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Tassista violentata a Roma. L’aggressore reo confesso è Simone Borgese. Catturato dalla Polizia grazie al cellulare

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Simone Borghese reo confesso dell’aggressione alla tassista romana

Simone Borgese reo confesso dell’aggressione alla tassista romana

ROMAÈ stato inseguito, braccato ed infine catturato l’autore dell’aggressione, con violenza sessuale e rapina, alla tassista 43enne della Cooperativa Taxi 3570.

Si tratta di Simone Borgese, 30enne romano, cameriere a chiamata con precedenti per furto di carburante, divorziato e padre di una bambina di 7 anni.

La cattura
Dopo una serie di indagini della Polizia, coordinate dalla Procura e supportate da attività tecniche, sopralluoghi, analisi delle rapine e dei furti ai danni dei tassisti e, in particolare, di quelli avvenuti nella zona della violenza, nella giornata di Sabato 9 Maggio era stato diffuso l’identikit dell’aggressore, elaborato dal gabinetto di Polizia Scientifica.

In seguito alla diffusione dell’identikit sono giunte alla Polizia diverse segnalazioni, tra le quali quella di un tassista che ha raccontato di aver accompagnato un cliente, somigliante a quello dell’identikit, in una delle strade limitrofe a via Pescina Gagliarda.
In quell’occasione il cliente non gli aveva pagato la corsa, e per questo motivo si era fatto lasciare il suo numero di cellulare.

Quel numero di cellulare ha incastrato l’aggressore. Infatti dopo esser stato messo sotto controllo a “celle incrociate”, ben presto gli agenti sono stati in condizione di raggiungerlo e catturarlo in via Pineta Sacchetti, all’angolo con via Alciato, dove l’uomo ha fatto un ultimo tentativo di fuga, ma è stato bloccato e condotto in Questura.

Il Borgese, in presenza dell’avvocato, è stato ascoltato, per circa quattro ore, dal Pubblico Ministero Eugenio Albamonte, al quale ha confessato quanto commesso con dovizia di particolari e giustificando il tutto in quanto in preda ad un raptus.

La ricostruzione
Il Borgese stava aspettando l’autobus su Via Aurelia quando, stanco dell’attesa, ha deciso di fermare quel taxi alla cui guida c’era la sfortunata 43enne.
L’uomo è salito a bordo ed ha chiesto di essere condotto all’indirizzo di casa sua.
In prossimità dell’arrivo a destinazione l’aggressore, seduto sul divano posteriore dell’auto, si è sporto in avanti “per guardare il tassametro”, ed a quel punto – secondo quanto da lui stesso dichiarato – sarebbe scattato il “raptus”.
Ha colpito la donna, ha scavalcato il sedile e l’ha costretta ad un rapporto orale; si è impossessato del denaro contante della tassista(una settantina di euro) per poi fuggire e dileguarsi a piedi.

A seguito della confessione l’uomo è stato sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria, formalmente indiziato di delitto, da parte degli agenti della “IV Sezione Reati sessuali e in danno di minori” della Squadra Mobile.
Ora si trova nel carcere di Rebibbia e per dopodomani, Mercoledì 13 Maggio, è previsto l’interrogatorio di garanzia.
Nel frattempo sono già stati richiesti alla Polizia Scientifica gli esami del dna e di prelievi salivari effettuati nell’immediato.

Se dal canto suo l’uomo ha ammesso le proprie responsabilità, a suo carico sarebbero comunque risultate determinanti il riconoscimento (in una foto) da parte della vittima nonché il ritrovamento (nel corso di una perquisizione domiciliare) degli abiti indossati al momento dell’aggressione.

[AGGIORNAMENTO]

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