Vega ok! Il lanciatore prodotto da Avio a Colleferro porta felicemente a termine la sua 16^ missione. Messi in orbita 53 satelliti

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COLLEFERRO – Dopo sette rinvii il lanciatore Vega – prodotto da Avio negli stabilimenti di Colleferro – torna con successo a solcare il cielo.

La missione – la sedicesima – è partita alle ore 3,51 di oggi, 3 Settembre – dalla base spaziale di Kourou in Guyana francese ed è perfettamente riuscita, mettendo in orbita su quote diverse (intorno ai 500Km dalla Terra) ben 53 tra nano, micro e minisatelliti (da 1 a 400 kg) su commessa di 21 clienti di 13 differenti Paesi.

A consentire la messa in orbita, con un unico lancio, di un numero così elevato di satelliti è stato l’SSMS (Small Spacecraft Mission Service), un adattatore modulare in fibra di carbonio progettato da Avio per rispondere alla domanda di servizi di lancio per gruppi di piccoli satelliti pesanti tra 1 kg (CubeSat o gruppi di CubeSat) e 400 kg (Minisat) in orbita terrestre bassa (300 km e oltre dalla superficie terrestre).
La realizzazione di Ssms è il risultato di una collaborazione tra società italiane e della Repubblica Ceca, con l’Italia capofila.Il progetto è tutto italiano ed è stato a cura della SAB Aerospace, una piccola-media impresa italiana indipendente con sede a Benevento.

 

Dei 13 Paesi che hanno affidato a Vega il lancio dei loro mini satelliti, otto sono europei e fra questi c’è naturalmente anche l’Italia.
In un Cubesat – un satellite di pochi centimetri cubi – è ospitato il Dido3, un laboratorio di microgravità nato dalla collaborazione tra l’Asi e l’agenzia spaziale israeliana, Isa, in cooperazione con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) e il ministero della Scienza e della Tecnologia di Israele.
Nel Dido3 verranno effettuati quattro esperimenti italiani messi a punto da studenti universitari:
Argtm, dell’Università Federico II di Napoli, che effettuerà esperimenti per studiare gli effetti della microgravità sulla resistenza dei batteri agli antibiotici;
Mambo, dell’Università di Roma Tre, per valutare il rilascio dei farmaci nell’organismo in condizioni di microgravità;
Spacelys, dell’Università di Bologna, per valutare gli effetti della microgravità su una proteina legata al sistema immunitario;

Nogquad, dell’Università di Tor Vergata, per lo studio dell’espressione dei geni e la comparsa di malattie, come sclerosi laterale amiotrofica o la sindrome dell’X fragile.

Il lancio è stato esemplare.
L’ansia per la sua riuscita era alle stelle.
Prima era stato posticipato a causa della pandemia del Covid-19 e da giugno fino a ieri, per ben sei volte consecutive, il decollo era stato rinviato per le pessime condizioni meteo: forti raffiche di vento in quota sulla costa sudamericana che avrebbero potuto portare sulla terraferma eventuali detriti del razzo.
Ancora il 2 Settembre – 24 ore prima – il maltempo aveva bloccato le operazioni, questa volta per la situazione in Corea del Sud, a causa del tifone Maysak che imperversa sull’isola Jeju dove si trova una stazione per i rilievi telemetrici della traiettoria del razzo…

Alle 3,51 della notte scorsa, il sospiro di sollievo tra il centinaio di addetti presenti a Kourou ed i più numerosi a Colleferro.

Il successo del lancio del Vega fa il paio con l’analogo esito del lancio di Ariane 5 dello scorso 15 Agosto, e rappresenta il completamento rapido ed efficiente delle misure correttive e delle azioni portate avanti dall’Industria e da Esa in qualità di Autorità di Qualificazione del Sistema di Lancio di Vega, sulla base delle raccomandazioni fatte dalla Commissione Indipendente d’Inchiesta che aveva analizzato il fallimento del volo VV15 dell’11 Luglio 2019.

Ora si può guardare con più fiducia al futuro pensando. a smaltire le commesse – dopo questo successo, ancor più numerose – ed ai progetti già avanzati del Vega C, del Vega E, del Vega C Light, ed dell’Ariane 6…

«Il lancio del Vega rappresenta simbolicamente la ripartenza dell’Italia dello spazio dopo il lockdown dovuto alla pandemia di Covid-19, che ha rallentato la produzione ma non ha spento la creatività e la voglia di innovare di questo importante comparto dell’economia italiana – commenta il presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia -.
Ora, l’Italia dello spazio ha ripreso a correre.
Una storia di grande successo quella del Vega che ha inanellato 14 lanci di successo di fila, un fatto assolutamente non scontato nel trasporto spaziale. Grazie poi al sistema di distribuzione di satelliti Ssms, Vega sarà ancora più competitivo e versatile ed avrà la capacità di mettere in orbita una grandissima quantità e varietà di piccoli satelliti per fare fronte alla crescente richiesta da parte dell’utenza istituzionale e commerciale. Ancora una volta la conferma che è uno veicolo flessibile per fare dello Spazio uno strumento di ritorno economico, importantissimo in un momento difficile come quello attuale.
Grazie alla capacità di portare carichi di diversa grandezza, Vega è un lanciatore nato con una notevole dote di flessibilità, ma con il sistema Ssms ora può aumentare la quantità di satelliti che è possibile lanciare su orbite diverse.
Proprio nel momento in cui sta cambiando la richiesta di satelliti da consegnare nello spazio, Vega diventa uno strumento a supporto della new space economy, una nuova opportunità.
Abbiamo iniziative in cui pubblico e privato lavorano insieme e vogliamo sempre più incentivare lo sviluppo di piccoli e nano satelliti, che Vega farà volare, anche in riferimento a programmi di alto contenuto innovativo sia nazionali sia dell’Esa».

«Dopo il rinvio di marzo a causa della pandemia Covid-19 e quello di giugno causato da condizioni meteo avverse, il successo del ritorno al volo di Vega è il risultato del duro lavoro di tutto il personale di Avio che continua a dimostrare grande professionalità, competenza e resilienza – ha commentato Giulio Ranzo, Amministratore Delegato di Avio -.
L’eccellente performance dell’adattatore SSMS, che ha permesso, per la prima volta per l’Europa, di portare 53 satelliti in orbita in un singolo volo, aumenta la capacità di Vega di rispondere, in un mercato in continua crescita, alle richieste sempre più esigenti dei clienti.
Grazie alla ripresa delle attività operative alla base spaziale, ora possiamo già pensare al prossimo volo di Vega previsto per novembre».

 

 

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