Colleferro. Alla presenza dell’Ass. Regionale D’Amato, inaugurato questa mattina il nuovo reparto di Oculistica dell’Ospedale “L.P. Delfino”

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COLLEFERRO – È stato inaugurato nella mattinata di oggi, 29 Luglio, presso l’Ospedale “L.P. Delfino” di Colleferro il nuovo reparto di Oculistica di Colleferro.

All’evento, insieme al Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna a “fare gli onori di casa”, erano presenti l’Ass. Regionale alla Sanità Alessio D’Amato, il Vicesindaco ed Assessore comunale alla Salute Diana Stanzani, il Direttore Generale Asl Roma 5 dr. Giorgio Giulio Santonocito, il Direttore sanitario Asl d.ssa Velia Bruno, il Direttore Amministrativo dr. Filippo Coiro, la Direttrice Sanitaria dell’Ospedale d.ssa Donatella Battaglia, il Direttore Responsabile del reparto dr. Marco Giubilei, il personale paramedico del reparto, il responsabile dell’Ufficio Tecnico Danilo Giovannoli nonché il Cappellano del nosocomio Don Nando Brusca.

«Con il commissariamento della Sanità del Lazio – ha affermato il Sindaco Pierluigi Sanna – in tutta la Regione abbiamo vissuto un periodo di particolare difficoltà, e tali diffoltà non credo finiscano con il termine del commissariamento: ritengo ci vorranno anni per rimettere le cose come stavano prima della “tragedia’ del commissariamento.
In questo luogo (l’ospedale di Colleferro-dr) ci siamo sentiti spesso soli. Il sentimento più diffuso non è stato quello della tristezza o dell’amarezza ma quello della solitudine che da un po’ di tempo sembra sia un sentimento che ci stiamo lasciando alle spalle.
Senza dubbio debbo dire che s’è fatto un grande lavoro e nello specifico proprio qui si è fatto un grande lavoro e va dato atto a coloro i quali ne sono stati protagonisti insieme alla direzione strategica.
L’Oculistica – ha aggiunto Sanna – è senza dubbio uno dei reparti più importanti di questo ospedale. Per curarsi qui, i pazienti vengono da ogni parte del Sud del Lazio, segno tangibile che si lavora bene. Ed è vero che in un ambiente migliore si lavora senz’altro meglio.
I locali che fino ad oggi erano angusti, che poco facevano esprimere le capacità professionali di un’equipe particolarmente affiatata alla quale come Sindaco e rappresentante dell’Amministrazione comunale di Colleferro ed anche dei Sindaci dei Comuni limitrofi, non posso che esprimere la più ampia riconoscenza.
Credo che non di sole strutture possa vivere la Sanità pubblica… Da anni sostengo la “battaglia del personale” perché le strutture vanno benissimo, e le accogliamo con grande positività, però poi “le damigiane per quanto belle, vanno riempite” per chi ne apprezza il contenuto…
Il nostro è un territorio particolare, un territorio “di confine”, all’estremità della Provincia di Roma e confinante con la Provincia di Frosinone e per un pezzetto anche con la Provincia di Latina. Qui afferiscono tanti utenti della Provincia di Frosinone per servizi sanitari di ogni tipo e credo che la presenza dell’Ass. Regionale alla Sanità sia rassicurante e ci fa pensare che su questo terreno si prosegua e si collabori che è la cosa più difficile perché ciascuno ha una propria visione e spesso metterle insieme è abbastanza complicato. Con umiltà lo faremo, per il bene comune, non per il nostro personale, ma per il bene delle collettività che rappresentiamo e che meritano, anche dopo la vicenda tragica del covid – dalla quale ci siamo difesi egregiamente – vi sia una giusta ricompensa, una giusta gratificazione per il lavoro svolto perché il personale di questo ospedale (“Cicero pro domo sua…”) è stato davvero impeccabile prima e durante l’emergenza, facendolo spesso con un grande problema di organico che dobbiamo assolutamente affrontare e recuperare.
Ringrazio quindi Alessio (L’Ass. D’Amato-dr), che conosco ormai da tantissimi anni, e con il quale credo e spero che si possa fare tanto…».

