Valmontone. Commemorazione del 70° Anniversario del bombardamento. Convegni e cortei “Oltre la Memoria”

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VALMONTONE (RM) – Con due giorni di eventi e manifestazioni il Comune di Valmontone ha voluto commemorare i 70 anni dalla storica data in cui un bombardamento alleato, l’ennesimo di una lunga serie, rase al suolo il paese portando dolore e distruzione.

Ricco, nei due giorni di manifestazione, il programma allestito dall’Assessorato alla cultura che ha voluto unire momenti di approfondimento ad altri di vera e propria commemorazione. Alla mostra con le prime pagine di quei giorni, uscite sui principali quotidiani italiani e stranieri e curata dalla società editrice Annales, è seguito l’incontro dibattito con studiosi, la proiezione di testimonianze video di quei giorni e il conferimento alla Croce Rossa Italiana dell’encomio solenne.

«Sono trascorsi 150 anni – ricorda il vice sindaco e assessore alla cultura, Eleonora Mattia – da quando in Italia venne fondato il primo Comitato: era il 15 giugno 1864 e si chiamava Comitato dell’Associazione Italiana per il soccorso ai feriti ed ai malati in guerra. Sono trascorsi 150 anni da quando, il 22 agosto 1864, fu ratificata la prima Convenzione di Ginevra. Oggi la Croce Rossa Italiana è la maggiore organizzazione umanitaria del Paese per numero di soci (150mila), ma soprattutto per diversità di azioni nel campo del soccorso, della salute, dell’assistenza, e dell’integrazione sociale».

Quest’anno, per la storica ricorrenza, Valmontone ha deciso di manifestare la propria gratitudine all’associazione, che anche sui territori è costantemente impegnata a servizio della collettività, e conferirle un encomio solenne che oggi consegnamo nelle mani del presidente del Comitato regionale della Cri, Adriano De Nardis.

Valmontone: convegni e cortei “Oltre la Memoria” «Nell’ultimo conflitto mondiale – prosegue la Mattia – la nostra città subì ripetuti e duri bombardamenti, inutili, e fu rasa al suolo. Con coraggio e con la forza dei valmontonesi abbiamo superato quel triste periodo che oggi siamo qui per ricordare con una serie di iniziative che consentano a tutti i concittadini di rendersi conto del dolore e della sofferenza che abbiamo subito. A Valmontone, il 9 Maggio 1960, è stata conferita la medaglia d’argento al merito civile perché “sopportava, con impavida fierezza, numerosi bombardamenti aerei che distruggevano la maggior parte dei suoi edifici e procuravano la morte di 157 dei suoi figli migliori, mai piegando davanti all’invasore in armi, né dubitando nei migliori destini della patria».

«Oggi – prosegue il vice sindaco – che la disoccupazione giovanile dilaga sempre più, e assume toni sempre preoccupanti, dobbiamo trovare la forza dall’esperienza di coloro che tornarono in città dopo la guerra e, pur nella miseria più nera, continuarono a nutrire la speranza di un futuro migliore, perché il mondo non rimase sordo alle loro richieste e la politica rispose al loro appello disperato. E’ nostro compito, quello della politica, interessarsi concretamente ai problemi della gente, affinché ancora una volta sia la sana amministrazione della cosa pubblica ad aprirsi, a mettersi a servizio della collettività per superare definitivamente la diffidenza di chi, per colpa di alcuni pessimi esempi, continua a vederla com una casta a difesa dei propri privilegi anziché come veicolo di risoluzione dei problemi».

«Celebrare – conclude la Mattia – una ricorrenza triste come la nostra ed un anniversario così bello come quello di Croce Rossa Italiana significa unire con un unico filo conduttore quel desiderio di avere salda la Memoria del passato per costruire un futuro che sia sempre migliore, per imparare dagli errori del passato ed emulare le cose belle dell’impegno e del volontariato che hanno fatto apprezzare l’Italia in ogni angolo del pianeta. Sono orgogliosa, onorata e emozionata e voglio che iniziative come questa contribuiscano a far sì che ciò che è avvenuto a Valmontone 70 anni fa, e che ancora avviene in altre parti del mondo, non accada mai più».

«Valmontone – commenta il sindaco, Alberto Latini – non potrà mai dimenticare il dolore e la distruzione di quei giorni. Sono ricordi che ereditiamo dai nostri nonni e abbiamo l’obbligo di tramandare alle future generazioni, a testimonianza del coraggio e dell’orgoglio con cui i valmontonesi riuscirono a risollevarsi, a tornare alla vita, a far rivivere la nostra città».

Dopo mostre e convegni, ed un suggestivo concerto dell’Orchestra Filamornica di Tivoli, al termine del quale si è proceduto all’accensione del Faro della Pace e del suono della sirena. all’indomani mattina cerimonia solenne al monumento ai caduti per l’istituzione, alla presenza di autorità civili e militari, delle scuole, delle associazioni Bersaglieri, Anpi e Vittime civili delle guerre, di un gruppo di volontari e crocerossine della Croce Rossa Italiana a sfilare in corteo con la banda Otello Francesconi.

«Oggi – ha detto il vice sindaco Eleonora Mattia – con l’istituzione della Giornata delle Memoria, vogliamo far sì che questa data venga ricordata per sempre, in modo semplice ma profondamente radicato nel cuore. E’ un obbligo che abbiamo verso le nuove generazioni che vogliamo sollecitare ad avere cura e rispetto di questi 70 anni vissuti in pace che non ci devono far dimenticare cosa significhi, invece, la guerra».

Tra i momenti più coinvolgenti, di una manifestazione introdotta a Palazzo Doria dal sindaco Alberto Latini, il corteo del mattino che, dal monumento ai caduti di via Casilina, ha percorso le vie del paese con diverse tappe pregne di significato che hanno attirato l’attenzione e l’apprezzamento di tantissimi valmontonesi anche per la presenza, a Valmontone, della Croce Rossa Italiana con le ambulanze storiche, un ambulatorio mobile di 7 metri, alcuni mezzi sequestrati alle mafie (un Porsche Cayenne allestito ad auto medica).

 

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