Colleferro. 8 Luglio 2017. Rifiutiamoli. In migliaia in strada contro gli inceneritori. Le posizioni di tutti

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COLLEFERRO (RM) – Nel pomeriggio di oggi, 8 Luglio, una grande manifestazione – contro l’incenerimento in generale e contro gli inceneritori di Colleferro in particolare – percorrerà le vie cittadine di Colleferro.
Come si potrà leggere nel “manifesto” sono numerose le Associazioni ambientaliste e non che vi hanno aderito.
E sarà davvero imponente anche lo schieramento di Forze dell’Ordine organizzato dal Commissariato di PS di Colleferro per garantire l’ordine ed il normale svolgimento della manifestazione.

A partire da questa pagina rendiamo pubblicamente disponibili tutte le dichiarazioni pro e contro la manifestazione, che associazioni, partiti, movimenti politici ed istituzioni hanno ritenuto di diffondere presso la pubblica opinione.

Iniziamo di seguito con il

Manifesto dell’evento sottoscritto dalle associazioni
che hanno ideato e/o aderito alla manifestazione.

L’8 Luglio ancora una volta saremo per le strade di Colleferro a manifestare la nostra contrarietà all’incenerimento, ancora una volta le ragioni del NO partono dalla base, a dimostrazione che la valle del Sacco non ne può più di essere la soluzione di ripiego a tutte le emergenze.
L’8 Luglio lotteremo per la salvaguardia del nostro territorio, della nostra salute, del nostro futuro in questa valle. Lo faremo sapendo che tanti si riempiono la bocca di proclami, ma pochi sono realmente interessati a salvaguardarci. La principale responsabilità di questa situazione è da ascrivere sia alla Regione Lazio, con la delibera sul Fabbisogno impiantistico, che al Governo, con il decreto Sblocca Italia, che impone il riavvio degli inceneritori di Colle Sughero. Decisione quella della Regione Lazio reiterata con parere positivo nella Conferenza Stato Regioni, specifica sul tema. La Regione a chiusura del ciclo ha stanziato a dicembre 2016 nel bilancio di previsione per il 2017, i fondi necessari alla ristrutturazione degli inceneritori attraverso la ricapitalizzazione di Lazio Ambiente SpA, di cui è proprietaria al 100%.
L’amministrazione capitolina, a sua volta, sempre nel Dicembre 2016, non si è distaccata da questa decisione ed ha completato il finanziamento della ristrutturazione tramite la società Ama, che è proprietaria del 40% di uno dei due inceneritori. L’ipotesi prospettata di un utilizzo a scalare per 10 anni dei due impianti è priva di senso, poiché la rimessa a pieno regime di impianti fatiscenti richiede l’investimento di decine di milioni di euro, da ammortizzare in almeno 20 anni di esercizio.
Nel Settembre 2017 la società Lazio Ambiente SpA sarà messa a gara e il cuore della vendita sono gli inceneritori di Colle Sughero, di conseguenza non è desumibile una chiusura a breve degli stessi. Tra i candidati ci sono società partecipate del Comune di Roma che già possiedono altri impianti di incenerimento. Incombe il ragionamento della convenienza economica dello smaltimento in impianti prossimi alla città eterna.
Di un fatto è necessario essere consapevoli – e noi lo siamo- è cioè che una svolta radicale e definitiva nella gestione del ciclo dei rifiuti non si realizza da un giorno all’altro in un singolo territorio o in una singola città per quanto grande. E’ una trasformazione che riguarda l’intero Paese, come ci insegna lo Sblocca Italia. A ciò si può pervenire se dalle realtà locali si affronterà un doppio percorso:
• Pratiche virtuose e progettazione di sistemi miranti al recupero di ciò che oggi viene sepolto e bruciato
• Battaglia a livello nazionale per imporre una strategia del recupero, del riciclo, del riuso secondo i principi dell’economia circolare
Una azione locale e nazionale che costruisce una coalizione coesa, avendo come alternativa quella di sottostare ad un perenne stato di necessità, dove le singole Amministrazioni soccombono ai ricatti del taglio delle risorse, della spesa pubblica e ai diktat che favoriscono quell’aggregato di interessi che da sempre domina lo smaltimento dei rifiuti.
Alle Amministrazioni locali, anche a quelle che si dichiarano contro gli inceneritori, segnaliamo il grave ritardo col quale affrontano oggi il tema della costruzione su un territorio ampio di un sistema integrato dei rifiuti, dalla raccolta agli impianti, per la definitiva chiusura del ciclo, cosa che non si realizza in sei mesi e con un pugno di Amministrazioni.
In ciò sta il motivo della mobilitazione dell’8 Luglio che cerca di dare senso alla rabbia che sentiamo montare nei cittadini, sottraendola allo sconforto ed al qualunquismo. La rivolta nella valle del Sacco, dopo anni di analisi e proposte da parte delle associazioni, difende il territorio, rilancia le proposte e vuole creare quel fronte che è necessario per cambiare politica. La transizione sarà lunga, ma le direzioni che essa può prendere sono solo due e sono una opposta all’altra.
Ai professionisti dei comunicati a raffica e delle continue precisazioni, delle toppe che sono peggiori del buco che vogliono sanare, delle difese ad oltranza della propria parte politica e operato, diciamo loro che ci vuole un respiro lungo, uno sguardo strategico, una capacità di ascolto e di cooperazione. Ci vuole l’umiltà di ascoltare chi da anni si batte e paga in prima persona ed infine ci vogliono scelte concrete: non ci lasceremo strumentalizzare o dividere e non pensino di venire a raccogliere voti o facili consensi.
Per Colleferro la scelta scellerata degli inceneritori e della discarica ha segnato un percorso di decadenza della città, ha annullato le possibilità di una trasformazione dopo la fine della grande industria, ha costretto le migliori energie ad emigrare ed ha lasciato inutilizzate straordinarie competenze. Una china discendente che si vuole perpetuare con il rilancio degli inceneritori. Noi diciamo che il senso profondo di questa lotta è riappropriarsi come comunità del proprio futuro e della capacità di costruirlo.
Chi vuole comprare gli inceneritori deve sapere che non sarà un investimento conveniente.
Gli effetti delle scelte sbagliate in campo ambientale le paghiamo tutti i giorni, sulla nostra salute, sulla salute dei nostri cari, in questa valle ormai chiAmata “la valle dei veleni”. Adesso basta!
Il nostro non è un grido di disperazione ma è la rabbia di chi è disposto a tutto pur di invertire la rotta; è la rabbia di una valle che non resterà a guardare di fronte a scelte scellerate, un territorio che si è stancato di aspettare e vuole scegliere il proprio futuro.

