Colleferro. A 79 anni il covid strappa alla vita terrena anche il grande Franco Quaglia, per tutti “Spilletta”

Nola FerramentaNola Ferramenta

COLLEFERRO – Si è spento questa mattina 7 Giugno, in una clinica di Casal Palocco a Roma il carissimo amico Franco Quaglia conosciuto da tutti con il soprannome di “Spilletta”.

A 79 anni purtroppo il Covid lo ha strappato prepotentemente dall’affetto dei suoi cari, della moglie dei figli Claudio, Clemente e Maurizio, e dei parenti tutti.

Franco (nella foto accanto col nostro Premio “Cronache Cittadine) è stato un uomo dalle grandi doti umane, dalla spiccata simpatia e generosità, benvoluto ed amato da tutti coloro che in un modo o nell’altro hanno avuto il piacere di conoscerlo e condividere con lui tante belle feste, gite e manifestazioni che con destrezza amava organizzare soprattutto quelle legate al Santo di Pietralcina, Padre Pio.

Franco, “sfegatato” tifoso della Roma, è stato anche un grande commerciante, un vero macellaio d’altri tempi.
Tutta la città di Colleferro, oggi ne piange la scomparsa tra un ricordo ed un simpatico aneddoto legato a lui ed alla sua grande maestria nel saper vivere.

I funerali di Franco si terranno domani 8 Giugno alle ore 15 nella chiesa di Santa Barbara a Colleferro.

La Redazione e la Direzione di Cronache Cittadine, in questo momento di grande dolore, si uniscono al cordoglio della famiglia.


Ci piace pubblicare qui il pensiero di un grande amico, l’avv. Emanuele Girolami, Presidente del Consiglio comunale di Colleferro che in un post sui social scrive:

«Ogni comunità di provincia ha un suo personaggio che al solo incontrarlo mette allegria.
Un personaggio che conosce tutti e lui è conosciuto
da tutti.
Spilletta era uno di quei personaggi.
Sempre con la battuta pronta per richiamare la tua attenzione e pronto al confronto scherzoso , ma anche affettuoso, con tutti.
Nella ultima parte della sua vita lo potevi incontrare la mattina presto con il tubo in mano ad annaffiare i fiori davanti la statua di Padre Pio che si trova all’ingresso del nostro ospedale.
Era lì con le sue “capezze” d’oro al collo.
Questa operazione, che sarebbe durata un paio di minuti ad ognuno di noi, a Spilletta durava una intera mattina perché sospendeva di annaffiare in continuazione per intrattenersi a parlare con tutti.
La sua devozione recente era inversamente proporzionale alla sua esistenza invece ‘laica’ nella sua vita precedente che da grande tifoso della nostra squadra di Calcio ogni domenica, con il suo ombrello, inseguiva l’arbitro dopo la partita 🙂.
È stato anche un commerciante capace.
La nostra comunità oggi ha perso un grande personaggio.
Ci mancherai Spilletta».

 

Potrebbero interessarti anche...

Top