Segni. Doppio appuntamento dedicato ai libri con i “Pomeriggi Letterari” della Biblioteca Comunale

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SEGNI (Eledina Lorenzon) – Doppio appuntamento nel weekend di Sabato 28 e Domenica 29 Agosto, presso la Biblioteca Comunale di Segni, per la rassegna “Pomeriggi Letterari” che ha visto protagonisti scrittori del panorama culturale lepino quali Antonio Scarsella con il giallo “L’Opera dei Pupi” – Edizioni Draw Up e Giancarlo Loffarelli con “Michelangelo Caravaggio Pittore”- Porto Seguro Editore.

Erano presenti il Sindaco di Segni Piero Cascioli, il Delegato alla Cultura Bruno Recchia, la Consigliera comunale Anna Teresa Corsi ed un pubblico attento e caloroso.

Antonio Scarsella, nato a Sermoneta e laureato in Scienze Politiche, ha al suo attivo numerose pubblicazioni per lo più ambientate nella realtà storico-sociale, politica e culturale del territorio pontino . Già nella sua opera d’esordio ”Giallo nella Palude Redenta” del 2016 si era cimentato nel genere giallo con una struttura narrativa dove erano presenti tutti gli ingredienti del racconto poliziesco, ma avendo come fine un’analisi approfondita sulla storia locale così come sulle costanti caratteristiche del potere e dell’essere umano.

In questa sua nuova fatica letteraria abbandona il territorio pontino per immergersi nella cultura siciliana intrisa della testimonianza lasciata dalle civiltà che nei millenni si sono alternate.
Ed è un omaggio ad Andrea Camilleri che, come scrive l’autore nell’introduzione, tra i tanti meriti ha saputo “rendere la bellissima lingua siciliana, con le sue sfumature, i colori e i doppi sensi, un patrimonio accessibile a tutti”.
Ad introdurre e moderare gli interventi Eros Ciotti, architetto restauratore, urbanista e paesaggista. L’Opera dei Pupi è diviso in due parti, anzi due diversi racconti, il primo dal titolo “La signora Cecilie e i suo dodici amanti”, il secondo “Delitti allo specchio”. Il romanza ricalca, come struttura, la tragedia greca, così come le rappresentazioni dei pupi siciliani: c’è un prologo ed un epilogo, nella prima storia che argomenta ed illustra come si svolge l’azione e soprattutto parla delle persone che fanno parte delle vicende, l’epilogo, è la conclusione che “diventa dramma, tragedia ed infine sangue”. Il secondo racconto è basato sulla fiaba brasiliana del serpente e la lucciola, che narra di un serpente che vuole mangiare una piccola lucciola, solo perché possiede la luce. Attraverso la scelta letteraria del romanzo giallo, l’autore intraprende un viaggio nella mente, nei tanti sentimenti ed i lati oscuri dell’animo umano.
Un libro che si legge velocemente, con un’ottima veste grafica che trasporta in quel “sciatu dell’anima greca, araba, normanna” della Sicilia “che un viaggiatore può cogliere ancora nei monumenti, nei paesaggi, nelle tradizioni , nei cibi, nelle parole e nei volti dei siciliani”.
Particolarmente coinvolgenti le letture di alcuni brani del libro a cura degli Amici della Biblioteca.

Domenica 29, ospite della rassegna è stato Giancarlo Loffarelli, drammaturgo, sceneggiatore, regista ed indimenticabile interprete del celebre monologo estratto da “Novecento” di Alessandro Baricco.
Ha moderato l’incontro il poeta e scrittore Jeph Anelli, da poco in libreria con il saggio “Il teatro del teatro a Théatropólis”.
“Michelangelo Caravaggio Pittore” è un romanzo corposo, ben 574 pagine, con una notevole base documentale su cui l’autore ha studiato, lavorando di fantasia solo su quelle parti oscure della vita del grande pittore vissuto a cavallo del 1500 e 1600.

Il romanzo inizia proprio con la morte di Caravaggio e a ritroso ripercorre la sua vita, indagando su quella che oggi chiameremo “la psicologia” del suo essere, una duplicità all’interno della stessa persona che inesorabilmente lo condannò all’autodistruzione. Nelle sue opere mise in scena se stesso, l’eterna lotta tra luce e tenebre, che è rappresentazione del suo stesso conflitto interiore.

L’autore descrive anche il mondo in cui visse il tormentato artista, compaiono così personaggi come Galileo Galilei, Giordano Bruno, Enrico IV Re di Francia, gli ecclesiastici che lo protessero, non semplicemente perché contemporanei di Caravaggio, ma perché personaggi che hanno comunque avuto una relazione con lui. E non mancano le prostitute che gli fecero da modelle e i tanti loschi personaggi con i quali spesso si scontrò.
Innovativo nel contesto del romanzo la descrizione di alcuni dei capolavori del Caravaggio che lo scrittore ha ammirato in presenza nei vari musei del mondo, dei flashbach che portano il lettore fuori dal romanzo, quasi a riprendere aria e contatto con la contemporaneità, per poi rituffarsi nella lettura.
Appassionato e coinvolgente il dibattito con il pubblico presente, tra cui una rappresentanza dell’Associazione Artisti Lepini..

Si chiude così questa interessante rassegna degli scrittori del territorio, con un arrivederci ad altre originali iniziative culturali, nella consapevolezza che, oggi più che mai, è necessario “educare alla lettura” attraverso un impegno costante rivolto agli adulti, ma soprattutto ai bambini e ragazzi, per la costruzione dell’identità delle nuove generazioni.

 

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