Colleferro. I libri riconquistano la città. Presentato il romanzo “Solidarancia”, opera prima di Sarita Fratini

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COLLEFERRO  (Eledina Lorenzon) – Dopo il lungo lockdown, torna la cultura dal vivo anche a Colleferro che recentemente ha acquisito la qualifica di “Città che legge” nella categoria “Comuni tra 15 e 50mila abitanti” grazie al riconoscimento e sostegno da parte dell’Amministrazione della crescita socio-culturale della comunità attraverso la diffusione della lettura come valore riconosciuto e condiviso, in grado di influenzare positivamente la qualità della vita individuale e collettiva.

Il primo incontro in presenza, in assoluta sicurezza e nel rispetto delle norme sul distanziamento sociale, è stato organizzato dall’Anpi-La staffetta Partigiana con il Patrocinio del Comune di Colleferro, la collaborazione della Libreria C&C Catena e si è svolto nell’insolita location dei Giardini Placido Rizzotto.

Ospite dell’evento la scrittrice attivista Sarita Fratini che ha presentato la sua opera prima “Solidarancia”, un romanzo edito nel 2019 da People, casa editrice fondata da Pippo Civati.
È la storia immaginaria, quasi surreale, che vede protagonisti un gruppo di ultraottantenni anarco insurrezionisti che, prendendo atto dell’incredibile bando pubblico del 2017, attraverso cui il governo italiano intende finanziare progetti di «primissima emergenza a favore della popolazione dei centri migranti e rifugiati» in Libia, elaborano un piano segreto, tra idee utopistiche e rivoluzionarie, per la liberazione di prigionieri detenuti nei centri di detenzione libici, con l’aiuto di un gruppo di giovani, riuscendo ad instaurare un dialogo generazionale .

Il libro è stata l’occasione soprattutto di portare in evidenza la situazione dei campi di concentramento in Libia, raccontare vicende e verità terribili che si svolgono al di là del mare, ma anche sulla terribile rotta libica nelle discusse acque del Mediterraneo!
Un incontro che ha proposto, al numeroso pubblico presente, momenti di profonda riflessione, soprattutto in relazione al fatto che il bando del 2017 sia servito soprattutto ad un’operazione d’immagine per raddolcire o addirittura coprire le conseguenze disumane e raccapriccianti delle misure di blocco e respingimento dei migranti messe in atto , mentre sarebbe opportuno e non più rimandabile un’inversione di rotta che porti alla chiusura dei campi di concentramento libici, la liberazione di uomini, donne e bambini e la garanzia di corridoi umanitari di fuga verso luoghi di reale accoglienza e sicurezza”.

Sarita ha iniziato il suo lavoro di attivista con la ricerca sul sistema di lager libici di Al Serraj, conoscenza necessaria per la stesura di “Solidarancia”, ha quindi iniziato a prendere i primi contatti con persone in Libia ed oggi la sua rete di comunicazione arriva in tutti i lager libici di Al Serraj.
È stato pubblicato lo scorso mese di Giugno, sul Manifesto il suo primo importante articolo sulla scomparsa di migliaia di rifugiati che, catturati dalla Guardia Costiera di Tripoli vengono poi portati nel lager di Triq al Sikka e successivamente impiegati nelle milizie di al-Sarraj.

In conclusione dell’interessante incontro uno scambio di impressioni ed approfondimenti con il pubblico, conquistato dalla passione, disponibilità e simpatia di Sarita.

 

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