L’ 8 IO LOTTO, VIENI ANCHE TU CON NOI PERCHE’ SIAMO TANTI!!!

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Le decisioni dell’assemblea delle associazioni, dei comitati e dei cittadini del 28 Giugno 2017.
La sera del 28 Giugno si è svolta un’assemblea tra associazioni, comitati e cittadini del territorio per la mobilitazione contro il revamping degli impianti di incenerimento di Colleferro.
La data scelta è Sabato 8 Luglio.
Dopo un confronto generale si è scelto di manifestare con un corteo che prevede il concentramento alle ore 16 da Piazza della Repubblica, attraverserà corso Filippo Turati, passerà per Piazza Aldo Moro, scorrerà su Corso Garibaldi, attraverserà via Sabotino e arriverà al piazzale di Colleferro Scalo, quartiere dove sorgono i due inceneritori. Al termine del corteo, una volta radunati tutti nel piazzale dello Scalo, degli interventi esplicheranno i contenuti di questa mobilitazione, vagliando i passi da intraprendere per arrivare a vincere la battaglia.
Non sono previsti interventi di politici o di sindacati; potranno intervenire solo associazioni e comitati che si sono opposti al rilancio degli inceneritori e che nel territorio hanno combattuto contro tutte le forme di attentato alla salute e all’ambiente.
Il percorso indicato è stato confermato ed autorizzato dalla Questura.
Ci sarà inoltre la presenza di media nazionali, come Rai News e SkyTg24.
Il corteo sarà determinato, pacifico e civile.
Durante tutta l’iniziativa il confronto delle posizioni, a partire dalla condivisione dell’obiettivo della manifestazione, avverrà con la logica dell’ascolto reciproco.
L’organizzazione della manifestazione garantirà che tutto si svolga secondo questi criteri e invitiamo tutti ad osservarli.
Ci si raccomanda di non esporre bandiere di qualsivoglia partito o sindacato. Le uniche sigle che potranno essere esposte sono quelle civiche e quelle delle associazioni, comitati e cittadini, oltre a striscioni o quant’altro che esprimano gli obiettivi specifici della manifestazione e quelli generali della difesa della salute e dell’ambiente. Qualsiasi altra sigla, bandiera o simbolo che non rientri tra quelle appena indicate sarà prontamente rimossa.
La puntualità con cui si danno queste indicazioni nasce dalla consapevolezza del clima che si è creato attorno alla mobilitazione, dei goffi ed evidenti tentativi di strumentalizzarla e di dividere l’ampia coalizione civica che attorno ad essa si è creata.
A partire da questa manifestazione si lotterà insieme per scongiurare la riattivazione degli inceneritori: sono quindi invitati a partecipare coloro che sono fermamente convinti della propria contrarietà al sistema di incenerimento dei rifiuti, a prescindere dalla propria fede politica.
L’otto Luglio rappresenta il primo passo di una mobilitazione che non deve quietarsi, ma crescere esponenzialmente fino a intimorire chi pensa di aver già scritto il destino della Valle del Sacco.
Nei prossimi giorni continueranno i banchetti a Colleferro e nei paesi limitrofi per dare tutte le informazioni necessarie sulle modalità di svolgimento e sulle motivazioni della mobilitazione.

