Corruzione e frode, tra gli arrestati l’ex direttore dell’Aeroporto di Ciampino Legnante e l’imprenditore Mantovano [VIDEO]
CIAMPINO (RM) – Associazione a delinquere finalizzata ai reati di corruzione, turbata libertà degli incanti, falso e frode nelle pubbliche forniture. Con queste accuse sono scattate questa mattina sei ordinanze di custodia cautelare, di cui 3 in carcere e 3 agli arresti domiciliari, emesse dal gip del Tribunale di Roma Maurizio Caivano, su richiesta del Pm Mario Palazzi, ed eseguite dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato di Roma in collaborazione con quella di Frontiera dell’Aeroporto di Ciampino.
I soggetti coinvolti:
– MANTOVANO Massimiliano, nato a Latina il 2.06.1967, imprenditore, misura cautelare in carcere;
– LEGNANTE Sergio, nato a Roma l’8.12.1961, Dirigente Enac, Direttore dell’aeroporto di Ciampino e degli Aeroporti Minori del Lazio all’epoca dei fatti, misura cautelare in carcere;
– MELE Alfonso, nato a Roma il 30.05.1958, Ingegnere in servizio presso l’Enac, misura cautelare in carcere;
– REVELANT Adriano, nato a Roma il 23.07.1965, geometra e collaboratore di MANTOVANO, arresti domiciliari;
– GUERRINI Luigi, nato a Roma il 18.11.1941, già dipendente dell’Enac, attualmente in quiescenza, arresti domiciliari;
– LOLLI Renato, nato a Frascati il 13.04.1960, dipendente Enac in servizio presso l’Aeroporto di Ciampino, arresti domiciliari.
Gli indagati invece sono Miriam Brusca, collaboratrice di Mantovano e formale amministratrice della società Ma.St. srl, e Massimiliano Masti, commercialista di riferimento dell’imprenditore e formale amministratore della società Fama srl.
Le indagini hanno consentito di accertare che le persone in questione costituiscono un’associazione per delinquere che nel corso degli anni ha veicolato in maniera illegittima tutte le gare di appalto relative ai lavori effettuati presso l’Aeroporto di Roma – Urbe, fatti accaduti dal 2009 fino ad inizio 2014.
In particolare è stato accertato che alcuni di detti lavori non sono stati realizzati ovvero sono stati realizzati parzialmente e comunque in maniera difforme rispetto ai capitolati tecnici. Tale illecita attività ha procurato un danno erariale prossimo ad otto milioni di Euro.
L’indagine ha origine da accertamenti esperiti presso lo scalo romano dell’Urbe, nello specifico presso la palazzina che ospita gli alloggi di servizio, rilevando che i relativi lavori di ristrutturazione erano stati realizzati in difformità a quanto previsto dai capitolati tecnici.
In particolare è stato accertato che erano state realizzate lavorazioni che non potevano in alcun modo giustificare la somma pagata dall’Ente, ovvero 66 mila euro circa.
Nel medesimo contesto è stato anche accertato che presso lo scalo in questione tutti i lavori realizzati, nonché i servizi erogati (manutenzione, pulizie, ristorazione eccetera) erano gestiti da un unico centro di interesse.
Sulla base d’intesa con la competente autorità Giudiziaria, ha avuto inizio una complessa attività di indagine sulle persone coinvolte, tra le quali gli odierni arrestati.
Tale attività non solo ha permesso di riscontrare puntualmente i fatti rilevati, ma ha dato modo di accertare che tutto ciò è avvenuto in un contesto criminale ben preciso che vedeva coinvolti un imprenditore, ovvero MANTOVANO Massimiliano che controllava una serie di società, i propri collaboratori tra i quali il geometra Adriano REVELANT, alcuni funzionari pubblici dipendenti dell’Enac, tra i quali anche l’allora Direttore dell’Aeroporto di Ciampino e degli aeroporti minori del Lazio Sergio LEGNANTE e l’ingegner Alfonso MELE, nonché un dipendente in quiescenza del medesimo Ente, cioè GUERRINI.
E’ stata infatti rilevata l’esistenza di un sodalizio criminale ben strutturato all’interno del quale ognuno aveva un ruolo ben preciso sulla base delle proprie competenze messe al servizio di un modus operandi necessario a veicolare verso le imprese gestite da MANTOVANO la quasi totalità dei lavori realizzati presso gli scali minori laziali e, di conseguenza, la quasi totalità delle relative risorse economiche quantificate proprio dall’Enac per circa 12 milioni di euro, con un danno erariale prossimo agli 8 milioni di euro.
