raccolto, ma anche con la struttura sociale ed il culto funerario e quindi, inevitabilmente, con la gestione del potere.
Non sono poi mancati accostamenti dello studio degli astri in opere letterarie, ad iniziare dall’Odissea di Omero, ed altre opere artistiche dall’antichità ai nostri giorni.

Una full immersion tra “pietre e stelle”, come ama definire questa nuova disciplina il fisico Giulio Magli, docente del primo ed unico corso di Archeo-astronomia istituito al Politecnico di Milano, elemento che testimonia come questa giovane scienza possa fornire una chiave di lettura spesso nuova ed inaspettata di molti importanti monumenti e debba essere considerato indispensabile ed ovvio completamento di qualunque scavo archeologico in molti contesti.

 

Potrebbero interessarti anche...

Top