Realtà civiche che aderiscono all’iniziativa:
Coordinamento comitati di quartiere di Colleferro, Associazione ambientalista UGI, Rete per la Tutela della Valle del Sacco (Retuvasa), Comitato Residenti Colleferro, Associazione Culturale Gruppo Logos, Circolo Arci Montefortino, Comitato Rifiuti Zero Genazzano, Legambiente Lazio, Circolo Legambiente Anagni, Comitato Osteria della Fontana Anagni, Comitato Rifiuti zero Terracina, Associazione 14 Giugno, Anpi Colleferro “La Staffetta Partigiana”, Associazione Culturale Anagni Viva, Zero Waste Lazio, Gruppo Consulta le Donne di Colleferro, Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute, D.A.S – Ass. Diritto alla Salute Anagni, Osservatorio della valle Galeria, A.M.A- Associazioni Mamme Colleferro, Consiglio dei Giovani di Paliano, Laboratorio Comune Alta Valle del Sacco, A Sud Onlus, Associazione Popolo Libero di Labico, Centro per l’Infanzia Lo Scarabocchio.

 

Rifiuti di Roma e Revamping degli inceneritori:
«Non passerà neanche un camion»

La soluzione della perenne emergenza rifiuti è bruciare i rifiuti dei Tmb romani negli inceneritori a Colleferro. Lo pensano il governo, la regione Lazio e anche Roma Capitale.
Lunedì scorso, l’assemblea dei soci di EP Sistemi (partecipata di AMA al 40% e di Lazio Ambiente al 60%) ha deliberato lo stanziamento di 2,5 milioni per il Revamping (ammodernamento) degli inceneritori. Una decisione che segue la linea della Regione che prevede, con la delibera sul fabbisogno e con il piano industriale di Lazio Ambiente, il potenziamento delle due linee di incenerimento dell’impianto di Colleferro.
L’amministrazione capitolina ha scelto la via più semplice e sbrigativa -nonostante precedenti dichiarazioni contrarie, adducendo la scusa di vincoli finanziari – allineandosi con i governo e la regione, a discapito dei cittadini di Colleferro e delle città limitrofe.
A nulla valgono i rapporti epidemiologici che certificano la condizione drammatica della salute dei cittadini della Valle del Sacco, tanto meno l’opposizione delle amministrazioni comunali; la difesa della salute dei cittadini continua ad essere del tutto marginale di fronte agli interessi economici e politici. A nulla è valso il lavoro di analisi, informazione e opposizione attiva di comitati ed associazioni: coerenza e buon senso richiedono che si esprima il massimo di opposizione a quella che vuole essere la decisione definitiva sul destino degli inceneritori di Colleferro.
In queste ore ci arrivano richieste di indicazioni per una risposta concreta ed efficace, oggi più che mai è necessaria la partecipazione di tutti e da parte di ognuno secondo le proprie possibilità.
Nei prossimi giorni attiveremo una capillare azione di informazione in tutti i quartieri di Colleferro, sollecitando le associazioni della valle del sacco a fare altrettanto nei propri territori.
Abbiamo deciso una giornata di mobilitazione per sabato 8 luglio nelle forme che andremo assieme a definire.
La scelta di fare di Colleferro ‘la città della monnezza’ ha determinato 20 anni di progressivo decadimento, chiudendo tutte le strade per uno sviluppo alternativo. Quella storia si deve chiudere, le vecchie strade si devono sbarrare, nuove strade si devono aprire.
Ci opporremo con tutte le nostre forze a questa infausta decisione, la difesa della nostra salute e del nostro futuro non può scendere a compromessi.

F.to: Coordinamento comitati di quartiere di Colleferro, Associazione ambientalista Ugi, Retuvasa, Comitato residenti, Gruppo Logos, Circolo Arci Montefortino, Comitato rifiuti zero Genazzano, Legambiente Anagni, Legambiente Sgurgola

 

La posizione del Comune di Colleferro

«I SINDACI nella conferenza stampa di Mercoledì 5 Luglio (l’articolo qui •>) hanno ribadito con forza la loro contrarietà al revamping degli impianti di incenerimento di Colleferro.

Il Comune che li ospita ha condotto già una serie di azioni a contrasto degli stessi tra cui:
– ricorso al Tar Lazio contro l’estensione dell’autorizzazione integrata ambientale dell’impianto;
– ha espresso un parere contrario storico in conferenza dei servizi di riesame dell’autorizzazione integrata ambientale;
– ha adottato in consiglio comunale una delibera di contrarietà all’impianto definendolo incompatibile col territorio nel quale è inserito;
– ha gestito in modo trasparente e scrupolosamente la questione del cromo esavalente rinvenuto sotto l’impianto facendo anche un esposto contro ignoti a tal riguardo.

Si è ribadita la contrarietà all’arrivo dell’immondizia romana a Colleferro auspicando la nascita di un tavolo di confronto che veda Regione Lazio, Roma Capitale e Comuni del territorio trovare una soluzione al problema. Ancora una volta è stato sottolineato il ruolo centrale di Roma capitale nella questione e che dalle scelte del Campidoglio dipende il futuro del nostro territorio dal punto di vista della gestione dei rifiuti.