Effettivamente le imprese riconducibili a MANTOVANO gestivano tutti i servizi resi presso l’Aeroporto dell’Urbe e, soprattutto, realizzavano ogni altro genere di lavoro che veniva affidato attraverso gare di appalto la cui procedura si è rilevata illegale.
Sintomatico nonché utile a dimostrare concretamente il suddetto modus operandi è ciò che è stato rilevato a proposito di una delle gare di appalto condotte illegalmente, che fa parte delle contestazioni, relativa alla recinzione dell’aeroporto dell’Urbe, che prevedeva una spesa da parte della stazione appaltante pari a circa 900.000€.
Alla gara in questione, invitate da MELE il quale ricopriva il ruolo di RUP, hanno partecipato diverse società riconducibili a MANTOVANO facendo evidentemente venir meno il necessario criterio della libera concorrenza.
Ovviamente l’aggiudicazione della gara ha favorito la MGM S.p.a., cioè la società direttamente controllata da MANTOVANO.
Le indagini hanno permesso di accertare che in realtà i lavori sono stati realizzati dalla EDIL MOTER (altra società di fatto controllata da MANTOVANO) che peraltro aveva anch’essa partecipato alla gara.
La EDIL MOTER, per l’esecuzione completa di tali lavori ha incassato dalla MGM l’irrisoria cifra di 80.000 circa, mentre la MGM ha già incassato, per gli stessi lavori, l’intera somma prevista dalla gara, cioè quasi 900.000€
E’ evidente che, al di là della circostanza se il disciplinare di gara prevedesse o meno la possibilità di subappaltare i lavori, “l’abissale differenza“ tra l’importo della gara ed il costo reale dei lavori è fuori da ogni logica di mercato.
Come detto la MGM ha incassato la totalità della somma messa a gara e ciò si è reso possibile perché MELE e LEGNANTE, ognuno per la propria competenza, hanno predisposto la necessaria documentazione affinché l’Enac pagasse le fatture emesse dalla MGM.
Alla base di tutto ciò sono stati rilevati accordi corruttivi tra MANTOVANO e LEGNANTE il quale ha ricevuto utilità economiche.
In particolare è stato accertato che i lavori nella villa che il Dirigente Enac ha acquistato nell’esclusivo quartiere dell’Axa sono stati completamente realizzati dalle maestranze al servizio di MANTOVANO, il quale si è fatto carico anche della piscina di cui l’abitazione è stata dotata.
Nelle more delle indagini è stato accertato un ulteriore episodio di corruzione che ha avuto per protagonisti MANTOVANO, GUERRINI e Renato LOLLI, anch’egli dipendente dell’Enac e, all’epoca, principale collaboratore di LEGNANTE.
LOLLI ha partecipato, in qualità di segretario, alla commissione, presieduta da MELE, che ha gestito l’iter di un’ulteriore gara di appalto condotta con le logiche criminali di cui si è detto.
In tale contesto, evidentemente in cambio del favore ricevuto, MANTOVANO ha dato disposizioni a GUERRINI di consegnare a LOLLI una somma di denaro.
Per riscontrare quanto emerso nel corso delle indagini sono state effettuate delle perquisizioni nello scorso mese di gennaio nel corso delle quali è stata sequestrata numerosa documentazione che ha permesso di accertate che le gare di appalto condotte in maniera illegale sono state almeno una decina, tutte ovviamente aggiudicate a società riconducibili in maniera diretta o indiretta a MANTOVANO.
Ciò, peraltro, è stato riscontrato anche dall’Enac che, a seguito delle perquisizioni, ha consegnato alla Procura una nota i cui risultati sono coerenti a quelli ottenuti dall’indagine penale.
Sempre a riscontro delle ipotesi investigative questo Organo Investigativo ha effettuato un’attività istruttoria che ha riguardato anche altri imprenditori coinvolti.
Da citare come esempio è la vicenda della palazzina alloggi dalla quale ha avuto origine l’indagine: la ditta che ha realizzato materialmente i lavori di ristrutturazione ha avuto da MANTOVANO una somma prossima ai 4.000€, mentre una delle società riconducibili a MANTOVANO ne ha incassati dall’Enac 66.000 circa.
Gli investigatori avrebbero accertato anche un danno erariale di circo 8 mln di euro su un giro d’affari di 12 milioni…
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