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Sigilli all’ex discarica di Via Le Lame a Frosinone. Quattro persone indagate per «avvelenamento delle falde acquifere»…

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FROSINONENella tarda mattinata di oggi i militari della Compagnia dei Carabinieri di Frosinone agli ordini del Cap. Antonio Lombardi, hanno posto sotto sequestro preventivo l’area della ex discarica di via Le Lame a Frosinone. Come “effetto collaterale” del provvedimento vi sono anche quattro persone indagate per avvelenamento colposo delle falde acquifere.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Frosinone a seguito delle indagini svolte dalla Polizia Giudiziaria e soprattutto in considerazione degli esiti delle analisi svolte da Arpa Lazio e degli approfonditi accertamenti tecnici svolti dai consulenti nominati dalla Procura.
Nel mirino degli inquirenti vi è la mancata bonifica dell’area dopo la chiusura della discarica con la conseguente penetrazione nel terreno del percolato che è giunto fino ad inquinare le falde acquifere sottostanti.

La discarica è stata ora affidata in custodia al Sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani al fine della realizzazione delle necessarie procedure di bonifica del sito.

Secondo gli inquirenti (qui il Comunicato stampa del Procuratore della Repubblica di Frosinone dr. Giuseppe De Falco •>) «in dipendenza della gestione della discarica in difetto di adeguate soluzioni e cautele di ordine tecnico, dell’attuazione di interventi di messa in sicurezza insufficienti e comunque non collaudati e dell’omessa attivazione delle indispensabili operazioni di bonifica del sito, è stato consentito e comunque non impedito che il percolato della discarica raggiungesse la falda acquifera sottostante inquinandola con l’apporto di minerali pesanti (in particolare alluminio, ferro, manganese, bario, nichel e piombo) in quantità notevolmente superiori ai valori definiti nelle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) normativamente previsti per le acque sotterranee, così determinando l’avvelenamento delle predette acque, potenzialmente destinabili in via diretta od indiretta al consumo umano».

Già oltre un anno fa, lo stesso Sindaco Nicola Ottaviani portò in Consiglio Comunale una delibera (che fu approvata all’unanimità) con la quale si faceva riferimento alla valutazione di proposte per procedere alla bonifica dell’ex discarica di via Le Lame.
Allora il sito era gestito da una società che si occupava di asportare il percolato raccolto in appositi pozzi. La proposta del Sindaco era quella di eliminare i rifiuti, che ammontano a circa 650mila tonnellate.

Nel comunicato stampa diffuso dall’Amministrazione comunale di Frosinone il 12 Novembre del 2013 si leggeva: «In Italia, infatti, le vecchie discariche esaurite di rifiuti, come quella di via Le Lame, costituiscono una delle tipologie più diffuse di suoli potenzialmente contaminati. Un metodo di intervento di bonifica per sanare queste situazioni potrebbe consistere in una rimozione globale dei rifiuti stoccati ed un loro successivo trattamento, con modalità di selezione essenzialmente meccaniche al fine di avviarli a forme di smaltimento controllate e di recupero-valorizzazione. In questi modo si potrebbero centrare vari obiettivi: salvaguardare l’ambiente dove insiste la discarica potenzialmente compromesso da contaminazione dell’area; recuperare risorse finanziarie per mezzo della valorizzazione dei materiali recuperabili o riciclabili; recuperare energia dai rifiuti; mettere in sicurezza e riqualificare il sito per successive altre destinazioni d’uso; creare nuovi modelli economici con lo sviluppo di progetti lavorativi.
Sulla base di simili esperienze in altri contesti – concludeva il comunicato -, si tenterà di coinvolgere, quindi, mediante apposito bando pubblico, soggetti privati che si assumeranno i costi totali e che godranno dei benefici dell’operazione».

Successivamente, un’ordinanza del Comune di Frosinone emessa nel marzo di quest’anno «ha interdetto il prelievo e l’uso delle acque sotterranee per un raggio di 200 metri rispetto al piezometro denominato “S6” nella fascia di terreno potenzialmente contaminata compresa fra la discarica di via Le Lame e il fiume Sacco che ricade nel territorio comunale».

L’ultima “comunicazione ufficiale” dell’Amministrazione comunale di Frosinone, riguardante l’ex discarica di Via Le Lame risale allo scorso 5 Settembre: «Non si è tenuto il tavolo tecnico sulla ex discarica “Le Lame” previsto per Venerdì 5 Settembre per indisponibilità del rappresentante regionale. Il tavolo tecnico è stato concordato fra Comune, Regione e Provincia, con la partecipazione di Arpa, per la definizione dei procedimenti relativi alla ex discarica “Le Lame” finanziati con l’Accordo di Programma Quadro 8 e con l’Accordo di Programma Quadro 8 Integrativo».

Oggi è arrivato il provvedimento giudiziario…

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