Colleferro festeggia l’85° della fondazione, sulla scia degli effetti del titolo di Città della Cultura, proiettandosi verso la Città dello Spazio

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COLLEFERRO – Il titolo di “Città della Cultura” (2018), l’85° della Fondazione (1935-2020) e la Capitale dello Spazio (Presidenza delle Città di Ariane – 2021-22) sono stati gli elementi di spunto per sintetizzare il passato, il presente ed il futuro di Colleferro in una manifestazione – denominata Urbs Signum – organizzata ieri, 27 Giugno, dall’Amministrazione comunale di Colleferro, in particolare per celebrare l’85° della Fondazione della città.

È stata la sintesi assoluta dell’anima di Colleferro, di una nuova Colleferro che ha saputo affiancare alla tradizione ed alla cultura dell’industria – oggi “pulita” dalla connotazione “dell’immondizia” – quella di un’identità culturale basata sulla propria urbanistica e sulla socialità che su di essa ha sviluppato la comunità che ci vive.

Se da un lato la manifestazione di ieri è stata presentata ufficialmente come «l’evento che racconta la genesi della Collezione Morandiana, il progetto di Arredo Urbano Identitario realizzato da Ri-Gymnasium per il Complesso Monumentale della Città Morandiana di Colleferro», dall’altro è stata l’occasione per ufficializzare pubblicamente la nascita di un vero e proprio Centro Storico, il Complesso Monumentale Morandiano, con un proprio perimetro ben delimitato e con tutte le implicazioni tipiche delle normative urbanistiche che ne regolano la gestione.

Al di là del «catalogo di oggetti e di buone pratiche per lo spazio pubblico, progettate attraverso il metodo della Missione Fotografica e la ricerca tecnologica del cemento fotocatalitico TX Active», la “Missione Fotografica” e la “Missione Aerea” – che spiegheremo nel dettaglio più avanti – lasciano ai posteri uno spaccato visivo di una città che ha voglia di parlare e di essere ascoltata.

«Si è fatto un lavoro – ha affermato il Sindaco Pierluigi Sanna – che rimarrà nella storia. Come Città del Novecento tante volte ci siamo occupati della conservazione della storia della città stessa soprattutto attraverso la documentazione cartacea, probabilmente non si era mai fatto un lavoro così importante dal punto di vista fotografico e video.
Questo materiale tra 50 anni sarà ancora negli archivi e sarà a disposizione di tutti. Penso al documentario sullo scoppio del ’38, che abbiamo già proiettato all’Auditorium con grande successo, penso al cortometraggio sui rifugi che è andato benissimo ed è stato finalista del “Tulipano Nero” per il cortometraggio italiano ed è stato ufficialmente “preso” dalla Rai e penso al film che annunceremo più tardi con il trailer, sulla figura di Morandi, sul Novecento, in generale sulla nostra città.
È un patrimonio audiovisivo che non ha precedenti e che da oggi orgogliosamente custodiamo per la pubblica fruibilità dei nostri contemporanei e delle generazioni future».

 

“Missione fotografica” è la locuzione che si è scelta per utilizzare un “vecchio” sistema di rilevamento – fotografico appunto (utilizzato per la prima volta nel 1851 in Francia •>) – degli edifici storici e degli scorci urbanistici della città, individuando un nuovo modo di approccio anche per la progettazione futura degli spazi a disposizione della collettività.

“Missione Aerea” è la locuzione che si è scelta per individuare il lavoro di documentazione video-fotografica effettuato attraverso l’utilizzo di droni.

In particolare la prima, la “Missione fotografica” è stata affidata alla sapiente mano di Moreno Maggi, fotografo di architettura, e la seconda alla genialità del filmaker Antonio Visceglia.

Avrà anche un senso che le foto scattate da Moreno Maggi, oltreché essere messe in mostra permanente sulle pareti della scala interna del Municipio, facciano bella mostra di sé anche alle spalle degli scranni dei rappresentanti dei cittadini, in Aula consiliare, proprio dove prima erano affissi i decreti di concessione del territorio per la costituzione del Comune di Colleferro…

Le “missioni”, la perimetrazione del Complesso Monumentale Morandiano, la realizzazione di una ideale “porta d’ingresso” al centro storico da Largo Oberdan e la realizzazione di un arredo urbano identitario – che si presenta subito, proprio all’ingresso (siamo dei giardini pubblici alle spalle della caserma dei Carabinieri, per intenderci) – rappresentano la chiusura dei “lavori” realizzati come effetto del titolo di Città della Cultura 2019 che, lo ricordiamo, ha coinvolto anche i Comuni di Paliano, Artena, Valmontone e Labico che compaiono all’interno del docufilm con meravigliosi scorci sui loro monumenti, chiese, palazzi e piazze…

La manifestazione sì è articolata su tre momenti specifici.

Aula Consiliare
Il primo momento è stato vissuto all’interno dell’Aula consiliare, con doppio turno e senza climatizzazione nel rispetto delle prescrizioni covid, il secondo all’ingresso del Complesso Monumentale Morandiano, il terzo all’interno del mercato coperto.
A condurre gli intervenuti lungo i tre momenti è stato Dario Biello, insieme a Luca Calselli, ideatore e progettista dell’intero “percorso” “Città della Cultura”.
In Aula consiliare è stata inaugurata l’installazione della Missione Fotografica.
Erano presenti, in rappresentanza della città, il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, il Vicesindaco Diana Stanzani, l’Assessore all’Urbanistica Umberto Zeppa, il Presidente del Consiglio Comunale Vincenzo Stendardo ed il Presidente della Commissione Urbanistica Luigi Moratti.

Ad illustrare il lavoro svolto c’erano Dario Biello, Luca Calselli, Moreno Maggi e, come relatore, il Prof. Benedetto Todaro, Direttore Scientifico di Quasar Design University, che fu membro della commissione che valutò il progetto di Colleferro per l’assegnazione del titolo di Città della Cultura Lazio 2019 e che nell’occasione ha ricevuto una “targa” ricordo in cemento consegnatagli dal Sindaco Sanna (vedi foto).
Per la rete d’imprese “Colleferro Commerciale”, che ha sostenuto il progetto fin dall’inizio, era presente il Vicepresidente Itala Maffucci.

Ingresso Complesso Monumentale Morandiano
Il secondo momento ha avuto luogo nei giardini Angelo Vassallo, alle spalle del monumento ai caduti, in quel lembo d’asfalto, ormai da tempo inibito al traffico, e che da oggi ospita una realizzazione artistica che già ha raccolto epiteti come “orecchio”, “chiocciola”, “punto interrogativo”, che in maniera stilizzata richiama alla conformazione urbanistica del “Villaggio Nuovo”, contrapposto al “Villaggio Vecchio”, primo insediamento abitativo nella città “alta”, dopo il Quartiere Scalo.
Qui sono stati collocati diversi modelli dell’Arredo urbano identitario dei quali hanno fatto uso i numerosi – ma ben distanziati – intervenuti all’incontro.

 

 

Mercato Coperto
L’evento si è concluso al mercato coperto – esso stesso originale morandiano, recentemente restaurato – dove è stato possibile vedere il trailer del docu-film Città Novecento (che parteciperà anche al Festival del Cinema di Roma) e la presentazione in video del documentario frutto della “Missione aerea”.

(Qui sotto, in video, l’intervento conclusivo del Sindaco Pierluigi Sanna, ed a seguire la presentazione ed i video proiettati al mercato coperto)

 

Il trailer del docu-film Città Novecento

 

 

 

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