Colleferro. Celebrato degnamente l’86° Anniversario dell’istituzione del Comune di Colleferro. Dalla fabbrica di barbabietola alla Città dello spazio

Nola FerramentaNola Ferramenta

COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Gli 86 anni della città di Colleferro, dichiarato Comune con Legge n. 1147 del 13 Giugno 1935, sono stati festeggiati con una serie di eventi che hanno interessato i quartieri storici della città industriale – da Santa Barbara a Piazza Mazzini – ed il Museo Archeologico Comunale situato proprio a ridosso dell’area industriale dismessa.

Circondata da paesi testimoni di una storia millenaria, Colleferro è una città giovane che ha però saputo essere determinante, arrivando a ricoprire un ruolo centrale nella vita del territorio.

Estate a Teatro

«Città industriale – ha affermato il Sindaco Pierluigi Sanna – che mise al primo posto il lavoro rispetto all’ambiente e che poi ha saputo cambiare idea e fare il contrario; Città del ’900 che per anni non si accorse di quanta bellezza fosse insita nel tessuto urbano e che è riuscita poi a diventare “Capitale Regionale della Cultura”; città che pensò di riconvertire la sua natura industriale nell’economia dei rifiuti e poi ha saputo disintossicarsi ed imboccare strade nuove giungendo ad essere eletta Capitale Europea dello Spazio 2022».

Operosità e radicata cultura del lavoro hanno sempre caratterizzato la comunità di Colleferro: era l’anno 1899 quando, in prossimità dell’area davanti la stazione ferroviaria, venne impiantata la prima fabbrica denominata “Val Sacco”, destinata alla trasformazione e lavorazione della barbabietola da zucchero. Fu l’embrione del futuro sviluppo industriale, infatti nel 1912 l’Ing. Parodi Delfino decise di acquistare i fabbricati e le aree produttive utilizzate dallo zuccherificio, che aveva ormai abbandonato la produzione, per costruire un impianto di produzioni chimiche e di esplosivi.
Nasceva la Società Bombrini Parodi Delfino, presieduta dallo stesso ing. Parodi Delfino in Società con il Sen. Giovanni Bombrini. Fu un momento decisivo che vide il passaggio da un’economia agricola ad uno sviluppo basato sull’industria.

L’arrivo di tante maestranze, inizialmente dal Piemonte, dalla Toscana, dalle Marche, ma poi da ogni altra regione d’Italia, determinò la necessità della costruzione di nuovi alloggi, dando vita a quartieri quali quello dello Scalo, del Villaggio Vecchio che insieme all’aggregato di Colledoro costituirono il primo nucleo abitativo della futura Colleferro.

Da allora Colleferro ne ha fatta di strada, affermandosi sempre più come uno dei principali poli industriali a sud di Roma ed oggi, tra l’altro, operando nel settore aerospaziale ne è diventata anche centro di attività per far conoscere la cultura scientifica e tecnologica di quel settore.

Non si poteva quindi che festeggiare degnamente la città, se non iniziando con la visita dei luoghi simbolo del patrimonio storico e fondamentale della città e del territorio: i Rifugi Antiaerei situati in Via Santa Bibiana.

Questi luoghi erano inizialmente cave per l’estrazione di pozzolana, utilizzata per la costruzione di nuove case nei pressi della fabbrica e rappresentano un vero e proprio labirinto che si estende per molti chilometri sotto la città. Durante la Seconda . Guerra mondiale questi cunicoli rappresentarono un sicuro rifugio per la popolazione che qui visse per molti e molti mesi, ricreando un ambiente familiare capace di alleviare la paura dei bombardamenti.

Ad accogliere i numerosi visitatori c’erano il Presidente del Consiglio Comunale Emanuele Girolami ed il Consigliere Comunale Umberto Zeppa.
Ospite d’eccezione l’Ing. Maurizio Morandi, figlio dell’Ing. Riccardo Morandi che ha progettato la città di Colleferro, unica città operaia del Centro Sud italiano, oggi al centro di importanti studi e tesi di laurea.

Ad accompagnare ed illustrare la storia dei Rifugi, Renzo Rossi, Presidente dell’Ass. “900 e oltre”, da sempre impegnato nella tutela e valorizzazione di questi luoghi che devono essere considerati “musei di se stessi”, memoria tangibile della storia delle generazioni che ci hanno preceduto.

È stato emozionante ed affascinante per i tanti visitatori inoltrarsi nei cunicoli, soffermarsi davanti alle foto che narrano la nascita e lo sviluppo della città, ammirare le Mostre “Ritratti Identitari” – realizzata dal fotoreporter di fama internazionale Rino Bianchi, per rivivere, attraverso i volti e le storie, il costituirsi dell’identità di una comunità – e “Galleria operaia” con l’esposizione dei libretti di lavoro.

Grande emozione ha suscitato anche il nuovo percorso museale con le luci a led che si accendono al passaggio dei visitatori, creando un’atmosfera davvero unica e suggestiva.

Durante il percorso l’Ing. Morandi ha raccontato vicende che hanno interessato la vita in fabbrica del papà Riccardo, soprattutto quello che lo vide protagonista, insieme ad altri dirigenti, in occasione dell’ordine dato dal Comando Tedesco di smantellare impianti e macchinari ancora funzionanti e trasferirli nel Nord Italia.
Il materiale fu smontato ma, con grande coraggio e a rischio di rappresaglie, furono scambiati i codici per il riassemblamento, così da rendere impossibile il loro utilizzo.

A fine visita un brindisi augurale alla città con Marsala, rigorosamente della Ditta Florio, com’è tradizione nella giornata di S. Barbara, patrona della città.

A tutti gli ospiti è stato fatto omaggio di una copia della Legge 13 Giugno 1935 -XIII n. 1147.

Gli eventi sono poi proseguiti a Piazza Mazzini con un interessante convegno sulle Città di Fondazione con gli interventi del’Ing. Gianfranco Siniscalchi che ha ricordato la figura e l’opera di Riccardo Morandi a Colleferro, l’ing. Maurizio Morandi che ha sottolineato come per anni l’attività del padre a Colleferro fosse del tutto sconosciuta e solo il fortuito ritrovamento dei disegni originali del progetto della città ne abbiano permesso lo studio, il Consigliere Umberto Zeppa che ha illustrato il nuovo piano regolatore del centro storico ed il Sindaco Pierluigi Sanna che ha tracciato il percorso dello sviluppo della città.

L’appuntamento finale è stato al Museo Archeologico Comunale per la Notte Bianca, in collaborazione con Space Events Organization, che ha offerto un programma variegato dedicato a piccoli e grandi visitatori.

Ci sono stati i sempre istruttivi e coinvolgenti Laboratori didattici organizzati dall’Ass. Cornelia, con Francesca Colonnelli e Cristina Scipioni, dedicati ai molti bambini presenti, pronti a cimentarsi in esperienze formative attraverso la partecipazione attiva, dando vita alla loro città ideale, rigorosamente green.

Delle visite guidate sono state poi destinate agli adulti per ripercorrere la storia del territorio “Dall’Elephas Antiquus ai Conti di Segni”, che tanto hanno entusiasmato i visitatori, eccezionalmente accompagnati dal Sindaco Pierluigi Sanna e dal Direttore del Museo Angelo Luttazzi.

Gran finale in musica con il concerto della cantante cubana Irina Arozarena e le Sisters Ars Gospel Project dell’Accademia Musicale Ars Nova.

 

Potrebbero interessarti anche...

Top