Segni. Torna l’incubo del cinipide galligeno del castagno. Tutte le iniziative attivate dall’Amministrazione comunale

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SEGNI – Torna purtroppo a ripresentarsi l’annoso problema del Cinipide Galligeno del castagno. Ne è stata infatti segnalata la presenza già nella prima fioritura e torna così l’incubo di questo insetto parassidoite che in tempi relativamente recenti ha già devastato i castagneti del nostro territorio.

Nel comunicato che segue, le dichiarazioni del Sindaco di Segni Cascioli.

«Le nostre attività economiche, già duramente colpite dalla pandemia del Covid 19, devono ora fare i conti, ancora una volta, anche con questo vecchio e dannoso problema che si credeva essere stato debellato.
Siamo molto preoccupati.

Ho avuto in mattinata contatti con l’Istituto Fitosanitario dell’Università di Torino, con cui si avevamo già collaborato in precedenza con una fornitura del Torymus Sinensis, l’insetto antagonista proprio del Cinipide.

Ho sentito in mattinata anche la Prof.ssa Ferracini, docente presso l’Ateneo piemontese, la quale mi ha riferito che per questa stagione, purtroppo c’è poco da fare, se non sperare che non vi sia un abbattimento drastico della produzione prevista nei prossimi mesi.
Per la prossima stagione si potrebbero apportare misure di contenimento con nuovi lanci del Torymus Sinensis.

Abbiamo chiesto, insieme agli altri sindaci del territorio, – ha puntualizzato Piero Cascioli – un incontro con l’assessorato predisposto in Regione mentre, proprio questa mattina ho risentito anche l’Assessore all’Agricoltura della Regione Lazio, Enrica Onorati, per valutare la possibilità di apportare incisive misure di contrasto che possano, quanto meno, ridurre gli effetti negativi di questo insetto parassidoite.

Anche con la XVIII Comunità Montana stiamo organizzando delle iniziative in merito.

Nei prossimi giorni, – ha concluso il Sindaco di Segni Piero Cascioli – conto di fare un incontro con i produttori locali per valutare insieme, intanto, se la presenza dell’insetto sia generalizzata su tutte le zone coltivate a castagno e con quale intensità».

 

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