Segni. Nella Giornata della Memoria presentato all’Itcg P.L. Nervi il libro “È inutile più sperare”

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SEGNI (Eledina Lorenzon) – È stata celebrata, nella giornata di Martedi 29 Gennaio, presso l’Istituto d’Istruzione Superiore “Via Gramsci”, Valmontone – Itcg P.L. Nervi di Segni la Giornata della Memoria “per non dimenticare”.

Nell’Aula Magna, gremita di studenti, erano presenti la Dirigente Scolastica Prof.ssa Patrizia Fiaschetti, il Sindaco di Segni Piero Cascioli, l’Ass. all’Istruzione Cesare Mentuccia, l’Ass. alle Politiche Giovanili Silvia Pucello, i Consiglieri Stefano Biancone e Bruno Recchia, la Dirigente Scolastica I.S.I.S.S. – Sezze Prof.ssa Anna Giorgi, il Prof. Giancarlo Onorati ed il Presidente La Compagnia dei Lepini Quirino Briganti.

La giornata della memoria è stata dedicata alla presentazione del libro: “È inutile più sperare”, un’opera frutto dell’impegno e della passione di studenti dell’Istituto De Magistris di Sezze: Giulia De Angelis, Marco Di Prospero, Gaia Venditti, Caterina Vitelli, Diano Zoiti coordinati da Giancarlo Onorati.
La pubblicazione del libro è stata curata dall’Associazione culturale onlus “Centro Studi Storici sul Lazio Meridionale – Semata”, nata recentemente proprio con l’intento di promuovere la ricerca storica e l’attività editoriale sul territorio del Lazio Meridionale.

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Coinvolgente e di grande impatto emotivo è stato l’intervento della Prof.ssa Fiaschetti che, dopo aver illustrato le fasi che portarono all’orrore della Shoah, ha sottolineato come Auschwitz sia stato senza dubbio un’industria di morte, di massacro e di orrore e non vi siano altri modi di definirla e ciò che ci sembra così folle in realtà in un attimo, con modalità sicuramente diverse, potrebbe ritornare perché l’odio e la paura sono motori molto potenti, ed in un momento storico come il nostro, dovremmo soffermarci a riflettere.
Ha poi concluso evidenziando come la giornata della memoria non serva solo a commemorare quei milioni di persone uccise crudelmente ottant’anni fa, ma ricordare “che ogni giorno esistono tante piccole discriminazioni che avvengono, anche tra di noi, verso ciò o chi ci sembra diverso da noi.

Il Sindaco di Segni ha dedicato il suo intervento a ricordare in breve la storia del popolo ebraico e le ingiuste accuse che da sempre gli sono rivolte, anche ai nostri giorni, sia per ragioni religiose che politiche, concludendo che è dovere morale, civile, politico, quello di celebrare la “giornata della memoria” e non stancarsi mai di dire: “ per non dimenticare”, cercando di contrastare l’indifferenza alla quotidiana espressione di intolleranza e di odio.

Il Presidente della Compagnia dei Lepini si è soffermato sul termine ebraico “Shoah” che tradotto significa “tempesta devastante” perché non c’erano parole per raccontare quello che era accaduto, se non attraverso le testimonianze dei sopravvissuti. Ha poi dedicato il suo intervento sull’emozione e sul coinvolgimento degli studenti durante le visite al campo di concentramento di Auschwitz, un’esperienza che riesce, più di tante parole, a prendere consapevolezza delle condizioni disumane a cui furono costretti milioni di ebrei e non solo!

Dopo un breve intervento della Prof.ssa Anna Giorgi, dirigente scolastico dell’istituto dove ha avuto inizio la ricerca sulle vicende di Margherita Bondi, la parola è passato al Prof. Giancarlo Onorati che ha illustrato come la ricerca sia nata quasi per caso, trovando il nome di Margherita Bondi nel 2010 nel database del sito internet “Yad-vashem” (Ente nazionale per la Memoria della Shoah) di Gerusallemme.

Il desiderio di dare una storia a quel nome ha dato il via ad una serie di ricerche che il Prof. Onorati con i suoi studenti hanno condotto negli archivi pubblici e privati di Sezze, Latina, Roma, Modena e Milano e si sono avvalsi della preziosa testimonianza, anche fotografica e documentale, di Paola Corcos nipote di Raffaele Milano.

Il libro racconta la storia di Margherita Bondì, nata a Sezze nel 1897, del marito Raffaele Milano e della loro figlia Silvana, che nel febbraio del 1944, dopo alcuni mesi di clandestinità a Roma, furono catturati da italiani che collaboravano con i tedeschi. Raffaele fu trucidato alle Fosse Ardeatine, Margherita e Silvana furono deportate a Fossoli e ad Auschwitz. Margherita fu uccisa il giorno stesso dell’arrivo nel campo di sterminio polacco, la figlia superò la selezione e morì nell’aprile del 1945 a Bergen-Belsen dove era stata trasferita.

Nel corso della Cerimonia letture a cura dell’Ass. Teatrale “I Ciclopici” tratte dal libro presentato e da “Se questo è un uomo” di Primo Levi, accompagnamenti al piano di Diego Colaiori.

 

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