Colleferro ha celebrato con grande entusiasmo e partecipazione la Festa della Liberazione [FotoeVideo]

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COLLEFERRO (RM) – Lunedi 25 Aprile Colleferro ha celebrato con grande entusiasmo e partecipazione la Festa della Liberazione, a settantuno anni dal quel 25 Aprile 1945 che poneva fine a vent’anni di dittatura fascista e a cinque di guerra.
Un evento epocale che  avrebbe portato di lì a un anno, per la prima volta, il popolo italiano, donne comprese, alle urne per decretare, con il referendum del 2 Giugno 1946,la scelta di un’Italia repubblica. Alle 8 di quel giorno infatti il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (Clnai), con sede a Milano e presieduto da Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani – proclamò l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti. La Festa della Liberazione fu istituita il 27 Maggio 1949 con la legge 260.

La manifestazione, organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’Anpi -Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e con le Associazioni combattentistiche, d’Arma e la partecipazione dei Rappresentanti del Consiglio Comunale, delle Autorità Religiose e delle Forze dell’Ordine, ha visto il lungo corteo attraversare le vie cittadine depositando una prima corona d’alloro al Monumento ai caduti in tempo di pace presso i Giardini Angelo Vassallo (attigui a Piazza Italia), per poi proseguire, attraversando Via dell’Artigianato e giungere a Piazza Mazzini, deponendo una seconda corona al Monumento ai caduti di tutte le guerre. Momenti di grande emozione, sottolineati dal “silenzio” eseguito dalla Banda Filarmonica di Colleferro.

 

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Nel prendere la parola il Sindaco Pierluigi Sanna ha innanzitutto voluto «salutare la memoria di quanti caddero per la libertà d’Italia», ricordando che «i principi, che resteranno finché durerà la nostra Repubblica sono: la libertà, esigenza inalienabile dello spirito umano, senza distinzione di partito, di provenienza, di fede; la giustizia sociale che completa e rafforza la libertà; l’amore verso la Patria che non conosce aberrazioni nazionalistiche, quell’amore di Patria che ispira la solidarietà per le Patrie altrui».

Celebrare il 25 Aprile significa ricordare il sacrificio di migliaia di donne e uomini che, a costo della propria vita, liberarono il nostro Paese dalla dittatura nazifascista, ma nel contempo riafferma, attualizzandoli, i valori che furono alla base di quella straordinaria stagione di lotta.
Il coraggio e la determinazione che gli italiani dimostrarono attraverso la Resistenza sono patrimonio dell’intera nazione e rappresentano anche oggi un valido e imprescindibile  baluardo contro le provocazioni neofasciste.

Dopo il suo intervento, protagonisti della cerimonia sono stati i bambini che hanno letto alcune frasi tratte dagli scritti di Primo Levi e declamato, tutti insieme, la famosa epigrafe di Pietro Calamandrei in risposta ad Albert Kesselring, comandante in capo delle forze armate di occupazione tedesche e processato per crimini di guerra nel 1947, “Lo avrai camerata Kesselring il monumento che pretendi da noi italiani”.
La lapide “ad ignominia”, è collocata nell’atrio del Palazzo Comunale di Cuneo in segno di imperitura protesta per l’avvenuta scarcerazione del criminale nazista.

Ha fatto quindi seguito, in Piazza Italia, il concerto, applauditissimo dal pubblico, eseguito dalla Banda Filarmonica di Colleferro diretta dal M° Mario Cesari, che ha presentato nella prima parte brani legati alla tradizione popolare e partigiana, mentre protagonisti della seconda sono stati brani tratti dalle colonne sonore del M° E. Morricone.

Nel pomeriggio e fino a sera inoltrata in Piazza Gobetti si sono tenuti dibattiti, presentazione di libri, testimonianze, mostre, stand culturali ed enogastronomici ed intrattenimenti musicali organizzati dall’Anpi, cui hanno partecipato anche le Associazioni Amnesty International, Emergency e Libera.

Eledina Lorenzon

 

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