Valmontone ha celebrato la “Giornata della memoria” per ricordare il 72° Anniversario del bombardamento che devastò la città [Foto]

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VALMONTONE (RM) – Mercoledi 25 Maggio Valmontone ha celebrato la “Giornata della memoria” per ricordare il 72° Anniversario del bombardamento che devastò la città, causando la morte ed il ferimento di tanti cittadini.

Per l’occasione l’Amministrazione Comunale ha organizzato un ricco programma di eventi iniziato con il Raduno presso la Scalinata delle Vittime Civili di guerra delle Autorità Civili, Religiose e Militari, Associazioni, Scuole e cittadini per la deposizione di una corona di alloro.

Presenti il Sindaco Alberto Latini, il Vescovo della Diocesi Suburbicaria Velletri-Segni S.E.R. Mons. Vincenzo Apicella, Don Luigi Vari, neo Arcivescovo di Gaeta, il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Valmontone Masups Francesco Montesano, il Vicesindaco di Artena Loris Talone, il Presidente Regionale per il Lazio Associazione Vittime civili di Guerra -Antonio Bisegna.

L’Assessore alla Cultura Maria Grazia Angelucci ha sottolineato che si è voluta “una manifestazione all’insegna della sobrietà proprio per mettere in evidenza che i fatti accaduti devono rappresentare la quotidianità della nostra esistenza” ed ha ringraziato quanti hanno permesso la realizzazione di questo semplice, ma intenso programma, ad iniziare dalle associazioni: Vittime civili di Guerra, Insieme nell’arte, Gli Amici del Teatro, La Banda Musicale “O. Francesconi”, Girasole, Gruppo Bersaglieri e le Scuole.

Valmontone-Giornata-memoria-bombardamento-25Commosso l’intervento del Sindaco Alberto Latini che ha evidenziato come la guerra porti solo distruzione e morte, ed è quindi necessario impegnarci per cercare sempre, attraverso il dialogo, la via della pace, affinchè i caduti non siano stati un inutile tributo ad una guerra ingiusta, occorre tramandare la memoria degli eventi alle generazioni future e ciascuno di noi deve impegnarsi a divenire costruttore di pace.

Per la città di Valmontone il 25 Maggio 1944 rappresenta uno dei momenti più dolorosi della propria storia, segnata in modo indelebile da morte e distruzione, con bombardamenti continui che interessarono l’intero territorio . I cittadini per sfuggire alla morte si rifugiarono nelle campagne o nei sotterranei di Palazzo Doria Pamphilj, soffrendo paura e fame, ma soprattutto il dolore per i tanti morti e feriti. Solo il 2 Giugno, con l’arrivo degli Alleati, tutto ebbe fine, ma Valmontone appariva una città distrutta, ridotta ad un cumulo di macerie.

Intensa e coinvolgente la lettura, nel silenzio della piazza, dei nomi delle vittime, così come la declamazione della poesia “Da un ricovero vicino alla stazione” di Alberico Piacentini, dedicata ad una piccola vittima innocente dei bombardamenti. Sono stati poi i bambini ad animare la cerimonia con una lirica di Ungaretti e vari aforismi contro la guerra.

A cerimonia conclusa, un altro evento ha caratterizzato la manifestazione, infatti nel cortile interno di Palazzo Dora Pamphilj è stata inaugurata la bellissima statua di “Donna con la conca e il bambino” del Maestro Piero Casentini. L’artista che lavora tra Assisi e Valmontone dove ha lo studio, ha al suo attivo una trentina di mostre, in Italia e all’estero, tra personali e collettive, l’ultima nel 2015 dal titolo “Saint Francis of Assisi” alla Galleri Svae di Oslo.

Tra i tantissimi presenti anche due testimoni di quei tragici eventi: “Zia Ilva e Zia Anna”, che, commosse ed emozionate, hanno espresso i loro complimenti all’artista che ben ha saputo esprimere, nella sua opera, le fatiche ed i patimenti delle donne valmontonesi in quegli anni tremendi.

Eledina Lorenzon

 

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