Valmontone. A Palazzo Doria Pamphilj presentato il catalogo “Microcosmo. Visioni di paesaggi contemporanei dal mondo”
VALMONTONE (Eledina Lorenzon) – È stato presentato nel pomeriggio di Sabato 2 Aprile, nella Sala dell’Aria di Palazzo Doria Pamphilj a Valmontone, il Catalogo della mostra “Microcosmo. Visioni di paesaggi contemporanei dal mondo” a cura di Monica Di Gregorio e Antonio Trimani, pubblicato da Edizioni Articolo 9, per “I taccuini del museumgrandtour”.
Oltre ai contributi dei due curatori, il catalogo raccoglie testi di Carmelo Cipriani, Massimo Scaringella e Jozef Cseres, con un’ampia panoramica sulle diverse modalità di approccio al tema in relazione alle singole esperienze e personalità degli artisti ospitati nella mostra.
Il ricco corredo fotografico che costituisce la seconda parte del catalogo documenta in maniera organica l’allestimento espositivo, da cui emerge con forza l’armoniosa integrazione tra lo spazio affrescato e le opere, numerose delle quali pensate ad hoc per gli ambienti di Valmontone.
La pubblicazione fa parte della collana “Visioni di paesaggio tra arte scienza e letteratura”, un progetto diffuso che ha visto protagoniste ben 14 sedi museali del Territorio dei Castelli Romani e dei Monti Prenestini ed è stato realizzato nel corso dell’anno 219 grazie ad un finanziamento della Legge Regionale 23/10/2009 n. 26 – Avviso pubblico “La Cultura fa sistema”.
Come ha ben sottolineato la Curatrice e Coordinatrice del Comitato Scientifico “Museumgrantour” Monica Di Gregorio: «Oggi siamo qui tra amici ed artisti protagonisti di questa meravigliosa avventura che è stata “Microcrosmo”, per presentare, anche se in ritardo, il catalogo di una mostra che ha incontrato grande favore di critica e pubblico».
Allestita nelle splendide stanze di Palazzo Doria Pamphilj di Valmontone dal 16 Febbraio al 31 Marzo 2019, la mostra ha affrontato il tema del paesaggio che ben è inserito nelle sale della secentesca dimora, dove Camillo Pamphilj ed il suo Committente concepisce le configurazioni delle volte come una sorta di riproduzione di microcosmo, di mondo in piccolo, rappresentato dalle allegorie dei quattro elementi e soprattutto delle allegorie dei continenti, le quattro parti del mondo allora note. In questa location quaranta artisti italiani e stranieri sono stati invitati a confrontarsi in una lettura contemporanea del paesaggio, in relazione ed in continuo dialogo con lo scenario storicizzato quale è il microcosmo di Valmontone.
Nel prendere la parola l’Ass. Matteo Leone, dopo aver portato i saluti del Sindaco, ha ricordato come la mostra “Microcosmo” sia stato il primo grande evento culturale sotto il suo assessorato e quindi come l’emozione sia ancora tangibile.
Microcosmo per Valmontone ha rappresentato una tappa importante e dimostrato come la città sia pronta ad accogliere eventi di nicchia così come di grande richiamo.
Ha poi evidenziato come ospitare quaranta artisti e settanta opere provenienti da tutto il mondo che hanno dialogano insieme all’interno di un palazzo storico che comunque porta ancora i segni di un conflitto bellico, abbia rappresentato un grande messaggio di integrazione, considerando quello che sta succedendo oggi ai confini dell’Europa. «L’arte e la cultura – ha poi proseguito – debbono sempre farsi testimoni di integrazione, di pace e di condivisione».
Alla Prof.ssa Francesca Gallo, docente dell’Arte Contemporanea dell’Università “La Sapienza” di Roma, è spettato il compito di illustrare il Catalogo e l’importanza del processo dialettico tra “paesaggio ospitante” e “paesaggio ospitato”. Ha evidenziato come il progetto sia il frutto di una sinergia costruttiva che si è venuta a creare tra Curatori ed Amministratori, riuscendo a fare sistema in territori che possono essere considerati “periferici”.
È indubbio che il successo della mostra è derivato da una costruita interazione tra opere contemporanee capaci di dialogare con l’ambiente storico ove sono state collocate. Un riuscito tentativo di unire sia il visitatore amante del classico che quello più vicino all’arte contemporanea, un mix sicuramente vincente.
Il critico Carmelo Cipriani, che nel catalogo ha curato il testo relativo alle opere degli artisti italiani, evidenziando come «la mostra ha rappresentato per il visitatore un risultato olistico che nella complessità d’insieme supera la pregnanza speculativa di ciascuna opera.
Materiali e territori si inseguono e si plasmano a vicenda visualizzando il lato migliore della globalizzazione, quello dell’incontro, che si avvicina senza omologare, rivela senza snaturare. Artisti di provenienza e cultura diverse si raccolgono in un corale raffronto, in una meditazione collettiva benché sempre condotta individualmente e con propri mezzi espressivi».
Il grande merito è stato quello di non seguire il metodo, oggi molto comune, di creare un dialogo tra opere attuali ed opere classiche, ma di permettere all’arte contemporanea, pur esposta in una cornice classica , di presentarsi “come un viaggio tra le intuizioni, le memorie segrete, i processi mentali dei protagonisti” Alcune opere hanno dato delle visioni paesaggistiche, seppur chiaramente reinterpretate, mentre in altre a prendere il sopravvento sul panorama fisico e reale, è stato il paesaggio interiore.
La mostra “si è configurata nel suo essere una visione d’insieme, un attraversamento a più livelli, soprattutto un insieme di dialoghi”.
Il curatore ed Artista Antonio Trimani, visibilmente emozionato, ha fatto presente il grande lavoro che la mostra ha richiesto e la cui riuscita si è potuta realizzare grazie alla disponibilità dei tutti i protagonisti e dell’Ass. Cornelia che ha curato l’accoglienza dei visitatori e le visite guidate.
Un ringraziamento particolare ha voluto esprimere alla Direttrice dell’Accademia delle Belle Arti di Frosinone Loredana Rea e a tutti gli studenti che, con grande passione ed impegno, hanno partecipato all’allestimento .
«La mostra, ha quindi proseguito, è stata realizzata con estrema leggerezza , con il desiderio di coinvolgere gli artisti creando momenti di grande intensità in primis con i curatori e poi con il pubblico. Il successo, non scontato, sia dal punto della vista della critica che dell’affluenza dei visitatori, ha dimostrato come l’evento, pur costituito da personalità diverse, sia riuscito a suggerire un’idea esaustiva dell’arte del nostro tempo, non rinunciando ad un dialogo con il passato».
Palazzo Doria Pamphilj è un luogo straordinario per allestire mostre di alto valore artistico e ci auguriamo tutti che questo evento non rimanga una piccola parentesi, ma sia l’inizio di un percorso di sviluppo a favore dell’arte in tutte le sue forme.
Il catalogo è un piccolo segno, il testimone alla fine di un percorso che non si chiude qui, la mostra sarà infatti riproposta, nella sua quasi totalità, presso il Kunsthalle di Brno (Repubblica Ceca).
(Il Catalogo è consultabile on line sul sito www.museumgrandtour.com)





























