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E’ di Boville Ernica uno dei 6 presunti camorristi arrestati in un’operazione Carabinieri-Gdf sull’asse Caserta-Frosinone-Firenze

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BOVILLE ERNICA (RM) – Nelle prime ore della mattinata odierna, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla DDA di Napoli, i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Caserta ed i militari del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Firenze hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Napoli nei confronti di sei indagati, gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di trasferimento fittizio di titolarità di denaro o altro bene ed estorsione, con contestuale esecuzione di decreto di sequestro preventivo di quote societarie e beni immobili, per un valore complessivo di oltre 2 milioni di euro.

L’indagine, svolta dall’Ottobre del 2011 al Novembre del 2013, ha consentito di ricostruire attraverso attività tecniche e dinamiche, documentali e testimoniali, una condotta estorsiva attuata da un imprenditore del frusinate (Bruno Fratarcangeli, pregiudicato 55enne di Boville Ernica) il quale, avvalendosi della forza intimidatrice di alcuni personaggi affiliati al clan “dei casalesi”, fazione Bidognetti, poneva in essere una serie di azioni tese a recuperare ingenti debiti non onorati da parte di alcune società, originarie dell’agro aversano ed attive in territorio laziale, che gli avevano subappaltato considerevoli lavori di natura edile, tutti realizzati nel medesimo ambito territoriale.

Veniva inoltre accertato e riscontrata, nel corso delle indagini, l’introduzione, sul territorio dello Stato, di un ingente numero di banconote false statunitensi pari a circa 5.000 dollari, che poi venivano spacciate attraverso la mediazione di un istituto di credito sito in Caserta, risultato estraneo ai fatti.

Le indagini hanno poi permesso di fare emergere una condotta attuata da un imprenditore (Potenza Giovanni, 62enne), già condannato per la sua appartenenza a clan camorristi operanti nel casertano, originario di Villa Literno e residente in provincia di Arezzo, finalizzata all’attribuzione fittizia di società operanti nel settore dell’edilizia a suoi dipendenti, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniale e sfuggire al sequestro e alla confisca.

Le società, inizialmente operanti in Villa Literno e successivamente trasferite in provincia di Arezzo, risultavano tra l’altro essere uno strumento attraverso il quale si procedeva all’ emissione ed all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti al fine di ottenere l’ingiusta restituzione dell’Imposta su Valore Aggiunto a danno dello Stato.

I destinatari del provvedimento della DDA di Napoi operazione Congiunta Carabinieri Caserta Guardia di Finanza Firenze sono:

– Fratarcangeli Bruno, 55enne, residente Boville Ernica (Fr), pregiudicato, imprenditore edile;
– Felaco Francesco, 40enne, residente Casaluce (Ce), pregiudicato;
– Biffa Roberto, 39enne, domiciliato Teverola (Ce);
– Di Fusco Massimiliano, 47enne, residente Aversa (Ce), pregiudicato, affiliato clan “Casalesi –Fazione Bidognetti”;
– Ventre Giuseppe, 56enne, affiliato Clan “Casalesi –Fazione Bidognetti”, attualmente detenuto carcere Napoli –Secondigliano per reati associativi;
– Potenza Giovanni, 62enne, residente Terranuova Bracciolini (Ar), Pregiudicato, Affiliato Clan “Tavoletta” Operante Napoli, in atto sottoposto obbligo dimora per reati associativi.

 

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