Roma | Artena. Omicidio Willy Monteiro Duarte. Appello Ter. Dopo quello per Marco Bianchi, ergastolo anche per il fratello Gabriele
ROMA | ARTENA – La Corte d’Assise d’Appello di Roma ha condannato all’ergastolo Gabriele Bianchi, l’ultimo degli imputati a dover rispondere del brutale omicidio di Willy Monteiro Duarte.
La sentenza, arrivata ieri Lunedì 8 Giugno, ha accolto le richieste della Procura, cancellando le attenuanti generiche che in passato avevano ridotto la sua pena, e ha chiuso un capitolo fondamentale di una delle pagine più dolorose della cronaca italiana degli ultimi anni.
Un gesto eroico e una violenza inaudita
Era la notte tra il 5 e il 6 Settembre 2020 quando Willy Monteiro Duarte, un ragazzo di Paliano di appena 21 anni, perse la vita a Colleferro, in un luogo dove ora sorge una piazza a lui intitolata.
Quella notte, il giovane, che sognava di diventare cuoco, aveva tentato di difendere un amico coinvolto in una lite, dimostrando un altruismo che gli è costato la vita.
Il suo gesto è stato riconosciuto a livello nazionale con la Medaglia d’Oro al Valore Civile conferita alla memoria dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La dinamica dell’aggressione fu agghiacciante. Ci hanno scritto libri e fatto film.
Secondo quanto appurato dalla Giustizia furono i fratelli Gabriele e Marco Bianchi e altri due complici, Francesco Belleggia e Mario Pincarelli ad accanirsi sul giovane capoverdiano.
In meno di un minuto, il giovane subì danni irreparabili agli organi interni e, nonostante il trasporto in ospedale, morì poco dopo.
Il percorso della giustizia è stato lungo e complesso. E non è ancora finito.
In primo grado, entrambi i fratelli Bianchi erano stati condannati all’ergastolo.
Pochi mesi dopo, però, un primo procedimento d’Appello aveva riconosciuto le attenuanti generiche, riducendo la pena sia per Marco che per Gabriele a 24 anni.
Una decisione che aveva scosso l’opinione pubblica e che la Procura non aveva mai accettato.
La Corte di Cassazione, intervenendo, ha avviato una serie di rinvii che hanno portato a un secondo Appello (Appello Bis) dove, nel novembre del 2025, era stato già riconosciuto l’ergastolo per il fratello Marco Bianchi, mentre per Gabriele la pena era stata fissata a 28 anni.
Le attenuanti concesse a Gabriele sono finite nuovamente al vaglio della Cassazione, che lo scorso novembre ha disposto un terzo processo d’Appello (Appello Ter) per rivedere il caso.
I giudici della Suprema Corte hanno sottolineato come dai due fratelli non fosse emerso “nessun segno di ravvedimento” durante il lungo iter processuale e anzi avessero tenuto un “comportamento processuale, alieno da forme di ravvedimento”.
Ieri, la Seconda Corte d’Assise d’Appello di Roma, accogliendo le richieste del Pm Francesco Brando e del Pg Carlo La speranza, ha scritto la parola fine su questa parte del processo: condanna all’ergastolo anche per Gabriele Bianchi.
La decisione, che segue di pochi mesi quella del fratello Marco, rende ormai definitiva la pena per entrambi i fratelli.
Le scuse
In aula, prima della lettura della sentenza, Gabriele Bianchi ha rotto il silenzio: «Voglio presentare le mie scuse alla famiglia di Willy, per quanto accaduto. Il dolore di questa storia lo porto dentro di me da sei anni. Non sono più quel ragazzo che sei anni fa ha varcato le porte del carcere. Sono padre e ho un bimbo di 6 anni che vedo crescere nelle salette dei colloqui. Insieme facciamo progetti e speriamo in un futuro migliore, ciò anche grazie all’aiuto della famiglia di mia moglie che mi sostiene e crede nella mia innocenza».
Ha affermato di essere diventato padre e di sognare un futuro migliore, pur senza chiedere esplicitamente la grazia.
Nonostante la severità della pena, i giudici hanno comunque concesso a Gabriele Bianchi la possibilità di accedere all’istituto della giustizia riparativa.
Se la famiglia di Willy accetterà, potrà incontrarlo in un percorso di confronto e responsabilizzazione; altrimenti, l’imputato potrà comunque intraprendere un percorso alternativo a fini risocializzanti.
Le altre condanne restano ormai definitive: ergastolo per Marco Bianchi, 23 anni di reclusione per Francesco Belleggia e 21 anni per Mario Pincarelli.
I legali di Gabriele Bianchi hanno già annunciato l’intenzione di presentare ricorso in Cassazione.








