Colleferro. Emergenza idrica, città sconcertata… Gli interventi di Retuvasa e dell’Ugi

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COLLEFERRO (RM) – A ben oltre 48 ore dal black-out idrico, la città è sconcertata… L’acqua, quella dei rubinetti, non arriva. L’acqua, quella piovana, allaga la città.
E’ il colmo dell’ironia, il colmo della beffa…
Anche perché in fondo si tratta di antichi problemi, mai completamente risolti, che alla prima alzata di testa della… cattiva sorte, balzano nuovamente alla ribalta.
E lo fanno in maniera prepotente, evidente,… irruente…
Chiedetelo a quelli che hanno visto sollevarsi i tombini di scolo delle acque reflue, o a quelli che da diverso tempo sono obbligati  a “procurarsi l’acqua” fuori da casa, ma che in questo weekend non l’ha trovata nemmeno fuori…
Nell’attesa di ricevere comunicazioni, risposte, scuse, da parte dell’Amministrazione comunale, i sodalizi ambientalisti e/o politici trovano, giustamente, terreno fertile per intervenire con qualche considerazione…

 

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Rete la Tutela della Valle del Sacco

Colleferro, la gestione idrica fa acqua da tutte le parti

«Ancora problemi gravissimi nell’acquedotto del comune di Colleferro gestito da Enel Retegas. La rottura della pompa di un pozzo lascia “buona parte delle case”, come recita un comunicato del comune, improvvisamente senza acqua per molte ore. Il pozzo in questione è il n. 8, entrato in funzione neanche due anni fa in sostituzione del n. 7 crollato per probabili difetti strutturali: un guasto grave in una struttura della quale dovrebbe essere garantita la continuità di funzionamento, per decenni. Si stenta a credere che non siano state previste semplici tecniche di allerta in caso di problemi o avarie, vista la delicatezza della funzione svolta: l’alternativa, se i sistemi esistono, è che nessun tecnico ne segua il monitoraggio. Un incidente del genere, che reca grave danno alla vita dei cittadini, andrebbe per lo meno segnalato tempestivamente con mezzi idonei alla popolazione; basterebbe una vettura con altoparlante. Invece nessuna voce né dal gestore né dal Comune, che si è limitato ad uno scarno comunicato sul suo sito, né si sono viste autobotti per l’erogazione dell’acqua potabile nelle zone che ne sono prive. Questo incidente si aggiunge ad un altro, probabilmente ancora in corso, che provoca l’abbassamento della pressione dell’acqua, causando grossi disagi soprattutto nelle abitazioni degli ultimi piani tanto da impedire l’accensione delle caldaie per l’acqua calda. Il fenomeno, segnalato da diverse settimane, è ancora presente in diverse zone città. Pare dipendere da una grossa perdita che il gestore privato non riesce ad individuare ed eliminare. Il condizionale è d’obbligo perché le informazioni sono come al solito poche e lacunose. Eppure il privato, subentrato nel 1997, era stato salutato come la risposta a tutti i problemi della nostra rete idrica, avrebbe portato strumenti innovativi per la ricerca dei guasti, per il monitoraggio dei pozzi e delle reti. I frequenti inquinamenti batteriologici, ultimo quello verificatosi al quartiere del IV Km a partire dal 3 Dicembre 2013, protrattosi per oltre 20 giorni e la cui risoluzione non è stata pubblicizzata tramite manifesti cosicché gli abitanti continuavano a pensare di avere acqua contaminata, dimostrano l’esistenza di problemi strutturali e la mancanza di interventi risolutivi. Ulteriore problema è la frequente presenza di sassolini, ghiaia e terra nelle condutture che provoca anche il malfunzionamento e la richiesta di manutenzione per caldaie, lavatrici e lavastoviglie. In sintesi, la struttura che dovrebbe garantire la continuità dell’erogazione e la qualità dell’acqua in sostanza non esiste. In alcun modo è stato avviato un intervento che ponga fine a questo stato di cose, non c’ è traccia di alcun progetto in merito, nonostante le dichiarazioni vecchie di anni di un incarico fantasma ad un professore universitario per riprogettare il servizio idrico. Si rivendicano interventi parziali come l’apertura di nuovi pozzi che nel contesto di un sistema fatiscente non reggono con le conseguenze che stiamo subendo in questo momento. In questo stato di precarietà del sistema tanto il gestore, appositamente remunerato, quanto l’Amministrazione Comunale, non hanno provveduto a predisporre sistemi volti ad informare in tempi utili i cittadini e a tamponare le emergenze. In generale la cittadinanza è tenuta all’oscuro delle reali condizioni del servizio idrico e dei monitoraggi sulle forme di inquinamento chimico, le più gravi. L’episodio dello scorso anno con inquinamento da betaesaclorocicloesano, ancora non ha trovato una spiegazione. Di questa situazione gestore, amministrazione e servizi sanitari, ognuno per le proprie competenze, debbono congiuntamente rendere conto ai cittadini in forma pubblica. Al più presto, come da anni chiediamo, la gestione del servizio idrico deve diventare pubblica e partecipata. Se perdura questo pasticcio di competenze e questa opacità gestionale la situazione può drammaticamente precipitare ben oltre i disagi ed i rischi che i cittadini hanno subito in passato, subiscono in queste ore e con certezza subiranno in futuro, se permane l’attuale stato di cose».

