Valmontone. Cerimonia di inaugurazione della restaurata Piazza Umberto Pilozzi. Una “cornice” degna per la Collegiata e Palazzo Doria Pamphilj
VALMONTONE – Nella serata di ieri, Domenica 7 Giugno, Valmontone e la sua comunità hanno vissuto uno di quegli eventi che rimarranno nella mente di chi vi ha partecipato e soprattutto nella storia della città.
È stata inaugurata la restaurata Piazza Umberto Pilozzi.
Considerata la fattura del restauro e le soluzioni scelte non è difficile comprendere perché si è deciso di inaugurare l’opera architettonica dopo il tramonto.
E bisogna ammettere che l’effetto scenico ha colto senz’altro nel segno.
Molte delle cose che potremmo riferire le ha dette la stessa Sindaca Veronica Bernabei e proprio al suo discorso lasciamo il compito, anche suggestivo, di raccontarvi questo importante evento.
«Autorità civili, militari e religiose, gentili ospiti, abitanti di Valmontone.
Stasera è bello ritrovarci qui, in uno dei luoghi più carichi di storia della nostra città, su cui affacciano Palazzo Doria Pamphilj e la Collegiata di Santa Maria Maggiore, che per secoli è stato il cuore di Valmontone.
Oggi, con grande orgoglio, riconsegniamo ufficialmente questa piazza alla città, la restituiamo a chi vi abita, a chi vi lavora e a chi viene da turista.
Chi conosce Valmontone sa quanto questa collina abbia sofferto durante l’ultima guerra mondiale, quando la città fu praticamente rasa al suolo e la ricostruzione divenne l’opera paziente di intere generazioni: una prova di dignità che, nel 1960, è valso alla città il riconoscimento della Medaglia d’Argento al Merito Civile.
Non è un caso che la piazza affacci sulla scalinata delle Vittime Civili di Guerra, riqualificata negli anni scorsi, e porti il nome di Umberto Pilozzi, giovane lavoratore valmontonese ucciso a venticinque anni dalla violenza fascista, nel 1924.
Restituire vita a questo luogo significa anche tenere insieme due storie — quella di chi cadde difendendo la libertà e di lavorò alla ricostruzione — per consegnarle a chi verrà dopo di noi.
Venendo ad oggi, voglio ripercorrere il cammino che ci ha portati a questa riqualificazione, perché rappresenta un modo di intendere il governo della città al quale tengo profondamente.
Tutto ha inizio nel 2021 quando, insieme al sindaco Alberto Latini, da assessore ai lavori pubblici ho seguito l’approvazione del progetto della nuova piazza. Un’opera da 800 mila euro, finanziata nel 2022 con fondi del Pnrr per la rigenerazione urbana, che – con la pazienza che le opere pubbliche impongono – arriva all’apertura del cantiere nel 2024 e stasera possiamo finalmente dichiarare conclusa.
Il fatto che un progetto nato in una stagione amministrativa giunga a compimento in quella successiva, seguito dalle stesse mani lungo tutto il percorso, è la dimostrazione pratica di ciò in cui credo: la cura del nostro centro storico è una responsabilità condivisa che attraversa i mandati e impone a tutti noi di custodirla e portarla avanti con serietà.
Questa piazza si inscrive, infatti, nel disegno più ampio di recupero dell’intero centro storico, un cammino iniziato nel 2023 con la riqualificazione della scalinata delle Vittime Civili, proseguito nel 2025 con la riapertura della Via Nuova e giunto oggi al suo naturale punto di arrivo con Piazza Umberto Pilozzi.
Negli stessi anni il centro storico si è arricchito di nuova vita. Nel Palazzo Doria Pamphilj è nato l’Auditorium intitolato ad Alberto Luconi; negli spazi del vecchio ospedale ha preso forma la Casa della Comunità, già in parte attiva e destinata a trovare pieno compimento con l’Ospedale di Comunità, il cui ritorno ha per Valmontone un valore inestimabile; e sempre nel Palazzo troverà presto casa il nuovo Centro per l’Impiego.
Sono funzioni e persone che tornano ad animare un centro che, nel frattempo, ritrova la sua bellezza con lo sguardo che è già rivolto a ciò che verrà: dal nuovo parcheggio di Piazza Santo Stefano, collegato da un ascensore agli oltre quaranta posti auto della Via Nuova, alla riqualificazione di Via Porta Romana.
Un’opera come questa si realizza solo con un perfetto lavoro di squadra. Il mio ringraziamento più sentito, quindi, va a quanti l’hanno resa possibile: dallo studio dell’architetto Roberto Pinci, che l’ha disegnata e seguita in ogni sua fase, alla ditta esecutrice, che l’ha condotta a termine con competenza e dedizione. Un grazie altrettanto sincero all’Ufficio Lavori Pubblici del Comune di Valmontone, per l’impegno quotidiano e silenzioso con cui ha accompagnato il percorso, e a tutti i parroci che sono qui stasera (benedizione a cura di don Paolo).
Un pensiero del tutto particolare lo rivolgo ai residenti e alle attività commerciali della zona, che hanno avuto la pazienza di convivere con un cantiere, in cui non sono mancati dei ritardi, e di attendere che questa piazza, che è soprattutto la loro, venisse conclusa.
Uno dei temi più dibattuti, in questi mesi, è stato quello delle auto. Nei lavori di riqualificazione di Piazza Pilozzi sono stati eliminati i parcheggi che c’erano prima. Si tratta di una prescrizione imposta dalla Soprintendenza, che ha dato indicazioni precise sulla progettazione, che – di fronte al risultato finale – mi sento di condividere. Noi crediamo che il centro storico di Valmontone non abbia nulla da invidiare a quello di molti altri comuni, non solo del Lazio, che creano una propria vocazione turistica partendo dalla fruibilità delle piazze centrali e dei propri siti di interesse storico e culturale.
E’ vero che sono stati sacrificati alcuni posti auto ma è anche vero che in parte sono stati già recuperati con quelli della via Nuova mentre altri 20 verranno recuperati, a breve, con i lavori a Piazza del Pero. Senza contare, come dicevo poco fa, che è in corso di realizzazione il nuovo parcheggio di Piazza Santo Stefano, che si collega direttamente al centro storico. Sono convinta che molto presto impareremo tutti a vivere questo spazio nel modo migliore.
Piazza Pilozzi, sovrastata da Palazzo Doria Pamphilj e dalla Chiesa della Collegiata, è diventata un vero salotto urbano, un luogo d’incontro pensato per i più giovani e per chiunque venga a trovarci. Un posto in cui immergersi e da cui guardare lontano.
Nelle sere che verranno queste pietre conosceranno le voci dei ragazzi, i passi di chi rientra a casa, genitori che passeggiano in tranquillità con i propri figli, donne e uomini seduti nei tavolini all’aperto. Perché una piazza esiste davvero solo quando si riempie della vita di chi la abita e la frequenta. Oggi la riconsegniamo a voi con l’augurio che venga vissuta al meglio e, me lo auspico di vero cuore, che venga preservata e custodita da ciascuno di noi.
Grazie a tutti».
Veronica Bernabei
Sindaco di Valmontone


























