Colleferro. «A spasso al 3C sì, no». Abbiamo anche sentito l’interessato… Ma tutte queste cose chi gliele spiega al Covid-19?

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COLLEFERRO – L’articolo relativo all’episodio della persona fermata questa mattina dalla Polizia Locale al “3C” ha scatenato un “putiferio” sia in termini di commenti sulla piazza virtuale tritacarne di facebook, sia “dietro le quinte”.

Nel giro di pochi minuti abbiamo avuto modo di parlarne con gli agenti della Polizia Locale, con il Comandante della Compagnia Carabinieri di Colleferro, Cap. Ettore Pagnano, con il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna (che sull’argomento è intervenuto sui social [leggi qui •>]) ed infine con lo stesso interessato.
Il Cap. Ettore Pagnano ci ha tenuto ad affermare che «il rispetto di queste norme per il bene comune e per la salute pubblica comporta inevitabili sacrifici da parte di tutti giustificati tuttavia dal dolore, in diversi ambiti, che la nostra nazione sta vivendo».

Ma… partiamo da quest’ultimo.

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Si tratta di persona con problemi di pressione sanguigna al quale il cardiologo ha raccomandato di camminare il più possibile. Questa persona in questi giorni continua a lavorare (per altro fuori città) e nel weekend approfitta per intensificare il proprio esercizio motorio.
Questa mattina si è alzata alle 6 e, munita di mascherina, è andata come sempre a camminare al 3C.
Il resto lo abbiamo già raccontato nel relativo articolo [qui il link •>]

Consideriamo ora l’ordinanza del 20 Marzo del Ministero della Salute [qui il testo integrale •>] che recita (1a,b):
a) è vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici;
b) non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; resta consentito svolgere individualmente attività
motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona…

Ed ora proviamo ad analizzare.

  1. Il 3C è una parco, una villa, un’area gioco o un giardino pubblico?
  2. L’attività dell’uomo è ludica o ricreativa?
  3. Quant’è distante da un’abitazione il limite della rispettiva “prossimità”?

Gli agenti della Polizia Locale, durante il controllo, verificando la residenza dell’uomo – che abita a Corso Garibaldi – ha ritenuto che il 3C non fosse propriamente “in prossimità della propria abitazione”. Come dargli torto?

Ora, secondo un’ordinanza emessa dal Governatore del Veneto Luca Zaia, la “prossimità” è individuata in 200 metri.
Questa mattina, da parte sua, il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, con un post sui social, ha individuato la “prossimità” come una distanza variabile tra i 300 ed i 500 metri…

La soggettività del concetto di prossimità può andare molto oltre…
Chi si sentirebbe di affermare che questa frase sia sbagliata? “Latina ha un clima mite perché si trova in prossimità del mare”… Quando Latina dista dal mare 10 Km?
E se anche fosse stata esplicitata una distanza ben definita, ad esempio 300 metri, davvero il Pubblico Ufficiale del posto di controllo sarebbe in grado di valutare all’istante la distanza tra il numero civico del residente ed il posto di controllo stesso?
Tra 299 metri e 301 metri ci passa una denuncia penale!

Allora forse è il caso – nonostante lo stress che la situazione di emergenza sta causando in tutti, dai funzionari del Ministero della Salute, alle Istituzioni locali, alle Forze dell’Ordine, fino ad ogni singolo cittadino, noi compresi – di far valere il buon senso di tutti, altrimenti i passi successivi saranno il linciaggio fisico (oltreché il pubblico ludibrio, ed il tritacarne dei social) oppure il coprifuoco totale dei tempi di guerra.

Nel caso specifico, consideriamo che Corso Garibaldi dall’Ospedale (Piazza Aldo Moro) al “Colosseo” (Piazzale Matteotti) è lunga esattamente 1 km.
Ebbene, se anche il signore che necessita di fare attività motoria la percorresse più volte dall’inizio alla fine, magari con in tasca la prescrizione medica, riteniamo che nessun Pubblico Ufficiale addetto al controllo avrebbe molto da dire ad una persona che per prescrizione medica percorre camminando la strada nella quale abita…
Certo potremmo discutere sul fatto che nella migliore delle ipotesi ci saremmo allontanati di 500 metri dalla nostra abitazione…

Me se vogliamo stare qui a discutere, allora un’ordinanza del Ministero della Salute, non è un Decreto Legge; e nemmeno un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è una Legge, ma appunto un decreto che ha 60 giorni di tempo per essere approvata dal Parlamento per diventare Legge. E si può ancora discutere sulla legittimità costituzionale di una legge che limita la libertà personale senza aver dichiarato lo stato di guerra (che è diverso dallo stato di emergenza)…

Oppure vogliamo discutere sulla calca che quella stessa persona, tornando a casa, ha visto di fronte ad un supermercato con gente ammassata in attesa dell’apertura dello stesso?
Oppure vogliamo discutere di operai pendolari che – non avendo la possibilità di fermarsi a mangiare in un ristorante, o in un bar – bivaccano sulle panchine di Via Cristoforo Colombo vicino al campo sportivo di Colle S. Antonino?
Oppure… di tutte le altre situazioni che ci vengono segnalate ogni minuto?

Ora ci chiediamo. Ma tutte queste cose chi gliele spiega al Covid-19?
Davvero riteniamo che la discussione possa essere utile a “contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19”?

Il concetto è estremamente facile da capire ed evidentemente estremamente difficile da mettere in pratica:
BISOGNA RESTARE A CASA.

A proposito del 3C, il Sindaco ha chiarito:
«La nuova ordinanza del Ministro della Salute, entrata in vigore oggi, cosa cambia ulteriormente nella vita dei concittadini?
– i parchi e giardini erano stati già chiusi dal Sindaco, quindi non cambia nulla.
– l’attività motoria singola si potrà fare solo nei pressi della propria abitazione (nei pressi sta per tra 300 e 500 metri), quindi di fatto il 3C sarà inaccessibile, se non per i residenti. Stessa cosa vale per i proprietari di cani.
– chiudono anche i bar di Stazione FS e Truck Village.
– non ci si muove neanche nel fine settimana e non si va nelle seconde case, ma questo già lo sapevamo.
IMPORTANTE PER LA SPESA:
– al netto del fatto che sono da privilegiare le consegne a domicilio, si deve andare dove c’è poca fila, se vicino alla propria abitazione meglio ma soprattutto dove c’è poca fila.»…

 

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