Anagni | Sgurgola. Corruzione nello smaltimento dei rifiuti. In arresto politici, imprenditori e funzionari pubblici

Nola Estate 2019Nola Estate 2019

ANAGNI | SGURGOLA – Nella mattinata di oggi, 4 Luglio, i militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone hanno dato esecuzione ai seguenti provvedimenti emessi dal Gip del Tribunale di Frosinone: 2 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse a carico di Alfredo Coratti di Veroli, rappresentante della Tac Ecologica, e di Luciano Giovanni Bellardini tecnico comunale di Sgurgola e rappresentante di fatto di società di servizi operante nel settore ambientale Biemme di Anagni.

In carcere sono finiti Luciano Giovanni Bellardini, tecnico del Comune di Sgurgola, in provincia di Frosinone, che amministrava di fatto una società di Anagni, e Alfredo Coratti, imprenditore di Veroli nel settore dello smaltimento rifiuti urbani e rappresentante della Tac Ecologica, già indagato in un’altra inchiesta per corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio insieme al sindaco di Sgurgola Antonio Corsi.
Sono invece agli arresti domiciliari l’assessore del Comune di Sgurgola Lucio Giuseppe Formaggi, il funzionario della Città Metropolitana di Roma Vincenzo Rocchi, Domenico Spaziani, un ex funzionario dell’Asl di Frosinone, Paola Murgia, rappresentante di fatto della società Biemme di Anagni, Mattia Bellardini di Sgurgola, amministratore unico della società, e Alessandro Recine, addetto alle attività amministrative della Biemme.

Settimana Lenovo Marmorato Expert Colleferro

I comuni coinvolti sono Sgurgola, Sora, Anagni e Trevi nel Lazio.

L’ipotesi accusatoria è relativa a vari episodi corruttivi accertati negli anni 2017 e 2018, dove dipendenti e amministratori pubblici, secondo le accuse agevolavano le ditte nell’assegnazione dei lavori ricevendo come contrapartita somme di denaro (dell’ordine di qualche migliaio di euro) assunzioni di persone da loro segnate o fornitura di beni e servizi. I soggetti pubblici omettevano i dovuti controlli sulla regolarità delle gare e sulle esecuzioni dei lavori favorendo in modo esplicito le ditte indagate.

I soggetti pubblici omettevano i dovuti controlli sulla regolarità delle gare e sulle esecuzioni dei lavori favorendo in modo esplicito le ditte indagate.

In tutto, insieme gli 8 colpiti da misure cautelari, gli indagati sono 17.
I reati contestati vario titolo sono: corruzione, abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, truffa e traffico di influenze illecite.

 

Potrebbero interessarti anche...

Top