Come alternativa agli inceneritori i Sindaci credono che la nascita del costituendo nuovo gestore, unendo servizi di qualità e impianti virtuosi, possa essere la soluzione alternativa agli impianti attualmente presenti a Colleferro.

Nella riunione tenutasi in Regione il 4 Luglio, alla presenza dell’Assessore Regionale Buschini, dei tecnici regionali, del ministero dell’ambiente, della società Lazio Ambiente e di numerosi comuni della Valle del Sacco si è registrata da parte della Regione un apertura storica ma cauta alla eventuale riconversione degli inceneritori di Colle Sughero. Assenti i rappresentanti di Roma Capitale e dell’Area Metropolitana l’incontro è stato aggiornato di pochi giorni nella speranza che questi ultimi riescano a garantire la loro presenza.

L’impegno dei Sindaci del territorio prosegue con l’adesione alla manifestazione dell’8 Luglio. La presenza degli amministratori locali avverrà a pieno titolo coerentemente con la loro storia personale ed il loro impegno amministrativo sul tema che ha portato anche gli organi regionali, tecnici e politici, a rimettere in discussione la presenza degli inceneritori.

Da ultimo è stato rimarcato il fatto che l’attuale situazione dei lavoratori di Lazio Ambiente è inaccettabile. Il lavoro è un diritto fondamentale come lo è lo stipendio. I Comuni presenti alla conferenza stampa sono quelli che da sempre, con grande senso di responsabilità, hanno onorato i pagamenti alla società. Non è infatti ascrivibile a loro il grosso del debito che hanno i comuni serviti verso Lazio Ambiente. Altra storia è quella dei comuni che sono usciti da Lazio Ambiente lasciando milioni di euro di debiti che oggi stanno mettendo in difficoltà la società. A questi ultimi è stato lanciato un appello affinché saldino il loro debito per garantire ai lavoratori lo stipendio cui hanno diritto».

 

Il Comune di Olevano Romano

«L’Amministrazione comunale di Olevano Romano e il Sindaco Umberto Quaresima, non essendo condizionati da logiche di partiti o organizzazioni, parteciperanno alla manifestazione di sabato pomeriggio 8 luglio a Colleferro contro il Revamping (ammodernamento) degli inceneritori. Invitiamo anche i nostri cittadini a partecipare numerosi alla manifestazione che inizierà alle ore 16».

 

Zero Waste Italy

«Zero Waste Italy, Zero Waste Roma e il Coordinamento Rifiuti Zero Lazio ( di ZWI) partecipano alla manifestazione contro l’inceneritore di Colleferro per sostenere la sua riconversione a “Fabbrica di materiali” e per promuovere la strategia “Rifiuti Zero” esprimendo nel contempo piena solidarietà alle associazioni e comitati locali che promuovono l’iniziativa. Questa partecipazione è anche l’occasione per rilanciare il percorso rifiuti zero intrapreso dall’Amministrazione capitolina e confermato il 5 luglio nel corso dell’incontro svoltosi a Roma con Zero Waste Italy. L’assessora Pinuccia Montanari, ha precisato che non esiste alcuna volontà del Comune di Roma di avvalersi dell’obsoleto inceneritore di Colleferro del quale AMA SpA detiene solo il 40% di una delle due linee, né di chiederne il “revamping” . Sempre secondo quanto dichiarato dall’assessore, la stessa contrastata operazione di ricapitalizzazione svolta da AMA è legata non alla richiesta di rilancio dell’incenerimento ma ad una operazione propedeutica a dismettere e riconvertire l’impianto in “Fabbrica del recupero dei materiali”. Preso atto del comunicato diffuso nella tarda serata di ieri dal Comune di Roma, Zero Waste Italy, garantirà il supporto alla sfida “Capitale verso Rifiuti Zero” attraverso la Task Force internazionale Zero Waste che sarà presentata ufficialmente entro la fine di ottobre».
F.to Zero Waste Italy (Rossano Ercolini), Coordinamento Rifiuti Zero Lazio (Bruno Ghigi), Zero Waste Roma (Antonio Conti)

 

