Cassino. Un banchetto finisce col ristoratore che chiede il conto e viene pestato. 3 persone di etnia rom arrestate dai Carabinieri [FotoeVideo]

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CASSINO (FR) – Nella mattinata di oggi, 21 Febbraio, a Cassino, i Carabinieri della locale Compagnia hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari – emesse dal GIP del Tribunale di Cassino – nei confronti dei sottonotati cittadini italiani di etnia rom, ritenuti responsabili di estorsione continuata e aggravata, lesioni personali gravi in concorso:
1. MORELLI Guglielmo, nato a Santa Maria Capua Vetere (CE) il 26.10.1988, residente a Cassino, già censito per reati di violenza e minaccia a P.U., ricettazione, danneggiamento e minacce, rapina ed altro;
2. MORELLI Angelo, nato a Santa Maria Capua Vetere il 28.01.1997, residente in Cassino, già censito per i reati di lesioni e minacce e guida senza patente;
3. MORELLI Antonio, nato a Capua (CE) il 10.10.1976, residente a Pignataro Interamna, già censito per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione di monete.

I fatti risalgono alla notte del 22 Luglio 2017, quando un gruppo di rom, si staccava dal banchetto che si stava svolgendo in un ristorante del cassinate e si presentava al bancone del bar dove, dopo aver consumato una ventina di caffè e altrettanti bicchierini di liquore (versandosi personalmente gli alcolici e qualcuno introducendosi anche dietro al bancone per prepararsi il caffè), aggredivano violentemente il proprietario, reo di aver chiesto loro il pagamento delle consumazioni.

Lo stesso, dapprima veniva fatto oggetto di una gragnola di suppellettili e poi con spintoni, schiaffi e pugni veniva scaraventato a terra e colpito con due violentissimi calci alla testa che potevano essere mortali, attesa la violenza con la quale venivano sferrati e la regione a cui andava a colpire. Inoltre, uno degli indagati, con una bottiglia cercava di colpire al capo la vittima.

I tre odierni arrestati, che si dimostravano i più facinorosi, erano comunque spalleggiati da un folto gruppo di soggetti di etnia rom che durante la baruffa causavano anche diversi danni al locale, arrivando a scardinare una porta interna compresa di infissi, al fine di raggiungere la vittima che nel frattempo si era rifugiata nel retro del locale e, quindi, continuare l’azione violenta. Nel corso dell’aggressione, i rom malmenavano anche personale del ristorante che aveva cercato di proteggere il titolare e questi non riportava altre e più gravi lesioni, grazie all’intervento di uno dei cuochi che riusciva a sottrarlo alla furia omicida del gruppo, chiudendolo in un bagno. A questo punto, gli aggressori, intuito che da li a qualche minuto sarebbero giunte le Forze dell’Ordine, si dileguavano prima del loro arrivo.

Sul posto convergevano diverse pattuglie, che non riuscivano nell’immediatezza dei fatti a rintracciare gli aggressori, quindi procedevano alle operazioni di sopralluogo e identificazione dei testi per poi procedere alla ricostruzione dei fatti.
Nella circostanza i militari apprendevano altresì che i rom oltre a non pagare le consumazioni al bar, non avevano nemmeno pagato il saldo del banchetto che si aggirava intorno alle 600/700 euro.
La vittima, accompagnata presso il locale pronto soccorso, veniva riscontrato affetto da “frattura ossa nasali” con prognosi di 15 giorni salvo complicazioni, mentre uno dei camerieri riportava una ferita del cuoio capelluto, con prognosi di 7 giorni salvo complicazioni, poiché attinto durante la gragnola di suppellettili.

I militari acquisivano gravi e inconfutabili elementi di prova a carico degli arrestati, che hanno determinato l’emissione delle odierne o.c.c., grazie – principalmente – ad un certosino lavoro di analisi delle immagini acquisite presso il ristorante in parola, nonché con l’identificazione ed escussione dei testimoni e della vittima, acquisizione di commenti postati dai sospettati su “facebook”.

Il movente della grave aggressione (che ricorda molto da vicino quella di Ostia) va ricercato nella circostanza che il ristoratore aveva negato il festeggiamento di banchetti presso il suo locale organizzati da appartenenti alla famiglia rom, sicuramente a seguito di esperienze negative, nonché aveva preteso ed ottenuto, comunque, per il banchetto in esame – prenotato con l’inganno da persone di cui la vittima si fidava – un sostanzioso anticipo (circa 1.300 euro, con un saldo finale di circa 600/700 euro).
Gli aggressori, per affermare la supremazia sulla collettività ed assoggettare gli inermi cittadini/commercianti alla loro volontà, misero in atto il grave assalto, ovviamente preordinato, poiché posto in essere alla minima reazione della vittima, per “lavare” il grave affronto.

A suffragio dell’attività condotta dai militari del Nucleo Operativo Radiomobile, il pubblico Ministero richiamava un analogo episodio accaduto in Cassino in data 05/06/2016, ove era coinvolto Morelli Angelo, in concorso con tale S.A., 30enne di Cassino, i quali, dopo aver effettuato una consumazione di 30 euro, aggredirono un ristoratore della città martire, procurandogli ferite giudicate guaribili in 3 giorni.
L’evento fu denunciato presso il locale Commissariato di P.S.

Nel corso delle perquisizioni domiciliari veniva rinvenuta una camicia, compatibile con quella indossata durante l’aggressione avvenuta nello scorso mese di luglio.

Al termine delle formalità di rito, i tre arrestati sono stati tradotti, in regime di arresti domiciliari, presso le abitazioni di residenza.

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