Segni. Ci ha lasciati un grande uomo ed un grande artista. Un ricordo di Attilio Bedini insegnante di disegno e storia dell’arte, pittore, scrittore, attore, regista…

SEGNI  (Eledina Lorenzon) – Lunedì 27 Agosto ci ha lasciato un grande uomo ed un grande artista.
Si è infatti spento nella sua casa a Segni, ad 85 anni, Attilio Bedini, per molti anni professore di disegno e storia dell’arte nelle scuole del territorio, scrittore, attore e regista.

La pittura era nel suo dna, nato in una famiglia ricca di artisti, Attilio ha respirato sin da piccolo l’atmosfera artistica accompagnando il padre Michelangelo, valido artista dell’arte pittorico-decorativa soprattutto in campo religioso.

Marchigiano di nascita, ma segnino d’adozione ha viaggiato molto in tutta Europa, ma sarà Venezia a rubargli il cuore e che sarà protagonista in tante sue opere, ma la sua arte è testimonianza diretta anche della realtà che ci circonda e degli eventi che hanno caratterizzato la nostra quotidianità: dal dolore del Vietnam alla tragedia delle torri gemelle con un prima ed un dopo.

Grande la sua generosità ed il suo altruismo che hanno sempre contraddistinto la sua arte ed il suo sapere.
Ne sono testimonianza i tanti lavori a titolo volontario dove la sua disponibilità non è mai venuta meno, il suo grande impegno per il restauro della Chiesetta di Monte Campazzano che tanto amava e le stupende formelle della Via Crucis che accompagnano il camminatore verso la cima.

Anche in questa occasione Attilio ha attratto intorno a sé tanti giovani che, incoraggiati dal suo entusiasmo, pur non avendo particolari esperienze nel settore, sono riusciti a creare un vero e proprio capolavoro.

Lo ricordo pieno di entusiasmo all’allestimento della sua ultima mostra presso Palazzo Rospigliosi a Zagarolo nel settembre scorso, darsi da fare senza risparmiarsi perché tutto fosse perfetto e così è stato: una mostra che ha lasciato il segno nei tanti visitatori, catturati dai suoi colori ora tenui, ora violenti, dai suo paesaggi a volte così familiari, altre volti lontani ed irraggiungibili, le sue donne che amava dipingere spesso assorte a riflettere sulla realtà che le circonda e di cui sono spesso vittime sacrificali.

Dichiarava di amare il disegno ed il colore quali mezzi per una comunicazione semplice ed accessibile a tutti perché “la pittura deve essere l’occasione dell’incontro tra l’artista ed il pubblico”.

Tanta la sua frenesia contagiosa, i suoi progetti futuri e la sua sempre verde curiosità, il suo mettersi continuamente in gioco perché “l’esistenza è un continuo movimento”, convinto che a qualunque età il segreto della felicità fosse mantenere viva dentro di noi la disponibilità a vedere e a cantare la vita con l’ingenuo entusiasmo di un bambino.

Per i suoi funerali, che si sono tenuti oggi, era troppo piccola la Chiesa di S. Maria degli Angeli per contenere quanti hanno voluto rendergli omaggio in questo suo ultimo viaggio terreno.

Un abbraccio commosso alla moglie Maria Pia, compagna di una vita, ai figli, ai nipoti ed ai parenti tutti, nella convinzione che la sua figura e la sua opera non saranno mai dimenticate.

 

Qui il link al post di Annamaria Gagliarducci sulla pagina facebook “Segni News”, con i commenti e l’ultimo saluto di numerosi concittadini… [•>]

 

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