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Albano Laziale. Al Museo Diocesano: Presentazione del volume “Poesie e Pensierini” in dialetto Arbanese e Romanesco di Fernando Scialanca

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ALBANO LAZIALE (RM) – Nella sala delle Vedute del Museo Diocesano di Albano Laziale, è stato presentato, con grande successo, il libro “Poesie e Pensierini” in dialetto Arbanese e Romanesco di Fernando Scialanca, nell’anniversario della scomparsa.

loc  scialancaIl volume, curato con particolare attenzione ed affetto, dallo studioso del territorio, Gianni Dolfi, apre, alla lettura, con l’Introduzione analitica dei versi di Gianni Ripani, del Laboratorio di Scrittura di Calvi dell’Umbria – Otricoli.
Il testo, propone al lettore cento poesie, di fatto “cento quadri di un’epoca”, raccontata dall’autore con dovizia di particolari.

È stato edito come numero speciale, della rivista “Castelli Romani”, pubblicata da Arti Grafiche di Nello Spaccatrosi in Ariccia, per ricordare, come scrive Ripani, “un’icona della sua epoca, un personaggio che ispirava una viva simpatia umana che lasciava intravedere una sostanziale semplicità e schiettezza di modi, i caratteri più autentici di quella cultura contadina della quale egli, osservatore e studioso, era soprattutto romantico interprete”.

Scialanca è stato un attivissimo membro della Pro Loco di Albano nel dopoguerra, e grande organizzatore, unitamente ad Aldo Tomarelli, Alfredo Canzonetti e Aurelio Garofolo alias Pippolongo, di memorabili feste, che si concludevano con grandiosi balli nelle bellissime sale di Palazzo Savelli, per allontanare i tristi ricordi del periodo di guerra appena trascorso. Su i giornali “castellani” del dopoguerra comparivano i suoi versi, soprattutto satirici, particolarmente apprezzati, e per i quali ha ricevuto numerosi riconoscimenti.

Queste poesie sono state riproposte, così come egli stesso le aveva ordinate, a suo tempo, sulle pagine di un quaderno, dove erano rimaste, per lunghi anni, quasi del tutto dimenticate, e, tornate alla luce, grazie all’incontro di Gianni Ripani con Gianni Dolfi. Inoltre, quest’ultimo ha ricercato presso la famiglia del poeta, oltre le poesie, anche le foto, per illustrare questo numero, veramente speciale, edito, grazie all’impegno dell’editore Spaccatrosi, le cui pubblicazioni sono sempre di altissimo livello.

Poesia La prima la seconda e la terza eta Fernando Scialanca“Le poesie di Fernando Scialanca, come scrive Ripani, sono la fotografia del Novecento, scattata ogni giorno su particolari minutissimi: un vicolo d’osteria, la sala d’aspetto del dottore, un muretto di “bella gioventù”, e momenti della vita cittadina e del territorio, di cui conosceva tutti i segreti. La musica accompagnava spesso i versi di Fernando. Inoltre, la sua poetica si allaccia all’antica e bella tradizione della poesia dialettale, e a quella del conterraneo Carlo Alberto Salustri, in arte “Trilussa”. “La sua poesia, indiscutibilmente più bella, perché scaturita direttamente dal cuore, è quella che affiora dalla lettera, nella quale il poeta, con parole semplici ma appassionate, chiede la mano a quella che sarà la sua futura moglie”.

Il libro, in edizione particolarmente pregiata, riporta, in copertina, il ritratto del Poeta, disegno di Alessandra Spagnuolo; è illustrato dai disegni di Ylenia Dolfi, e, ha, in Appendice: foto di Mario Tomassi, dell’Album fotografico della famiglia Scialanca” e dell’Archivio di Silvano Petrocchi. La pubblicazione di “Poesie e Pensierini”, ha, inoltre, riproposto, all’attenzione dei cittadini, alle nuove generazioni di Albano e ai castellani, la figura di un sensibile poeta, anche grande amante del territorio, dove svolgeva la sua attività commerciale, momenti reali e poetici di una vita passata, da non dover assolutamente dimenticare. E, nonostante fosse un autodidatta, fu premiato, più volte, per il valore della sua poesia, genuina e semplice, con la quale ha colto e mostrato la realtà della vita, in ogni sua sfaccettatura, e di cui era profondo conoscitore.

Era nato, ad Albano Laziale, l’1 Luglio 1905 e scomparso il 24 Gennaio 1994.
Il volume è stato illustrato, agli intervenuti, dal Direttore del Museo Diocesano di Albano, Roberto Libera, dagli Autori e dall’Editore.
Un meritato “grazie” va a tutti coloro, che, in vario modo, hanno collaborato all’edizione del pregevole volume.

Luciana Vinci

 

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