Anagni. L’Amleto rivisitato in “Just The Worst Time Of The Year For A Revolution”. Spettacolo intenso e molto emozionante

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ANAGNI (FR) – Nel ricco ed interessante palinsesto della XXIV Edizione del Festival Medioevale e Rinascimentale – che si è svolta ad Anagni dal 25 Agosto al 3 Settembre – era inserito anche lo spettacolo teatrale “Just The Worst Time Of The Year For A Revolution” di Kira Ialongo e Domenico Casamassima, originalissima performance che nasce dall’approfondimento di un classico shakespeariano come l’“Amleto”.
Lo ha visto e recensito, anche per noi, Romina Carnevale.

“Solo il momento peggiore dell’anno per una rivoluzione”: in questo bellissimo spettacolo l’Amleto cui siamo soliti assistere, è frantumato e moltiplicato in molti spunti di riflessione per un pubblico attivo e partecipe, a cominciare dall’attore stesso quale puro oggetto di sguardo come i corpi che sfilano sulle passerelle di moda parigine (manifesto del vuoto di senso contemporaneo): così infatti si presentano gli attori che si atteggiano a modelli su un tappeto color carta da zucchero con il pubblico ai lati, per finire su un palco dove panni smessi qui e là fanno posto a tre cubi sui quali “posano” con le loro azioni precise ed eleganti i sei attori: tre uomini e tre donne che si dividono lo stesso ruolo cui di volta in volta danno voce, rappresentando nell’insieme l’Uomo.

Amleto, figura maschile che attraversa la fase edipica in cui desidera possedere violentemente sua madre: la scena mostra la visione inconscia di una violenza senza contatto. Poi è la volta di Ofelia (dopo Elettra) offerente il suo cuore come cibo ad Amleto che sadicamente assiste seduto al suicidio (ovvero femminicidio) triplicato dalle tre attrici che ripetono ritmicamente l’azione sul piedistallo dei cubi, come le cubiste di una discoteca dove la musica e le luci accompagnano gesti ossessivi.

Si può non rinunciare alla propria Anima junghiana: così il giovane accetta la sua parte femminile indossando tacchi rossi, orecchini, una collana (sarebbe piaciuta a Derek Jarman, questa riflessione), ma il pensiero comune crede comporti la perdita della virilità!! quindi non si può essere se stessi.

La televisione con il culto dell’apparenza, del falso, delle bugie, bene esemplifica e rappresenta i fantocci incapaci di pensare autonomamente che siamo diventati in un mondo dove il marciume interiore, la corruzione dei nostri politici è anche la nostra.

L’unica speranza è diventare macchina: non mangiare più, non respirare più, non essere più umani perché non più meritevoli d’esserlo.

Spettacolo intenso, molto bello ed emozionante. Gli attori bravissimi sempre presenti nell’azione.

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