F.to Rete la Tutela della Valle del Sacco

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Unione Giovani Indipendenti 

Colleferro – Emergenza idrica. Disagi sempre più insostenibili

«I disagi che quest’amministrazione continua a provocare ai suoi cittadini sono sempre più insostenibili. Oltre alla contaminazione dell’acqua un giorno sì ed uno no, a doverla bollire anche solo per lavarsi i denti, a rinvenire spesso sabbiolina e sassolini, etc… oggi siamo senza acqua dai rubinetti, come si era già verificato diverse volte negli ultimi tempi. Inizialmente alla domanda sul perché il flusso dei giorni addietro fosse scarso, risposero che c’era una perdita nell’acquedotto e che si stava lavorando per rintracciarla. Sembrava tutto risolto quando alle prime luci dell’alba i colleferrini si svegliano senza acqua nelle proprie case.
Sembra che si sia rotta una delle pompe che serve il pozzo n°8 dell’acquedotto e che si stia lavorando per sostituirla. Si aggiunge al disagio dell’assenza di acqua la segnalazione di molti cittadini, i più “fortunati”, che a causa della scarsità del flusso non riescono ad accendere i riscaldamenti domestici. Come è possibile che si continui ancora ad ignorare che lo stato dell’acquedotto di Colleferro è pessimo e che non si può andare avanti mettendo pezze ogni volta che qualcosa non va? Come è possibile che in piena emergenza il Comune non faccia uscire le autobotti garantendo il minimo di approvvigionamento pensando soprattutto ad anziani e bambini? Come è possibile che non venga fornita alcuna informazione precisa ai cittadini? Come è possibile che vengano buttati i soldi in luminarie (accese oltretutto oltre il tempo natalizio), in festicciole, in piazze nuove buttate giù e rifatte senza alcuna necessità, in affitti astronomici quando si dispone già di numerosi edifici che potrebbero benissimo essere finalmente usati, invece di risolvere definitivamente il problema dell’acqua a Colleferro?
Come è possibile che nonostante gli italiani si siano espressi in un referendum (2011) per la ripubblicizzazione dell’acqua e del servizio idrico, i cittadini debbano ancora pagare percentuali addizionali sulla bolletta per un servizio che causa disagi quotidiani?
E’ ora di dire basta, è ora di muoversi, è ora di chiarezza, è ora di pensare al bene di questa popolazione già fin troppo martoriata e non alla poltrona, signor Sindaco!».
F.to U.G.I.

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