Colleferro. Al citofono di un condominio con 23 unità abitative non risponde nessuno, allora il postino lascia la posta nella buca della pubblicità…

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COLLEFERRO – È accaduto nella tarda mattinata di Sabato 18 Agosto a Colleferro, ed il fatto ha visto coinvolti un postino ed un anziano signore che abita in Viale XXV Aprile non distante dall’Ufficio postale centrale.

Nel rientrare a casa il signore si rendeva conto che – nella cassettina destinata ad ospitare volantini e materiale pubblicitario (vedi foto), appesa all’esterno del portone dell’edificio in cui vive – ben mescolata alla miriade di volantini, depliant e quant’altro c’era la posta destinata ai condomini.

L’anziano ha svuotato la cassetta della pubblicità, ha separato la posta dai volantini, e si è preso cura di inserire le missive nella buca delle lettere dei rispettivi destinatari.

Si consideri che nell’edificio in questione ci sono 23 unità abitative tutte occupate, ed oltre al signore in questione – nonostante il weekend della settimana “ferragostana” – almeno la metà dei residenti non era in vacanza…

Ritenendo il fatto degno di segnalazione, il signore si è recato presso il vicino ufficio postale denunciando il fatto.
Qui è stato accolto da un dirigente (?), da un’addetta alla consegna delle lettere e dal postino autore della “consegna” oggetto della segnalazione.
Quest’ultimo ammetteva di aver messo la posta nella cassetta della pubblicità, e giustificava la propria decisione – anche con toni accesi – asserendo che nessuno dei condomini aveva risposto al citofono e che quindi nessuno aveva aperto il portone rendendo impossibile l’inserimento delle missive nelle buche delle lettere dei destinatari.

A questo punto l’anziano signore opponeva due questioni: la prima riguardante il fatto che gli sembrava impossibile che nessuno dei condomini avesse risposto al citofono (la moglie era in casa), ma soprattutto opponeva il principio che in caso di impossibilità di consegnare la posta, questa non può essere lasciata nella cassettina delle pubblicità che viene periodicamente svuotata direttamente nella raccolta differenziata della carta: sarebbe come aver messo la posta nel cestino dell’immondizia.
In effetti, in caso di mancata consegna, per qualsiasi motivo, la posta dovrebbe essere riportata presso l’ufficio postale di competenza e riconsegnata nel turno successivo.

Lascia poi esterrefatti la circostanza che per far valere le sue giuste ragioni l’anziano signore abbia dovuto avere un animato diverbio, anche solo per aver voluto riaffermare un principio fondamentale.

Cogliamo l’occasione per chiarire la questione dal punto di vista normativo.

È il Ministero delle Comunicazioni a dettare le condizioni generali per l’espletamento dei servizi postali.

Tali condizioni generali (Decreto 9 Aprile 2001 – G.U. n. 95 del 24-04-2001) prevedono all’Art. 46. (Ubicazione) che “Le cassette devono essere collocate al limite della proprietà, sulla pubblica via o comunque in luogo liberamente accessibile, salvo accordi particolari con l’ufficio postale di distribuzione”.

Non sappiamo se nel caso specifico esistano “accordi specifici” con l’Ufficio Postale, ma da decenni la posta è stata regolarmente recapitata dal postino all’interno dell’androne – ove si trovano raggruppate le cassette postali di tutti i condomini – previa apertura citofonica del portone condominiale, generalmente da parte di uno dei destinatari interessati.
Va evidenziato che secondo la normativa il postino non è tenuto a questo tipo di consegna.

Nel caso specifico dunque il postino può opporre “l’impossibilità di consegnare la posta” in quanto le cassette non sono accessibili sulla pubblica via, ma all’interno di un androne privato, che egli potrebbe raggiungere solo dopo aver suonato al citofono, compito che non è tenuto ad eseguire…

Ma mai e poi mai è autorizzato a lasciare la posta nella cassetta della pubblicità situata sulla pubblica via, seppure sul portone di quell’indirizzo…
Sarebbe come averla gettata in un qualsiasi cestino, essendo stata recapitata in luogo (cassetta della pubblicità) in cui nessuno dei destinatari ne attende – né suppone – la consegna.

In tal caso dunque il postino era tenuto a riportare la posta presso l’ufficio postale di distribuzione…

 

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