Meetup 5 Stelle

«Partita a spron battuto la campagna di mobilitazione contro l’immondizia di Roma! E’ questo il messaggio che sta passando riguardo l’opposizione all’impianto di incenerimento di Colleferro, che ricordiamo essere, per oltre tre quarti, di proprietà della Regione Lazio, la quale ne ha deciso e finanziato, già da febbraio, la manutenzione atta alla vendita ed alla riaccensione.
Infatti i lavori di ristrutturazione, o “revamping”, della linea, quella totalmente di proprietà della Regione Lazio, sono già cominciati. Ma la cosa, a quanto pare, non ha destato lo stesso scalpore mediatico suscitato invece dalla decisione di AMA SpA di sostenere l’impegno di spesa per la ristrutturazione relativa alla sua quota-parte di proprietà, ovvero il 40% di una sola delle due linee.
Noi invece vogliamo solo fare alcune considerazioni, poiché, posta così, la “chiamata alle armi” delle associazioni, è irricevibile e sembra oltremodo campanilistica.
Nel link di seguito il “Piano operativo per la riduzione e la gestione dei materiali post-consumo di Roma Capitale”, deliberato dalla Giunta Raggi; notizie di prima mano anziché filtrate da amministratori regionali e comunali rivelatisi assolutamente scorretti e inaffidabili, verosimilmente per obbedienza di partito:
https://www.comune.roma.it/resources/cms/documents/Piano_operativo_riduzione_gestione_materiali2.pdf
Con questo piano il Comune di Roma si impegna in un progetto di portata epocale, sia dal punto di vista dell’inversione di rotta, sia dal punto di vista del progressivo raggiungimento di obiettivi che, di fatto, renderanno inutili, obsoleti ed antieconomici gli attuali impianti di incenerimento dei rifiuti. Sarebbe stato bello poter fare un confronto con un analogo piano regionale, ma, purtroppo, la Regione Lazio, in quattro anni di amministrazione, non è stata in grado di produrre un documento simile. Chi sono dunque gli incapaci?
Il problema, forse, è che la Regione ha seguito passo passo le linee guida del proprio partito, il PD, che individua negli inceneritori impianti strategici e quindi irrinunciabili nello smaltimento dei rifiuti.
Dietro la mobilitazione in atto vediamo l’ombra della strumentalizzazione politica: perché incolpare la sindaca Raggi per una decisione chiaramente presa dalla Regione Lazio (a guida PD lo abbiamo già detto?)?
Noi meetup 5 Stelle rifiutiamo il processo di incenerimento come metodo di smaltimento del rifiuto a prescindere dall’origine del combustibile. Allo stesso modo rifiutiamo il conferimento del tal quale in discarica come metodo di smaltimento e lo facciamo in modo concreto con il “Piano di gestione dei materiali post-consumo”: questo è quanto approvato dal Comune di Roma che tutti, prima di lanciarsi in invettive contro l’Amministrazione capitolina, dovrebbero leggere. Nondimeno rifiutiamo ogni impianto ad impatto ambientale insistente nella nostra Valle. Purtroppo ogni volta ci troviamo a dover ribadire questi concetti con costanti campagne di contro-informazione in opposizione alle gigantesche operazioni mediatiche mistificatrici della realtà, che puntano a screditare il lavoro dei nostri portavoce che tanto si spendono per la nostra martoriata Valle e per la tutela dell’Ambiente in generale.
Alle associazioni e agli organizzatori della mobilitazione, poi, chiediamo di aggiustare il tiro: questa macchina del fango imbratterà anche loro e si correrà il rischio, ancora una volta, di produrre una mobilitazione di Valle dagli effetti nulli come quelle che si sono succedute negli anni fino alle ultime e che, nonostante le vistose coreografie e la partecipazione di autorità locali civili e religiose, non hanno impedito a chi vuole fare delle nostre città un immondezzaio di proseguire nel proprio intento.
I MEETUP 5 STELLE NON ACCETTANO IL RIAVVIO DEGLI INCENERITORI A PRESCINDERE DA CIÒ CHE VI VERRÀ BRUCIATO, CHE SI CHIAMI IMMONDIZIA, CDR O QUANT’ALTRO».
F.to meetup Anagni 5 Stelle, meetup MoVimento 5 Stelle Artena, meetup Carpineto Romano Cinque Stelle, meetup Colleferro 5 Stelle, meetup Cave 5 Stelle, meetup Genazzano a 5 stelle, meetup Paliano 5 Stelle, meetup Movimento Segni a 5 stelle

 

#noicisiamo meetup 5 Stelle Colleferro
“La solita favola”

