16 Maggio 2026
Città Metropolitana di Roma

Unicoop Tirreno decide la dismissione di 8 punti vendita compreso quello di Colleferro. Sciopero dei lavoratori

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COLLEFERRO I lavoratori del supermercato IperCoop di Colleferro hanno dichiarato lo stato di agitazione e stanno presidiando il luogo di lavoro raccogliendo firme per scongiurare la cessione del punto vendita.

Il punto vendita di Colleferro, insieme ai due di Pomezia ed a quelli di Fiuggi, Velletri, Aprilia, Genzano e Frosinone sono destinati ad essere ceduti.
La notizia è giunta ai lavoratori (270 in totale) direttamente attraverso gli organi di stampa.

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Era nell’aria ormai da diversi mesi la notizia che Unicoop Tirreno – la cooperativa dalla quale dipendono i supermercati Coop di Lazio, Toscana, e della Provincia di Terni – non navigasse in acque calme.
Già sul finire dello scorso anno, quando andavano evidenziandosi problematiche perdite nette in seno al bilancio 2017, si parlava di:
• chiusure (12) e cessioni (8) di punti vendita (tra le quali 6 chiusure e 4 cessioni in Toscana, le rimanenti fuori regione);
• esuberi di personale (481 a tempo pieno – pari ad oltre 600 dipendenti part time – dei quali: 160 in sede centrale, 95 nei negozi che rimarranno Coop, 116 nei negozi da vendere e 110 in quelli da chiudere);
• annullamento del contratto integrativo.
Evidentemente a nulla era servito il proposito di prendere ossigeno finanziario (21,2mln di euro) dal “matrimonio” con Coop Alleanza 3.0 già nel 2016. Così come per quelli della Campania – rilevatisi un “bagno di sangue” economico-finanziario per Unicoop Tirreno – non deve essere andato meglio il proseguo dell’impresa anche per gli altri punti vendita del Lazio.
E così bisognava attendere di arrivare a settembre, a vacanze fatte, per l’annuncio “ufficiale” da parte di Unicoop Tirreno della cessione di 8 negozi laziali a sud di Roma e della volontà di ridiscutere con i sindacati i termini del contratto integrativo aziendale.

Giulio Calamita SindacoGiulio Calamita Sindaco

Non convince i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs il nuovo piano industriale annunciato da Unicoop Tirreno, la cooperativa di consumatori del sistema Coop presente in Toscana, Lazio, Umbria e Campania con oltre 110 punti vendita e circa 5mila dipendenti. Le tre sigle, impegnate al tavolo Mise attivato sulla chiusura dell’Ipercoop di Avellino Distribuzione Centro Sud (controllata da Coop Allenza 3.0), hanno intanto proclamato lo stato di agitazione, stigmatizzando in particolare l’annunciata cessione di 8 punti vendita del Sud del Lazio a Pomezia, Fiuggi, Velletri, Aprilia, Genzano, Colleferro, Frosinone nei quali sono occupati complessivamente circa 270 dipendenti e il superamento della contrattazione integrativa e del patto occupazionale siglato nel 2017 con l’ulteriore flessibilità dell’organizzazione del lavoro e le inevitabili ripercussioni sul taglio delle ore lavorate e delle retribuzioni. I sindacati denunciano anche i diversi tentativi avviati da Unicoop Tirreno di cedere in franchising dei negozi «tentativi che hanno solo prodotto contenziosi legali» e di terziarizzare i reparti pescheria «danneggiando l’immagine della cooperativa e facendo perdere i clienti» oltre alla «folle ristrutturazione del supermercato di Colleferro trasformato in Ipercoop e infine «l’abbandono del territorio e la scarsa capacità imprenditoriale che viene scaricata tutta sui lavoratori».

Per Alessio Di Labio, Vincenzo Dell’Orefice e Paolo Andreani di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs «la stretta sul lavoro non può essere in alcun modo condivisa» e «le misure individuate da Unicoop Tirreno per il risanamento aziendale, oltre che inique perché colpiscono unicamente il costo del lavoro, sono del tutto sproporzionate e decontestualizzate tenuto anche conto che la direzione della cooperativa nulla ha riferito per intervenire su altre componenti dei costi di struttura.

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«Una vera e propria ritirata che mette a rischio centinaia di posti di lavoro – dichiara Francesco Iacovone, dell’esecutivo nazionale Cobas – e cerca di comprimere salari già bassi. I lavoratori della Coop di Colleferro rompono gli indugi e questa occupazione, nel cuore della democrazia della cooperativa, lancia lo sciopero e la grande manifestazione che si terrà il prossimo 26 settembre al Ministero dello Sviluppo Economico, sotto le finestre di Luigi Di Maio »
«Un film già visto in Campania, dal finale purtroppo scontato – prosegue il rappresentante Cobas – e a pagare la crisi perenne, generata dalla dirigenza, sono sempre e solo i lavoratori. Togliere posti di lavoro o impoverire famiglie del Sud pontino e del frusinate, piuttosto che dei Castelli Romani, significa lasciarle scivolare velocemente sotto la soglia di povertà. Per non parlare dell’indotto e dei riflessi che questo porterà nella sede di Vignale Riotorto, sempre più sovradimensionata in relazione alle unità produttive.»
«Ora come allora lotteremo contro questa ennesima mattanza occupazionale, al fianco di chi la Coop la fa tutti i giorni. Al fianco dei lavoratori.»