Roma | Segni. Nell’Aula Paolo VI in Vaticano il maestro Antonio Fiore Ufagrà dona al Pontefice la sua opera …Pace
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ROMA | SEGNI – Come già annunciato nel nostro servizio dello scorso 18 Novembre, l’ultimo dei futuristi viventi il maestro Antonio Fiore Ufagrà, tra i tanti progetti legati a questo anno giubilare appena conclusosi, ha avuto l’onore di consegnare al Pontefice l’opera personale “Pace: Omaggio a Leone XIV”.
Un opera alla quale l’artista lepino è legato non solo per il suo significato profondo ma per importanza che essa stessa assume nella sua grandiosa esperienza artistica.
Con questo quadro Ufagrà torna a imprimere su tela un tema profondo e spirituale, la Pace, e lo fa attraverso la cristianità passando tra le braccia del Santo Padre e dedicando a lui, come già era successo per i pontificati passati, un opera complessa e ricca di suggestione.
Un racconto toccante quello che riportiamo nuovamente tra queste righe che l’artista ci aveva confidato lo scorso Novembre tra le mura della sua abitazione di Segni tra le sue opere
«L’8 Maggio scorso, Papa Leone XIV, rivolto a Roma e al mondo, dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana, ha pronunciato le parole….
”La pace sia con tutti voi! Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il buon Pastore che ha dato la vita per il gregge di Dio”… In quel discorso il Pontefice ha usato per dieci volte la parola “Pace”.
Questo mi ha molto colpito e, da quel momento, questa parola ha continuato ad essere presente nei miei pensieri ogni giorno, anche in considerazione delle quotidiane brutte notizie sulle attuali guerre.
Ci pensavo spesso, finché un giorno è maturata l’idea per la realizzazione di un quadro.
Così, fermata l’idea con un bozzetto, ho poi riportato sulla tela il disegno che, successivamente, ho provveduto a dipingere. Ho intitolato l’opera realizzata “Pace: Omaggio a Leone XIV”.
Ho spedito una lettera con la foto del quadro al Papa, dicendo che, se fosse stato di suo gradimento, glielo avrei donato.
La Segreteria di Stato mi ha inviato una lettera di ringraziamento del Santo Padre, esprimendo il gradimento del dipinto e indicandomi di rivolgermi direttamente alla Prefettura della Casa Pontificia per partecipare ad una Udienza Generale del mercoledì, indicando la data prescelta ed il numero di biglietti occorrenti.
Così, dopo aver avuto il privilegio di donare il dipinto “Con Te Padre” a San Giovanni Paolo II nel dicembre 1985 e l’opera “Crocifisso Ufagrà” a Papa Francesco il 19 Giugno 2013, sarò onorato e felice di donare questo mio quadro a Leone XIV».
Così lo scorso 4 Febbraio tra tanta emozione ma altrettanta gioia ha avuto luogo questo importante appuntamento
«La giornata del 4 Febbraio è stata per me, per la mia vita personale, artistica, per quella spirituale e per la mia famiglia, per mia moglie Maria Pia e mia figlia Suor Maria Addolorata una giornata meravigliosa e ricca di emozioni: siamo stati ospiti presso la Sala Nervi del Vaticano, nella consueta udienza generale del Santo Padre.
Mentre arrivavo lì, in quel luogo così bello e suggestivo, mi sono tornati in mente i precedenti incontri con San Giovanni Paolo II nel lontano 1985 e poi con Papa Francesco nel 2013 e ho pensato a quanto sono stato, negli anni, fortunato ad aver avuto il grandissimo privilegio di incontrare ben tre pontefici e di aver potuto donare loro una mia opera. Come raccontai anche qualche mese fa il dipinto che ho deciso di donare a Papa Leone XIV l’ho pensato e realizzato perché colpito in maniera intensa da quel lontano 8 Maggio del 2025 quando, dalla Loggia del Vaticano, Leone XIV pronunciò ripetutamente e in maniera forte la parola “Pace”.
Pace disarmata e disarmante.
Questo incontro con il Pontefice è stato è stato molto bello ed emozionante. Il Santo Padre, come si vede dalle foto, ha apprezzato l’opera. Maria Pia mia moglie ha consegnato al Papa la mia ultima monografia ed una lettera scritta da me e destinata a lui. Suor Addolorata la mia amata figlia, mi ha aiutato nella consegna del quadro.
Sono queste per me sensazioni irripetibili che lasciano un segno indelebile nella mia vita professionale, artistica e spirituale e
ringrazio Dio che nonostante tutto, è riuscito a dare a me e alla mia famiglia ancora una volta una grandiosa opportunità ».
Ufagrà… Un grande artista e un grande uomo che continua ad arricchire negli anni il nostro patrimonio culturale di piccoli grandi capolavori che resteranno impressi nella storia e nella memoria.