«Sotto i nostri occhi si stanno palesando nuovamente le solite dinamiche retoriche a cui da anni assistiamo con arrabbiata o apatica rassegnazione.
Si parla di inceneritori e tutti a dichiarare che non li vorrebbero. Compreso qualcuno che a suo tempo li ha voluti fortemente, nonostante i cittadini allora contrari alla loro realizzazione così come oggi sono contrari al “revamping” (ovvero riammodernamento o ristrutturazione) degli impianti voluto da una Regione Lazio a maggioranza PD, finora sorda a qualsiasi voce contraria. Quindi una Regione fermamente decisa a far ripartire gli impianti; dimostrando che considera l’incenerimento come l’unico modello di chiusura del ciclo dei rifiuti (“chiusura” si fa per dire, dato che alla fine restano i residui del processo di incenerimento da smaltire come rifiuti pericolosi) con la prospettiva di poter rivendere, grazie al revamping, al migliore offerente impianti funzionanti entro fine anno, come previsto dalle norme europee.
Qui si inseriscono naturalmente le voci degli operatori degli inceneritori, i quali manca poco che affermino che dalle ciminiere escono essenze di campi in fiore.
Ma su tutto questo “déjà vu” piomba un nuovo personaggio che cambia completamente prospettiva e che a molti cambia completamente le carte in tavola con nuove posizioni e finalmente nuove affermazioni fatte di parole come “chiusura degli inceneritori” o addirittura “riconversione degli impianti di incenerimento” o “impianti multimateriale” o “differenziazione e recupero di meteriali post-consumo”; parole mai sentite prima, da nessuno e in nessun ambito, tantomeno istituzionale.
E mentre tanti politici della partitocrazia corrono come formiche impazzite in ogni direzione per cercare di capire di cosa si stia parlando, i più scaltri, fatta mente locale, provano ad appropriarsi e a rivendicare la grande iniziativa basata su una semplice idea: la salute dei cittadini attraverso la salvaguardia dell’Ambiente.
Quindi i partiti, attraverso i propri rappresentanti locali, fanno a gara a rilanciare l’idea urlandola ai quattro venti attraverso pseudo-conferenze e media, usandola come veicolo propagandistico, creando tavoli istituzionali dal forte sentore gattopardesco del “cambiare tutto per non cambiare niente”, con le solite dinamiche che si sviluppano tra illusi cittadini manifestanti insieme a variegate associazioni, timorosi lavoratori in preda al sempiterno ricatto occupazionale che immancabilmente li pone davanti al bivio lavoro/salute e i governanti e gli amministratori che in pubblico indossano la lacrimosa maschera da Pierrot mentre in privato calcolano e confabulano alla spasmodica ricerca del consenso elettorale.
Ma purtroppo per loro, cioè per tutti questi vecchi – al di là dell’età anagrafica – arnesi della politica, questa volta, dopo svariati decenni di idilliaca intesa tra maggioranza e opposizione, non sarà la solita favola; il finale sarà ben diverso, grazie alla forza del cambiamento ormai innescata che presto sarà libera di realizzare la sua novità: amministrare nell’esclusivo interesse del Paese e dei suoi cittadini, nessuno escluso. Con buona pace dei vecchi personaggi che vagheranno “in cerca d’autore”».
F.to #noicisiamo meetup Colleferro 5 Stelle

 

Fratelli d’Italia Colleferro

«Venerdì 7 Luglio 2017, alle ore 18 presso Piazza Gobetti (Colleferro), si è tenuta la conferenza stampa degli esponenti di Fratelli d’Italia Fabio Patrizi, Giorgio Salvitti, Marco Silvestroni, Giancarlo Righini.
In apertura Patrizi ha ringraziato la stampa e tutti i numerosissimi intervenuti. Il giovane ha spiegato che l’appuntamento è stato voluto per rendere pubbliche le posizioni di Fratelli d’Italia riguardo il famoso revamping dei termovalorizzatori di Colleferro e sulla questione Lazio Ambiente, che da giorni stanno monopolizzando il dibatto politico.
Fabio ha poi continuato invitando si i colleferrini ad andare a manifestare l’8 luglio, ma in modo consapevole, senza cedere a strumentalizzazioni di varia natura politica.
Nell’intervento dell’ex Vice sindaco di Colleferro Giorgio Salvitti, pur comprendendo le ragioni dei cittadini riguardo la manifestazione dell’8 luglio, si è tentato di mettere in evidenza le profonde contraddizioni tra quanto prodotto attraverso gli atti amministrativi da Regione Lazio e Comune di Roma, tutti indirizzati verso il Revamping degli impianti colleferrini, e le mere dichiarazioni politiche di intenti degli ultimi giorni, sfociate nella votazione in consiglio Metropolitano, dove si sostiene la contrarietà alla termovalorizzazione. Delle due l’una. O non si e’ coscienti di cosa fa la mano sinistra quando si opera con la destra o si prendono in giro i cittadini.
La richiesta di Salvitti è quella di approfittare del momento contingente ed istituire un tavolo con Regione Lazio, Comune di Roma ed Area Metropolitana al fine di poter finalmente programmare un sicuro sviluppo della gestione del rifiuto nella Regione e che la stessa possa finanziare forme alternative al di là della termovalorizzazione ove concretamente possibile con l’obiettivo prioritario della salvaguardia occupazionale ed ambientale.
L’ex amministratore ha poi spiegato che, negli anni ’90, la termovalorizzazione era la scelta più opportuna per la gestione del ciclo dei rifiuti. Oggi, con lo sviluppo di nuove tecnologie, Salvitti si dichiara disposto ad ascoltare e sostenere soluzioni alternative a questa pratica di smaltimento. Certo, però, tali soluzioni alternative non dovranno rimanere mere bandiere da sventolare in campagna elettorale ma andranno sostenute e finanziate dalla Regione e da tutti gli organi competenti nel Tavolo istituzionale richiesto.
Sia Salvitti che Patrizi non hanno trascurato di trattare la situazione di Lazio Ambiente. Entrambi hanno espresso grande preoccupazione per la situazione dei lavoratori che non possono essere abbandonati al loro destino.
Dopo gli esponenti locali hanno preso la parola i capogruppo FdI, in Consiglio Metropolitano e in Regione Lazio, Marco Silvestroni e Giancarlo Righini.
Silvestroni ha tuonato dicendo che Colleferro non è, e non sarà mai, la pattumiera di Roma. La capitale è ricca di vaste aree destinabili all’impiantistica per la salvaguardia del problema dei rifiuti romano e la salubrità dei luoghi della provincia va difesa e migliorata. Senza peli sulla lingua, il consigliere metropolitano, ha invitato Zingaretti e Raggi a portare i rifiuti a casa loro.
Molto forti le parole anche del Consigliere Regionale di FDI Giancarlo Righini che ha dichiarato assurda l’idea del revamping dei termovalorizzatori senza una programmazione omogenea
Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione considera obsoleta la pratica della termovalorizzazione ricordando che esistono alternative meno dannose per il territorio, tecnologicamente più avanzate e capaci di offrire una maggiore quantità di posti di lavoro ed ha preso impegno, già da lunedì, a fare istanza al Presidente della Regione Zingaretti della apertura del Tavolo Istituzionale riguardante la gestione dei rifiuti .
Queste quindi le posizioni del partito della Meloni. Vedremo, nei prossimi giorni, quelli che saranno gli sviluppi di questa spinosa situazione per la Valle del Sacco e per tutti i suoi abitanti».
F.to Fratelli d’Italia Colleferro

