Colleferro. Girardi: «A proposito di pm10, ordinanza n. 117 del Sindaco, il “mostro”, gli “altri e… il piano del traffico che ancora non c’è…»

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COLLEFERRO (RM) – Ancora a proposito dell’ordinanza n. 117 del Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna che vieta il transito dei camion in città, interviene con un comunicato stampa il Consigliere comunale di Colleferro 2.0 Aldo Girardi. Lo pubblichiamo di seguito.

«L’ordinanza del Sindaco n.117 del 26 Luglio u.s. che farebbe pensare ad un aggravamento della qualità dell’aria nel Comune di Colleferro, a seguito delle opportune verifiche si presta invece ad alcune considerazioni che dimostrano come essa sia  tardiva, inutile e senza senso….se non quello di far credere “altro” rispetto alla realtà.

Ma veniamo ai fatti!
Il 95% dei superamenti (ovvero 34), rilevati dalle due centraline di Viale Europa (non Viale America) e Piazzale Oberdan si sono verificati a TMV spenti nel periodo Gennaio- Febbraio 2017, mentre il 5% (2) si sono equamente distribuiti: uno ad aprile ed uno il 12 Maggio u.s.

Mi chiedo: Come mai all’epoca si è rimasti a “guardare” senza prendere nessuna iniziativa tesa a prevenirne ulteriori sforamenti (si consideri ad esempio che nei soli primi 13 gg di gennaio, in ben 11 gg si erano superati i limiti di legge), ed oggi invece dopo oltre 70gg dall’ultimo superamento arriva la “chicca” di quest’ordinanza che “mischia le carte” nella testa delle persone?

Nella stessa ordinanza facendo presupporre la necessità del blocco del traffico, si fa riferimento al fatto che “l’avvicinarsi della stagione autunnale coincide con il periodo di
massima criticità…..” Ma mi pongo un’altra domanda: se il tempo di risposta” (inteso come il tempo trascorso tra l’emissione di inquinanti derivante dal traffico veicolare ed il rilevamento degli stessi inquinanti nell’aria) è decisamente breve (uno o due giorni al massimo), perché questo blocco totale “tanto anticipato”, che coinvolge tra l’altro solo il traffico pesante senza la benché minima attenzione a quello autoveicolare?
Si pensi ad esempio che in altre città d’Italia, in presenza di “valori” molto più critici si è sempre evitato il “blocco totale” o il blocco per il solo traffico pesante, optando invece per le targhe alterne nel fine settimana “per tutti gli autoveicoli”, proprio per evitare di impattare in maniera significativa sulla continuità delle varie attività.
In tali Comuni i provvedimenti riguardanti i blocchi dl traffico vengono poi rimossi quando si ritorna ad una situazione di “normalità”. Nel Comune di Colleferro, invece, non solo non sono state raggiunte le soglie d’allarme nel mese di luglio, ma non si riesce a comprendere sotto quale valore della concentrazione di polveri la qualità dell’aria è ritenuta accettabile…. In modo da rimuovere il blocco del traffico pesante.

È curioso poi, come visionando la cartina stradale delle vie transitabili nel periodo di vigenza della suddetta ordinanza, emerga che tutte le attività industriali di entità consistente del nostro territorio possono essere raggiunte dai mezzi pesanti e dunque continuare la loro attività, mentre a rimanere interdette al traffico pesante rimangono le sole vie di accesso ai termovalorizzatori… termovalorizzatori che però sono spenti e quindi non nella condizione di essere il punto di arrivo del supposto traffico pesante connesso al trasporto del CDR.

Ed allora continuo a chiedermi: Ma la questione ambientale non andrebbe affrontata a 360 gradi e non guardando invece sempre e solo verso un unica direzione? E perché altre realtà industriali, altri episodi (vedi Italcementi nei giorni scorsi) che meriterebbero la stessa attenzione passano spesso sotto silenzio o quantomeno non destano la stessa preoccupazione?
È sufficiente vedere il fumo della sigaretta di un operaio su Colle Sughero…che subito scatta l’allarme; fuoriesce una densa nuvola di fumo dall’Italcementi (a proposito di PM10) in pieno centro cittadino e…. viene fatta passare come ordinaria manutenzione.

Oggi l’unica certezza è che il rilevamento dei dati sulle PM10 dimostra che certe concentrazioni non possono essere attribuite ai termovalorizzatori, bensì ad “altri” e al traffico veicolare che però non è solo quello pesante. Per cui da ultimo mi piacerebbe conoscere i motivi per i quali non è stato ancora presentato un piano urbano del traffico che, partendo dalle criticità e dai fabbisogni,fissi gli obiettivi di miglioramento per portare realmente a quella “qualità dell’aria” nel nostro territorio che tutti noi auspichiamo».

F.to Aldo Girardi (Colleferro 2.0)

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