Segni. Nell’ambito della rassegna “Radure: teatro, musica e cultura sui Monti Lepini” protagonista il teatro con l’“Iliade” e “Novecento”

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SEGNI  (Eledina Lorenzon) – È in corso la seconda edizione di “Radure: Spazi culturali lungo la Via Francigena del Sud”, la rassegna organizzata per la valorizzazione del patrimonio culturale del sistema territoriale dei Monti Lepini a cura dei Comuni di Priverno, Segni, Maenza, Norma e Sezze, in collaborazione con l’Atcl (Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio) e Compagnia dei Lepini.

Il tema di quest’anno riguarda i luoghi della cultura attraversati dal cammino spirituale della Via Francigena del Sud, con spettacoli in presenza, di grande interesse ed impatto emotivo per valorizzare ed esaltare il patrimonio dei Monti Lepini.

Dopo gli spettacoli al Parco Archeologico Privernum ed all’Abbazia di Fossanova, l’appuntamento era a Segni, nella splendida ambientazione della Cisterna Romana, dove Venerdi 7 Agosto è andato in scena il reading “Omero, Iliade”, tratto dall’omonimo libro di Alessandro Baricco con la consulenza della traduttrice Maria Grazia Ciani, con Massimo Wertmuller e Anna Ferruzzo. Musiche originali eseguite dal M° Pino Cangialosi.

Tre uomini tra i personaggi omerici quali Demodoco, Antiloco e Priamo, e tre donne, come Criseide, Elena e Andromaca, raccontano le loro storie con voce vicinissima alla nostra, la loro storia di passioni e di sangue, la loro grande guerra, la loro grande avventura, ma anche le loro debolezze, le loro forze, i sentimenti e le paure rendendoli così vicini a noi, costretti a combattere, anche se in fondo ai loro cuori alberga un desiderio inespresso di pace.

Un grande progetto di rilettura del poema antico dove si narra «la commozione dell’astuto Ulisse nell’ascoltare la storia dello stratagemma del cavallo dall’aedo Demodoco; la dignità di Crise nel non voler essere considerata solo come un bottino di guerra; la ferocia di Achille dopo il tradimento di Agamennone; la codardìa di Paride durante il duello con Menelao e lo sdegno di Elena; le paure e le ansie di Antiloco; gli affanni di Andromaca; la pietà cercata da Priamo e la fermezza di Ecuba».

Fantastici gli attori in scena, calorosamente applauditi da un pubblico attento e partecipe, da Massimo Wetmuller appassionato interprete, capace di far rivivere, complice la stupenda scenografia naturale, il fascino e la forza del poema omerico ad Anna Ferruzzo, delicata, accorata e vibrante nel dar voce alle eroine del poema, troppo spesso condannate al dolore e alla sofferenza da un destino infausto, ma capaci di reagire e far fronte alle tante prove che la vita presenta.

A salutare e ringraziare gli artisti erano presenti rappresentanti dell’Amministrazione comunale e della Compagnia dei Lepini.

Domenica 9 ad andare in scena – nella splendida cornice del sagrato della Chiesa di San Pietro – è stato uno spettacolo che da decenni non smette di affascinare il pubblico: “Novecento” scritto nel 1994 da Alessandro Baricco da cui Giuseppe Tornatore trasse il suo capolavoro “La leggenda del pianista sull’oceano”.

Bravissimo l’attore Giancarlo Loffarelli, interprete e regista, che con grande pathos ha raccontato la singolare storia di Danny Boodman T. D. Lemon Novecento, abbandonato in fasce sul pianoforte a coda della prima classe sul Virginian, nave che faceva la spola tra Europa ed America con il suo carico di miliardarie di povera gente in cerca di un futuro migliore.
Allevato dai marinai della nave, già a otto anni la musica diventa il suo mondo imparando ben presto a suonare gli ottantotto tasti del pianoforte con grande bravura.

La sua vita sarà la sua casa, il suo tutto e mai troverà il coraggio di toccare terra, ci proverà una volta, ma al secondo scalino di fronte alla maestosità della città e della moltitudine si persone, si girerà e tornerà per sempre a bordo… la nave è stata la sua casa ed infine la sua tomba! A rendere ancora più suggestiva la piéce, la colonna sonora in cui erano presenti alcuni brani scritti da Ennio Morricone per il film di Tornatore. Luci di Fabio Di Lenola, audio a cura di Armando Di Lenola.

Novanta minuti, tanto è stata la durata del monologo, che hanno tenuto il pubblico, accorso numeroso nel rispetto delle norme di distanziamento per il Covid19, con il fiato sospeso in un silenzio quasi surreale, affascinato e commosso che ha lungamente applaudito, a fine spettacolo, Giancarlo Loffarelli, che ha dato una vera e propria prova d’attore.

La rassegna proseguirà per tutto il mese di Agosto con spettacoli a Maenza, Norma e Sezze.

 

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