 

Gruppi consiliari: Colleferro 2.0, Azione Popolare, Forza Italia

«Oggi continuiamo a chiederci contro “chi” (!?) si manifesta.
Infatti, se nelle precedenti “proteste di piazza” il bersaglio era l’allora Sindaco Cacciotti, accusato di non emettere un ordinanza di chiusura, questa volta con chi se la sono presa? Certamente non con l’attuale Sindaco visto che manifestava anche lui.
Ma anziché manifestare si assumesse l’onore e l’onere di fare quello che si richiedeva a gran voce al suo predecessore; se era facile allora, a maggior ragione sarà ancor più facile oggi per lui, altrimenti c’è qualcosa che non torna e forse le cose non erano proprio come le si volevano far credere.
Diciamo che la situazione attuale è a dir poco imbarazzante, quando invece ci sarebbe bisogno di estrema chiarezza, e non dei racconti di accese discussioni e pugni sui tavoli durante gli incontri che si sono tenuti in Regione sull’argomento, ai quali però stranamente così come nel caso dell’Ospedale, nessun rappresentante della minoranza (e forse della stessa maggioranza!?) ha mai avuto il piacere di partecipare.
E lo diciamo non perché vogliamo invadere il campo di chi ha il diritto di decidere e governare, ma per quel concetto di trasparenza e partecipazione che si deve ad ogni singolo consigliere tanto di maggioranza che di opposizione. Ma evidentemente l’ascolto in presa diretta da parte di chi non è allineato va evitato ad ogni costo.
Si dica una volta per tutte e apertamente come stanno le cose riguardo agli inceneritori e alla discarica, sulla quale sembra addirittura essere venuta meno l’attenzione di chi ne voleva l’immediata chiusura e messa in sicurezza per il cosiddetto “post mortem”.
Oggi è fin troppo facile per il Sindaco dire che manterrà le sue promesse entro la scadenza del mandato.
Ma come (!?), ieri dal tetto del Comune Sanna chiedeva a Cacciotti di chiudere termoinceneritori e discarica in quattro e quattr’otto, ed ora che ne è sceso ed ha indossato la fascia tricolore si prende cinque anni di tempo e continua a manifestare?
Noi non siamo “ambientalisti dell’ultima ora”, ma crediamo che sia arrivato il momento che quelli della “prima” qualche domanda comincino pure a farsela, perché altrimenti si ha l’impressione che tutti già sanno ma fanno finta di non sapere.
Non sapere ad esempio quali sono i reali intendimenti della Regione che defilandosi da LazioAmbiente, e viste le difficoltà economiche di quest’ultima, lasciano aperta la strada che porta alla cessione dei termoinceneritori e della discarica al privato, e ai suoi interessi…..e visto i precedenti è meglio evitarlo».
F.to Girardi (Colleferro 2.0), Nappo (Azione Popolare), Pizzuti (Forza Italia)

 