«Questa è la prima inaugurazione che faccio in provincia – ha esordito l’Ass. Regionale alla Sanità Alessio D’Amato – perché l’altra è stata l’inaugurazione del reparto di psichiatria per adolescenti al Policlinico Umberto I, da quando la regione Lazio è uscita dal commissariamento.
Ci tenevo a venire qui a Colleferro non solo come elemento di attenzione ma anche come elemento affettivo e di rispetto della comunità di Colleferro e del comprensorio, ma anche come un segnale di cambio di passo dopo questa lunga stagione che ha caratterizzato gli ultimi dodici anni.
Il Lazio che esce dal commissariamento è un risultato storico… un piccolo miracolo perché la Sanità versava in una condizione disastrata, ma soprattutto ha comportato per tanti, lunghi anni un sacrificio enorme. Con il blocco del turn-over e le difficoltà di reclutare nuovo personale.
Questa situazione ormai è alle nostre spalle, è stato sancito due giorni fa dai Ministeri competenti, e questo per noi adesso significa correre, correre nelle politiche di reclutamento del personale, sapendo che ci sono difficoltà, perché abbiamo un “imbuto formato” nelle scuole di formazione, c’è una difficoltà di reclutamento nelle procedure ed anche alle legittime aspirazioni dei professionisti che guardano alla grande città, alla Capitale come elemento attrattivo e questo noi lo comprendiamo ma il sistema è un sistema particolare, fatto sì dalla presenza nella città di Roma, ma è fatto anche e soprattutto della presenza e del tessuto attorno alla città di Roma anche per evitare che le strutture romane vadano al collasso.
Ecco perché per noi è importante che queste strutture intorno alla Capitale acquisiscano una missione qualitativa. Qui noi dobbiamo fare qualità come per questo reparto.
Ieri abbiamo presentato i dati del “Prevale” che da quest’anno parla ai professionisti. Per noi non è fare la classifica dei “buoni” e dei “cattivi”, ma è la base dalla quale partire per aiutare i professionisti a migliorare le prestazioni del servizio. I dati testimoniano come il sistema sia in progressivo miglioramento, significa che. Ad esempio, riusciamo meglio a curare gli infarti e ad avere meno mortalità…
Quest’anno c’è un elemento in più molto importante: è entrata in campo la nuova scheda Sdo, la scheda di dimissione ospedaliera.
Questo vuol dire che oggi il sistema è in grado di leggere, struttura per struttura, ed operatore per operatore, la casistica e gli esiti dei servizi erogati.
Penso che questa novità porterà le strutture, soprattutto quelle fuori dalla Capitale, a correre velocemente verso il miglioramento e di questo sono profondamente convinto e con questa convinzione vi auguro un buon lavoro in questa rinnovata struttura.
Noi faremo uno sforzo eccezionale per quanto riguarda il reclutamento del personale.
Durante la vicenda covid – che per noi è iniziata il 29 Gennaio, quando ricevemmo la telefonata della coppia cinese di Wuhan – abbiamo reclutato più di 2400 unità di personale, anche in questa Asl, e procederemo in questa direzione.
Sul personale, noi faremo la nostra parte, ma vi chiedo di fare uno sforzo affinché coloro che vengono reclutati siano inseriti ed entrino a pieno regime nei ranghi, anche perché poi a volte i numeri sulla carta ci sono, ma in concreto i diritti sindacali, talvolta abusati, lasciano comunque in sofferenza alcune situazioni. È un invito alla riflessione perché ora la Sanità nel Lazio deve correre.
Ben venga questo reparto, ben vengano le attività presso il nuovo Pronto soccorso che ora andremo a visitare, anche perché sono convinto che per strutture come questa la sfida è proprio la qualità dell’assistenza…».

Nel pomeriggio si è avuta la consegna dei locali pronti per essere allestiti per il reparto di terapia sub-intensiva, leggi qui l’articolo •>

 

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