Colleferro. Buona anche la terza… Successo per lo spettacolo teatrale di Enzo De Caro con la sua “Odissea Infinita”

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COLLEFERRO – Nella serata di ieri è andato in scena il terzo appuntamento teatrale della manifestazione “Estate a teatro”, la Stagione teatrale estiva, proposta dal Comune di Colleferro, che sta avendo grande successo di pubblico. In scena la piece: “Un’Odissea Infinita” con Enzo De Caro per la Regia di Alessandra Pizzi.

Protagonista dello spettacolo il bravissimo Enzo Decaro, che ha intrattenuto il numeroso pubblico, con l’originale e molto interessante spettacolo dal titolo “Un’Odissea infinita”, intervallato da musiche dal vivo a cura di Francesco Mancarella al pianoforte, e di Filippo Scimieri al beatbox.
L’adattamento e la regia sono state curate da Alessandra Pizzi, che ha ricevuto un meritatissimo applauso alla fine dello spettacolo, durato un’ora e 30’, in cui De Caro, da bravo mattatore, ha saputo intrattenere l’attento pubblico.
Interessante e molto suggestiva la cava di calcare (in disuso da oltre 150 anni) a ridosso della quale è stato allestito il palcoscenico, sempre all’interno del parco del castello.

De Caro ha saputo dare voce all’eroe Omerico, spiegando le motivazioni che hanno accompagnato il viaggio di Ulisse cercando di collegare tale impresa a quei “viaggi quotidiani” che spesso compiamo tutti noi, alla ricerca di noi stessi e della nostra personale “Itaca”; per far questo ha reso in modo originale il suo speciale omaggio alla letteratura, alla poesia, alla musica e all’arte che all’immortale figura di Ulisse si sono ispirate, passando con abilità da mostri e Lestrigoni a ninfe e creature divine, rifacendosi a Francesco Guccini, a Dante e ai dannati del canto XXVI dell’inferno, a Lucio Dalla e ai suoi versi di Itaca, recitando magistralmente le Poesia di Pascoli, di Montale, di D’Annunzio e i versi delle canzoni di Michele Salvemini, in arte Caparezza.

Interessanti i riferimenti di Borges e di Kafka e veramente sono stati tanti i cenni storici, letterari e di attualità che De Caro ha saputo legare, passando da Hermann Hesse a Primo Levi, dal Capitano James T. Kirk personaggio fantascientifico di Star Trek a Oscar Wilde, da Milan Kundera a Giovanni Malerba, dal filosofo Luciano De Crescenzo al paradosso del calabrone, da Tiziano Terzani alla Nasa terminado la kermesse con la drammatizzazione de “l’infinito” di Leopardi. Momento veramente toccante. Un tripudio di emozioni.

Fil rouge Ulisse e ciò che rappresenta con la sua brama di conoscenza, del desiderio dell’uomo di superare i propri limiti e dare significato alla propria vita; il desiderio di liberarsi da ogni legame interiore ed esteriore, trovando la propria stabilità nella continua trasformazione.

La figura di Ulisse è una delle più affascinanti dei poemi omerici, spiega De Caro nel suo spettacolo, è polytropos, l’eroe dai mille volti; è il guerriero coraggioso, imperturbabile di fronte alla morte, famoso per l’astuzia e l’acuta furbizia e nel nostro immaginario rappresenta l’Eroe per eccellenza ed è per questo che il mito di Ulisse si staglia come riferimento nella cultura europea, e con Dante, l’eroe viene immortalato quale simbolo dello slancio prometeico verso l’ignoto: dignità e condanna della condizione umana.

Ulisse affascina, perché racchiude dentro di sé un dilemma: il desiderio di conoscere e la sofferenza per la lontananza dalla sua terra, dalla sua casa, dalla sua sposa e dal figlio.
Ma è anche il personaggio più moderno e complesso: non è monolitico e ci rappresenta tutti, perché a seconda delle situazioni sa essere esitante o temerario e soprattutto impersona tutte le contraddizioni dell’animo umano.

Tra le personalità intervenute c’erano il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, il Presidente del Consiglio Comunale Emanuele Girolami, i consiglieri comunali Benedetta Siniscalchi, Barbara Lanna, Umberto Zeppa e Luigi Moratti.

Gisa Messina

 

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