Sanità. Il Prof. Domenico Carnì (Anpo-Ascoti-Fials): «Un “Policlinico dell’Alta Valle del Sacco” tra le Asl Roma 5 e l’Asl Frosinone? Perché no!?»

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COLLEFERRO – Mentre in questi giorni l’Assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato sta presentando nelle varie Asl [qui •>] gli investimenti previsti dal Pnrr nel settore, ci giunge in redazione una lettera del Prof. Domenico Carnì, appena confermato per i prossimi quattro anni, alla Presidenza Regionale dell’Associazione Sindacale Anpo (Associazione Nazionale Primari Ospedalieri) – Ascoti (Associazione Sindacale Chirurghi Ortopedici Traumatologi Italiani) – Fials (Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità).

Ne pubblichiamo di seguito il testo.

“Maledetto Chi usurpa l’altrui, Chi il suo dono si lascia rapir”.
Questi versi del poeta Giovanni Berchet a me sembrano fotografare la situazione sanitaria del nostro territorio che si vede privato della giusta offerta di servizi sanitari, sia ospedalieri che distrettuali, per decisioni regionali, senza che le Istituzioni Locali intervengano per denunciare detta anomalia e costringano la stessa Regione a porvi rimedio.

Sappiamo che la programmazione ospedaliera è di pertinenza della Regione e dovrebbe fare riferimento a determinati Leggi e Decreti e precisamente:

  • Decreto Ministeriale n° 70 del 02-04-2015 (G.U. n°127 del 04-06-2015);
  • Decreto Regionale n°257/2017

Detti Decreti fissano a 3,7 posti letto x mille abitanti lo standard, di cui 3,0 x acuti e 0,7 per riabilitazione.

Nella realtà questi standard vengono disattesi, infatti nelle Province il rapporto è molto più basso per bilanciare i posti letto che ci sono a Roma ove peraltro si concentrano oltre che i Policlinici e gli Istituti di Ricerca tutte le Hub.

Volendo prendere in esame la Provincia di Frosinone vediamo che il rapporto è di 2,4 posti letto x mille abitanti, aggravato dalla situazione altrettanto precaria della zona sud (Distretto G6) della Asl Roma 5 che ha come centro l’Ospedale di Colleferro.

Se esaminiamo quanto è accaduto in questi ultimi anni nella zona nord della Asl di Frosinone e nella zona sud della Asl Roma 5, ci accorgiamo che sono stati cancellati quattro ospedali: Ferentino, Anagni, Valmontone e Zagarolo.

È opportuno ricordare che il bacino di utenza ospedaliera della zona più a nord della Provincia di Frosinone (Anagni, Paliano, Sgurgola, Acuto, Piglio) è di 37.832 abitanti; ed il bacino di utenza ospedaliera della zona di Colleferro (Colleferro, Artena, Carpineto Romano, Gavignano, Gorga, Labico, Montelanico, Segni, Valmontone) è di 76.649 abitanti.

Detti territori quindi, con una popolazione di 114.481 abitanti, dovrebbero avere una dotazione di posti letto ospedalieri di 342 unità, con un rapporto di 3,0 x mille abitanti.

Ad oggi ne sono operativi un quarto.

A tutto ciò bisogna aggiungere la grave e cronica carenza di Personale Medico ed Infermieristico che rende la situazione drammatica per tutti i Cittadini che si vedono costretti a rivolgersi a strutture private o a recarsi, con i conseguenti disagi, in strutture romane.

Cosa fare?
Credo sia giunto il momento di dare dignità a tutti i Cittadini che gravitano nelle zone che abbiamo preso in considerazione.

Continuando con le diatribe campanilistiche si rischia di fare la fine dei capponi di Renzo di manzoniana memoria, favorendo l’azione di chi non vuole fare alcun investimento in questo territorio…

Quindi, se la programmazione ospedaliera è di competenza Regionale, perché le Comunità Locali con i loro Comuni, piccoli e grandi, non attivano un percorso di analisi e condivisione di questi bisogni per trovare l’unica soluzione possibile, che non deve essere quella di tanti piccoli ospedali, ma quella di un Policlinico dell’Alta Valle del Sacco?».

F.to Presidente Regionale Associazione Sindacale Anpo  – Ascoti – Fials Prof. Domenico Carnì