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Anagni | Gavignano. Ritrovato sul fondo del Fiume Sacco il corpo senza vita di Simone Trulli. Lascia la moglie 38enne e due bambini di 10 e 5 anni

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ANAGNI (FR) | GAVIGNANO (RM) – Si sono concluse un paio di ore fa, le affannose ricerche di Simone Trulli, il 40enne Sergente Maggiore dell’Aeronautica, del quale si erano perse le tracce dalla tarda mattinata di ieri.

Estate a Teatro

Il suo corpo senza vita è stato trovato, intorno alle ore 15:20 di oggi, Sabato 12 Dicembre, sul fondo del Fiume Sacco a ridosso del ponte di Rio Mola Santa Maria, a pochissimi metri da dove l’uomo aveva abbandonato l’auto in strada.

È presto per fare congetture circa le cause della morte: accidentali o di altra natura. Sarà l’autopsia a fare chiarezza su questo tragico epilogo.

Gli oltre cinquanta uomini e donne, tra Forze dell’Ordine e volontari della Protezione Civile, che si erano resi disponibili a partecipare alle ricerche, avevano guardato dappertutto. Anche a ridosso della ferrovia della Tav che, proprio all’altezza dei ponti sulla via comunale Osteria della Fontana – Villa Magna – Gorga, corre lambendo l’altra linea ferrata, la Roma-Cassino-Napoli.

C’erano le unità cinofile, un elicottero, un drone ed i sommozzatori dei Vigili del Fuoco, intervenuti anche con un veicolo Tas (topografia applicata al soccorso), un mezzo speciale dotato di gps.

C’erano i volontari della Protezione Civile di Gavignano, Gorga, Montelanico ed Anagni, oltre quelli della Città Area Metropolitana di Roma (l’ex Provincia).

C’erano i militari della Stazione e della Compagnia Carabinieri di Anagni, oltre ai Comandanti delle Stazioni dei Carabinieri di Montelanico, Carpineto Romano e Gorga, con i militari di Gavignano che, per competenza territoriale, procedevano nel frattempo ad acquisire dati di ogni genere per cercare di dare una chiave di lettura alla situazione…

C’era un ispettore della Polizia di Stato, che coadiuvava le ricerche insieme al Lgt Luigi Faella Comandante della Stazione Carabinieri di Anagni.

È incredibile come le ricerche, che fin dalle prime ore del mattino erano state “spalmate” su un’area di una ventina di chilometri quadrati a raggiera – con “epicentro” il ponte – si siano improvvisamente, e di nuovo, concentrate proprio a ridosso di quel maledetto “cavalcafiume”.

Evidentemente i sommozzatori avevano trovato qualcosa.
Un qualcosa che ha indotto i Carabinieri della Stazione di Anagni a transennare il ponte, con le classiche bande di plastica a strisce oblique bianche e rosse.

Quel ponte, il ponte di Rio Mola Santa Maria, è un ponte di quelli che per superarlo è stato necessario realizzare un dosso.
In un primo momento i militari avevano transennato il culmine del dosso, ma dopo circa un’ora hanno deciso di chiudere l’accesso ancora più indietro, impedendo ai giornalisti, ma soprattutto ai familiari, di poter scorgere il gommone dei Vigili del Fuoco che continuava ad armeggiare nel fiume, sulla sponda sinistra, pochi metri a monte del ponte.

Il provvedimento è apparso subito come un triste presagio.

Alcuni dei ragazzi che erano intorno, al di qua della “transenna”, inventavano le ipotesi più assurde, che pure, in qualche modo – almeno per chi resisteva, a pieno diritto, nel rimanere aggrappato ad una sempre più flebile speranza – sembravano verosimili.
A dargli ascolto erano la moglie di 38 anni. I cognati. E diversi cugini…
Le sorelle erano a casa della madre, a sostenerla, a Montelanico.
I figli, una bambina di quasi 10 anni ed un bimbo di 5, erano nella casa dove viveva la famiglia, in Contrada Rufanico a Gavignano.
Qualcuno aveva già contattato la trasmissione Rai “Chi l’ha visto”. La redattrice, dall’altro capo – con nostro stupore – aveva risposto che stavano già seguendo la vicenda attraverso il nostro sito, con il post dedicato e le notizie in tempo reale…

E invece no… quelle ipotesi erano esattamente come sarebbero sembrate a chiunque non fosse profondamente coinvolto nella vicenda: false.

Ad un certo punto un gruppetto di Vigili del Fuoco si è avvicinato alla sponda nord del fiume, tornando indietro di lì a poco, per poi farvi ritorno, e con fare ancor più risoluto, per tirare su il gommone…
Evidentemente non c’era più nulla da cercare… Ciò che si stava cercando, era stato trovato.

Era il corpo senza vita di Simone.

Il suo cadavere deve esser condotto all’obitorio di Frosinone o, in alternativa presso quello di Cassino, in attesa delle decisioni l’Autorità Giudiziaria in merito all’eventuale esame autoptico… Per poi restituirlo alla famiglia per l’eterna sepoltura.

È tutto finito. La sempre più flebile fiamma della candela della speranza, ha tirato via l’ultimo filo di fumo.
Riposa in pace Simone.

Giulio Iannone

 

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