Remo Paniccia ex Presidente
del Consiglio Comunale di Colleferro

«Care amiche cari amici, faccio questo comunicato principalmente per informare la città in merito alla manifestazione che si svolgerà oggi a Colleferro.
Non si capisce bene contro chi si va a manifestare, si parla dell’immondizia di Roma che arriverà a Colleferro, leggo da qualche altra parte che si vuole la chiusura dei termovalorizzatori, della discarica ma non si rivolge la domanda alla persona giusta evidentemente. Non si dice cosa bruciano o cosa producono.
Ricordo a me stesso che durante la campagna elettorale di due anni fa l’attuale sindaco manifestava il dissenso di questi impianti: termovalorizzatori – discarica centrale termoelettrica italcementi, che erano da chiudere, tanto che lui durante l’ultimo mandato da consigliere comunale, invogliava il sindaco a fare l’ordinanza di chiusura di questi impianti poiché inquinavano la nostra città.
Oggi manifestiamo per dire a chi che vanno chiusi questi impianti per dire a chi che inquinanosi in sindaco  attuale di Colleferro ha la possibilità e dovrebbe esistere ancora la possibilità da parte del sindaco  di fare un’ordinanza e chiusedere questi impianti.
Oggi porta questa gente in Piazza per volontà di cittadini di varie associazioni e di chi vogliamo che non sto qui a discutere che si faccia in quanto rispetto l’idea di tutti, però è giusto far conoscere come stanno veramente le cose, allora si parla dell’immondizia di Roma che dovrebbe arrivare a Colleferro, cosa che non si può accettare (anche se si tratterebbe di Sovvalli) ma Roma trovasse un altro sito! Poi parliamo dei  Termovalorizzatori, è naturale che arrivi anche da fuori il C.D.R., anche perché quello che si ricava dai rifiuti di Colleferro e da tutti i comuni aderenti a Lazio Ambiente non sono sufficienti per far funzionare gli stessi in maniera tale da ricavare energia e quindi per le spese che occorrono per tenerli in vita non sarà mai possibile, quindi dobbiamo  fare il punto della situazione: chiudiamo i Termovalorizzatori, la discarica ,in quanto il Sindaco manifestava questo allarme che inquinano il nostro territorio, allora lui si deve fare carico mantiene la promessa  e chiude gli impianti, se questo non lo può fare allora rassegni le dimissioni ridiamo la parola ai cittadini cosi vediamo chi sarà il prossimo candidato e cosa dirà , cosa vorrà fare per il nostro territorio in futuro!
È chiara una cosa, che io non mi assumerei da solo il rischio di dire: chiudo i termovalorrizzatori di  Colleferro senza avere un documento scritto e firmato da tutti i sindaci del territorio che sono :
Segni, Gavignano, Gorga, Anagni, Paliano, Valmontone,  Genazzano,  Montelanico,  Carpineto Romano, Artena ecc.
Perché se io rifiuto l’esistenza di questi impianti e poi uno di questi autorizza la realizzazione di questi impianti, allora potrei ritrovare l’impianto comunque dentro il mio territorio (considerate le dimensioni nel nostro territorio) senza incassare niente e senza la possibilità di controllare il funzionamento.
Da premettere una cosa : questi ci sono a Colleferro e ci resteranno vista l’autorizzazione della Regione Lazio per la Manutenzione,  è assolutamente impensabile che questi si possano chiudere è solo fantasia di qualcuno che ha voluto cavalcare l’onda emotiva della gente di Colleferro imbrogliandola, ancora oggi imbrogliandola con questa manifestazione perché non è stato spiegato di che stiamo parlando. Dobbiamo fare il punto,  lui deve assumersi le responsabilità di quanto  ha detto, cioè che  avrebbe chiuso, ma questa azione comporta delle conseguenze e visto che di questo non ne vuole sapere allora non lo può fare, perche la prima cosa di cui preoccuparsi sarebbe quella della salute pubblica, l’allarme c’è stato e, a questo  punto, è dura da accettare ma dovrebbe chiudere veramente tutto senza po  citare e pensare alle tante difficoltà e ai tanti problemi che si verrebbero a creare per i posti di lavoro, si deve fare un progetto completo:  dobbiamo chiudere? Prima ricollochiamo tutto il personale che lavora nei suddetti impianti , tenendo conto del  pericolo come sosteneva lui due anni fa della salute pubblica, a me non risulta, ma se cosi fosse  a questo punto dovremmo veramente  chiudere  tutto ma preoccuparci allo stesso tempo anche  di tutto quello che circonda questi impianti, quindi oggi noi manifestiamo sì, ma attenzione, noi  dovremmo mirare verso un unico obiettivo come lui sosteneva, senza aggrapparci a nulla e a nessuno senza dire “l’immondizia qua e là” il problema si annulla, lui mantiene la promessa fatta e qual è questa?:
chiudi i termovalorizzatori, chiudi la discarica e fine della storia!
Quindi  che  poi il Presidente Zingaretti prima dice una cosa poi ne fa un’altra, allora questo poi non  torna più, io volevo che la gente di Colleferro sapesse questo per valutare e per conoscere, questa è la pura e la sacrosanta verità.
Poi quello che si decide si farà, quello che la gente di Colleferro vorrà fare io lo rispetterò comunque e sempre, ma dobbiamo sapere a cosa andiamo incontro, questo non l’ha detto nessuno o quasi, di conseguenza  era importante venire a conoscenza di queste informazioni».
F.to Remo Paniccia ex Presidente del Consiglio Comunale di Colleferro

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